Il Torino si aggrappa a “capitan” Zapata, pronto a partire dal primo minuto nella delicata sfida di San Siro contro il Milan. Mister D’Aversa sembra intenzionato a lanciare subito la coppia d’attacco composta dal colombiano e dalla generosità di Simeone.
Sono passati esattamente diciassette mesi da quel drammatico 5 ottobre 2024, quando proprio su questo prato il ginocchio di Duvan si sbriciolò in tre punti. Oggi il calvario è finito e il centravanti ha già dato il suo contributo alla squadra, seppur possa fare ovviamente di più e i passi avanti sono decisamente importanti.
Il tecnico granata, che solitamente comunica l’undici titolare solo a ridosso del fischio d’inizio, ha lasciato intendere che la potenza di Zapata sia fondamentale dall’inizio. Il colombiano, infatti, fatica a carburare se inserito a partita in corso a causa della sua imponente struttura fisica.
La sfida al tabù San Siro e il record di Milito
Secondo quanto riportato dalle fonti giornalistiche odierne, l’obiettivo è sfatare un tabù che dura dal 24 marzo 1985, data dell’ultima vittoria granata in casa del Diavolo. Da allora il bilancio è impietoso, con ben 20 sconfitte e 9 pareggi raccolti a Milano.
Zapata ha però un motivo extra per sorridere: ha segnato al Milan in tutti gli ultimi tre incroci di campionato. Se dovesse trovare la rete anche stasera, eguaglierebbe campioni del calibro di Milito, Di Natale e Lukaku, capaci di segnare ai rossoneri per quattro gare di fila.
Il momento magico della coppia d’attacco è certificato dai numeri recenti. Sia il Cholito che Duvan hanno trovato la via del gol nelle sfide contro Lazio e Parma, dimostrando un’intesa crescente che ha portato punti pesanti alla classifica del nuovo corso tecnico.
D’Aversa predica calma nonostante l’entusiasmo: “Non dobbiamo trasformare i risultati in euforia, non abbiamo ancora fatto nulla”, ha dichiarato il mister. La lezione di Napoli, dove ogni minimo errore è stato punito, resta un monito fondamentale per la squadra.
Una notte per riscrivere la storia granata
Tornare titolare proprio dove tutto si era fermato rappresenta per Zapata un cerchio che si chiude. La fascia di capitano al braccio e la ritrovata brillantezza atletica sono i segnali di una rinascita che il Torino vuole sfruttare per uno scalpo di prestigio.
Significa anche dare continuità a un progetto che sta cambiando pelle nelle ultime tre settimane. La vittoria manca da troppo tempo in trasferta contro le big e il tecnico vuole vedere l’atteggiamento di chi cerca il risultato a tutti i costi, senza margini di errore.
In conclusione, la notte di San Siro non sarà solo una partita di campionato, ma il palcoscenico della verità per un Torino che ha ritrovato il suo leader. Zapata cerca il gol della storia, D’Aversa cerca l’impresa per cancellare quarant’anni di delusioni milanesi.






