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Fondo inglese avvia i colloqui per il Torino: le ultimissime

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani
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Caporedattore di Settecalcio.it
Fondo inglese avvia i colloqui per il Torino: le ultimissime

Il Torino FC vive ore di fibrillazione dopo la notizia di un fondo inglese pronto a rilevare il club da Urbano Cairo. La trattativa, che segnerebbe la fine di un’era durata vent’anni, ha subito un’accelerata improvvisa proprio nel pomeriggio di oggi.

Secondo quanto riportato dal giornalista Nicolò Schira su X, i colloqui tra la proprietà granata e gli investitori britannici sono già stati avviati. Questo passaggio operativo segue i recenti incontri riservati tra il patron e l’ex dirigente Marco Fassone.

L’intermediario Fassone e i primi contatti concreti

La figura di Marco Fassone emerge come l’elemento cardine dell’intera operazione finanziaria. L’ex manager di Milan e Inter starebbe agendo da intermediario, facilitando il dialogo tra la holding di Cairo e i capitali provenienti dal Regno Unito.

Le indiscrezioni fornite da Nicolò Schira confermano che non si tratta più di semplici sondaggi esplorativi, ma di una fase conoscitiva strutturata. Il fondo inglese punta a un club con bilanci in ordine e una storia centenaria dal grande potenziale commerciale.

Nonostante la tradizionale cautela di Urbano Cairo, la presenza di un professionista esperto di dinamiche internazionali come Fassone suggerisce un approccio serio. Gli investitori britannici porterebbero sotto l’ombra della Mole una mentalità aziendale tipica della Premier League.

Cosa cambierebbe per il futuro del mondo granata

L’ingresso di un fondo d’investimento estero rappresenterebbe una rivoluzione copernicana per la piazza torinese. I tifosi, da tempo in aperta contestazione, intravedono la possibilità di un progetto tecnico finalmente ambizioso e orientato alle competizioni europee.

Oltre al potenziamento della rosa, i capitali inglesi potrebbero accelerare le pratiche per le infrastrutture, a partire dal nuovo stadio. Una visione pluriennale permetterebbe al Torino di colmare il gap con le big del campionato attraverso una gestione più dinamica.

Al momento la situazione resta in una fase preliminare, in attesa di capire se si passerà alla fase della “due diligence”. Se l’attuale proprietà dovesse ritenere l’offerta congrua, il Toro potrebbe davvero cambiare pelle dopo due decenni di stabilità ma pochi acuti sportivi.

In conclusione, il bivio storico sembra ormai tracciato. Il possibile passaggio di mano non è solo una questione di cifre, ma la promessa di un rilancio globale per un brand che attende solo di essere valorizzato su scala internazionale.