L’epilogo dei playoff di quarta serie accende i riflettori sulle speranze di approdo nel calcio professionistico per i club vincitori, pronti a darsi battaglia fuori dal campo per scalare la graduatoria ufficiale.
I verdetti del rettangolo verde hanno sancito la conclusione delle finali dei gironi, un passaggio chiave che non garantisce la promozione automatica in Serie C ma l’inserimento nell’ambita lista per i ripescaggi nazionali.
I club interessati e la nuova griglia dei criteri FIGC
Al vertice di questa speciale graduatoria si posizionano piazze storiche e ambiziose come Nissa, Teramo, Ligorna, Seravezza Pozzi, Clodiense, Chievo Verona, Piacenza, Monastir e Paganese, tutte in attesa di sviluppi societari.
La Federazione ha recentemente modificato l’ordine di priorità per le riammissioni, assegnando il primo slot alle seconde squadre di Serie A, seguite nel secondo slot dalle formazioni retrocesse dalla Serie C.
Il terzo slot è invece riservato proprio alle società vincenti dei playoff di Serie D, mentre il quarto e ultimo spazio andrà alle seconde squadre iscritte in quarta serie, come il Milan Futuro.
Il vincolo dello stadio e i precedenti storici recenti
La conditio sine qua non per presentare formale domanda è il rispetto dei rigidi criteri infrastrutturali imposti dalla Lega Pro, che obbligano i club ad avere lo stadio a norma senza alcuna deroga.
A dispetto dello scetticismo generale, la storia recente smentisce il mito dei playoff inutili: i casi eclatanti del Ravenna nella passata stagione e della Casertana nel 2023 dimostrano la concretezza di questa strada.
Entrambe le compagini vennero infatti ripescate tra i professionisti grazie al piazzamento ottenuto nella griglia post-season, e in questo esatto momento storico risultano entrambe impegnate nei playoff di Serie C.
Le prospettive reali di ripescaggio per la Serie D
Sebbene quest’anno i club retrocessi abbiano la precedenza, le difficoltà economiche che colpiscono ciclicamente diverse realtà della terza serie lasciano ampi spiragli per i club dilettantistici più solidi.
Negli ultimi dieci anni, d’altronde, solo in tre circostanze non si sono verificati ripescaggi dalla Serie D, a conferma di come la graduatoria finale resti una risorsa fondamentale per il completamento degli organici.
In conclusione, la vittoria nei playoff rappresenta un investimento strategico vitale per le società più strutturate, intenzionate a sfruttare ogni singola possibilità amministrativa per centrare lo sbarco definitivo nel calcio che conta.








