La FIGC ha deciso di ritirare il sostegno alla candidatura di Gianni Infantino alle elezioni per la presidenza della FIFA, in programma nel marzo 2027. Una scelta destinata ad avere un peso politico importante, arrivata dopo settimane di crescente tensione tra il vertice del calcio mondiale e la UEFA.
La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha spiegato che la decisione nasce dalla volontà di rendere chiara e trasparente la propria posizione, condividendo la linea della UEFA e del suo presidente Aleksander Čeferin. Al centro del confronto ci sono le recenti iniziative promosse da Infantino sulla governance e sullo sviluppo delle competizioni internazionali.
Il fronte europeo contro Infantino
La presa di posizione italiana arriva quindi all'interno di uno scenario internazionale già molto delicato. Nelle scorse settimane le 55 federazioni affiliate alla UEFA avevano respinto all'unanimità il progetto FIFA che prevedeva l'apertura a investitori privati di una quota delle principali competizioni, compresa la Coppa del Mondo.
Il progetto è stato successivamente ritirato da Infantino, ma il passo indietro non ha ricomposto la frattura. La UEFA ha continuato a sottolineare la perdita di fiducia nei confronti dell'attuale leadership FIFA, mentre anche altre confederazioni e federazioni hanno espresso perplessità sulla direzione intrapresa dalla governance mondiale.
Il fronte contrario al presidente FIFA si è quindi progressivamente allargato. Nei giorni scorsi sei federazioni nordiche — Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Islanda e Isole Faroe — hanno dichiarato di aver perso la fiducia in Infantino, chiedendo anche maggiore trasparenza e un'analisi indipendente sulle recenti scelte della FIFA.
Malagò: “Al fianco della UEFA”
È in questo contesto che arriva la decisione della FIGC. Il presidente federale Giovanni Malagò ha ribadito la volontà dell'Italia di proseguire il proprio percorso insieme alla UEFA e alle altre federazioni europee, indicando alcuni principi considerati fondamentali per il futuro del calcio.
“Continueremo a lavorare al fianco della UEFA e delle altre federazioni europee per promuovere un’idea di calcio fondata su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi”, ha dichiarato Malagò.
Il presidente della FIGC ha poi richiamato un modello basato sul confronto, sull'ascolto e sulla corresponsabilità, ritenuto necessario per permettere al calcio di continuare a crescere e innovare senza perdere i propri principi fondanti. Una posizione che colloca ufficialmente l'Italia nel fronte europeo che chiede maggiore condivisione sulle scelte strategiche.
Una sfida che va oltre la candidatura
La questione non riguarda quindi soltanto la corsa alla presidenza FIFA del marzo 2027. Infantino aveva annunciato già a maggio la propria intenzione di ricandidarsi, ringraziando le 211 federazioni affiliate per il sostegno ricevuto nei suoi primi dieci anni alla guida dell'organizzazione.
Nel frattempo, però, il quadro è cambiato. Aleksander Čeferin ha escluso una propria candidatura contro Infantino, pur sostenendo che potrebbe emergere un candidato alternativo. Il presidente UEFA ha contestato soprattutto il progetto di apertura ai capitali privati, considerandolo una minaccia significativa per l'attuale modello del calcio internazionale.
Anche il presidente delle European Leagues Claudius Schaefer ha espresso una posizione molto dura, sostenendo che Infantino non avrebbe futuro alla guida della FIFA e criticando quella che viene considerata una gestione sempre più centralizzata e poco incline al confronto con gli altri attori del calcio.
La posizione italiana cambia ufficialmente
Il ritiro del sostegno da parte della FIGC assume quindi un significato che va oltre il singolo voto. L'Italia sceglie di allinearsi alla UEFA in una fase nella quale la governance del calcio mondiale è diventata uno dei temi centrali del confronto tra le principali istituzioni.
Per la FIFA si tratta di un altro segnale politico importante in vista delle elezioni del 2027. Infantino continua a puntare sulla propria candidatura e mantiene il sostegno di importanti aree del calcio mondiale, in particolare tra le federazioni africane e sudamericane.
Le ultimissime sulla partita per la presidenza FIFA raccontano dunque di uno scenario ancora aperto. La FIGC ha scelto ufficialmente da che parte stare e lo ha fatto richiamando merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi. Ora resta da capire se il fronte europeo riuscirà a trasformare questa posizione comune in una vera alternativa alla leadership di Infantino.
Per il calcio italiano si apre così una nuova fase nei rapporti con la FIFA. La decisione della FIGC rende evidente che il confronto sul futuro della governance internazionale non è più soltanto una questione interna alle grandi istituzioni: anche le singole federazioni stanno assumendo posizioni sempre più nette in vista della sfida del 2027.







