La Serie A prova a cambiare passo e i primi numeri sembrano dare ragione alle nuove disposizioni contro le perdite di tempo. Alla prima giornata del campionato il pallone è rimasto in gioco mediamente quattro minuti e mezzo in più rispetto allo stesso turno della stagione 2025-26.
Il dato, riportato dal Corriere della Sera, assume un peso significativo se rapportato alle dieci partite disputate. Complessivamente, infatti, si tratta di quasi 45 minuti di calcio giocato in più, un segnale importante per un campionato spesso criticato per il numero di interruzioni e per i ritmi non sempre elevati.
Tre nuove misure contro le perdite di tempo
Il cambiamento è legato soprattutto a tre interventi previsti dalle nuove direttive internazionali introdotte dall'IFAB e recepite anche dalla Serie A. Il primo riguarda rimesse dal fondo e rimesse laterali, per le quali è stato introdotto un countdown di cinque secondi.
In caso di ritardi eccessivi sono previste sanzioni come il calcio d'angolo concesso agli avversari oppure l'inversione della rimessa. L'obiettivo è impedire che queste situazioni diventino strumenti per rallentare deliberatamente il gioco.
La seconda misura riguarda invece le sostituzioni. Il calciatore che deve lasciare il campo deve completare l'uscita entro dieci secondi. In caso contrario, il compagno destinato a entrare dovrà aspettare un minuto prima di poter essere utilizzato.
Anche le cure mediche cambiano le dinamiche
Particolarmente significativa è poi la nuova disposizione relativa alle cure mediche. Il calciatore che riceve assistenza sul terreno di gioco deve rimanere fuori per un minuto prima di poter rientrare.
La norma punta soprattutto a scoraggiare simulazioni e interruzioni tattiche. Una situazione che in passato poteva trasformarsi in una pausa prolungata, mentre ora comporta una conseguenza diretta per il giocatore che ha ricevuto le cure.
Alle nuove disposizioni si è aggiunta anche l'indicazione del designatore Daniele Orsato agli arbitri: maggiore tolleranza sui normali contatti di gioco e meno fischi, intervenendo soltanto nelle situazioni evidenti. Tra gli episodi discussi c'è quello che ha coinvolto Kevin De Bruyne nella gara di Genova, comunque giudicato non un errore arbitrale.
Quasi un'ora di calcio effettivo
I numeri della prima giornata confermano l'impatto delle nuove indicazioni. Il tempo effettivo medio si è fermato a 59 minuti e 14 secondi, arrivando molto vicino alla soglia dei 60 minuti che la Serie A non aveva mai raggiunto in maniera stabile.
Nello stesso turno della stagione precedente la media era stata di 54 minuti e 42 secondi. La differenza è quindi di quattro minuti e mezzo circa per partita, con un incremento che assume ancora più rilevanza considerando l'intero turno.
Tre partite hanno superato i 60 minuti di gioco effettivo. Il primato spetta ad Atalanta-Sassuolo, arrivata a 66 minuti e 19 secondi. All'estremo opposto si trova invece Frosinone-Juventus, con appena 51 minuti e 42 secondi.
Il confronto con la stagione 2025-26
Il confronto con l'intera stagione precedente rende ancora più evidente la novità. Nel campionato 2025-26 la Serie A aveva fatto registrare una media di 54 minuti e 28 secondi di gioco effettivo.
Il dato era inferiore anche a quello della Premier League, che si era attestata a 55 minuti e 23 secondi, e della Champions League, arrivata a 56 minuti e 43 secondi. La media della prima giornata di questa Serie A risulta quindi superiore a quella registrata mediamente negli altri principali tornei europei.
Si tratta naturalmente soltanto di una prima fotografia. Saranno le prossime giornate a stabilire se l'incremento sarà confermato e se il campionato riuscirà a mantenersi stabilmente vicino ai 60 minuti di calcio effettivo.
Gasperini promuove le nuove regole
Le prime indicazioni positive non arrivano soltanto dai numeri. Anche diversi allenatori hanno mostrato apprezzamento per le nuove disposizioni, a partire dal tecnico della Roma Gian Piero Gasperini.
«Le nuove regole mi piacciono tantissimo, sono state pensate davvero molto bene – ha commentato Gasperini. – È ottimo per il pubblico, che prima vedeva partite di una noia mortale e che invece vuole assistere al gioco, non a gente che perde tempo. Nessuno fa più sceneggiate ora, si rialzano tutti».
Il giudizio dell'allenatore sottolinea uno degli obiettivi principali della riforma: restituire al pubblico una maggiore quantità di gioco effettivo, riducendo quelle interruzioni che negli anni hanno contribuito a rallentare il ritmo delle partite.
Più intensità, ma anche nuovi equilibri
L'aumento del tempo effettivo potrebbe però avere anche una conseguenza sul piano sportivo. Ritmi più elevati e meno interruzioni potrebbero favorire le squadre dotate di rose più profonde, capaci di sostenere una maggiore intensità nell'arco dei 90 minuti.
Per ora, tuttavia, il primo bilancio è positivo. La Serie A ha fatto registrare quasi cinque minuti di gioco effettivo in più per gara rispetto alla prima giornata dello scorso campionato, avvicinandosi per la prima volta con decisione alla soglia dei 60 minuti.
Il risultato dovrà essere verificato nel corso della stagione, ma la direzione appare chiara: meno tempo perso, più pallone in gioco e partite potenzialmente più dinamiche. Se il dato sarà confermato, le nuove regole potrebbero rappresentare un passo concreto per rendere il calcio italiano più fluido e competitivo.







