Uefa, AFC e Concacaf hanno firmato lunedì una lettera aperta alla famiglia del calcio, in cui accusano Gianni Infantino di aver tradito la fiducia delle federazioni con l'inganno. Il testo, firmato da Aleksander Ceferin, dallo sceicco Salman bin Ibrahim Al Khalifa e da Victor Montagliani, chiede una revisione affidata a una terza parte pienamente indipendente, senza alcun ruolo per la FIFA. Le tre confederazioni contestano inoltre la riunione d'emergenza convocata in Marocco, dove era presente un solo dirigente eletto.
Il peso delle tre confederazioni
Secondo il Guardian, il documento equivale a una richiesta di dimissioni. Dietro le parole ci sono soprattutto delle cifre: le tre confederazioni rappresentano insieme 143 delle 211 federazioni affiliate. Una maggioranza che sposta il confronto dal piano politico a quello aritmetico.
Il progetto di una persona sola
Il 28 luglio la FIFA aveva presentato FIFA Forward Enterprise, la società destinata a concentrare diritti televisivi, sponsorizzazioni, biglietteria e licensing insieme alla gestione operativa dei tornei, con Infantino alla presidenza. Il piano prevedeva la cessione di una quota di minoranza fino al 20% su una valutazione di 20 miliardi di dollari elaborata da J.P. Morgan, per una raccolta di circa 4,2 miliardi di dollari, con il veicolo di Joshua Kushner in prima fila; a ogni federazione erano promessi 20 milioni, con voto fissato al 19 settembre.
Il fronte si è rotto dall'interno. Il 31 luglio si è dimesso il consigliere Carlos Cordeiro, mentre il direttore operativo Kevin Lamour ha parlato di uno staff ingannato, definendo l'operazione «il progetto di una persona sola». Nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto, Infantino ha ritirato tutto.
L'aritmetica che porta a Rabat
La lettera non chiude quella partita: la sposta sul terreno del voto. Per chiedere un congresso straordinario servono 43 federazioni, per far passare una sfiducia ne servono 106, e le tre confederazioni ne rappresentano 143. Le candidature alla presidenza vanno depositate entro le 23:59 del 18 novembre, con l'appoggio di almeno cinque federazioni, mentre il voto si terrà al 77° Congresso di Rabat, il 18 marzo 2027.
Infantino aveva annunciato la ricandidatura il 30 aprile a Vancouver, ma da allora Inghilterra, Norvegia e Svezia figurano tra le federazioni che hanno ritirato il sostegno.
Il fronte opposto resta compatto
Non tutte le confederazioni seguono la stessa linea. Il 6 agosto la CAF, che pesa 54 voti, ha rinnovato all'unanimità la fiducia al presidente, dopo le scuse rivolte il giorno precedente dalla FIFA a tutte le 211 associate. La CONMEBOL, pur criticando le ripetute azioni unilaterali, non appoggerà procedure che aggirino i meccanismi istituzionali. Nel fine settimana la FIFA ha denunciato quello che definisce uno sforzo concertato e continuo per minare il presidente.
Il conto che arriva fino a Łódź
Sempre il 6 agosto l'Uefa ha confermato il boicottaggio delle competizioni FIFA: le condizioni poste, il ritiro dei progetti e le garanzie che non si ripetano, non sono state soddisfatte. Il primo appuntamento esposto è il Mondiale femminile Under 20, in programma dal 5 settembre in Polonia, dove l'Italia è inserita nel gruppo D con Stati Uniti, Giappone e Nuova Zelanda: le azzurre giocherebbero tutte le tre gare a Łódź, a partire dal 6 settembre contro le americane.
A fine anno tocca all'Under 17 maschile, in scena in Qatar dal 19 novembre al 13 dicembre, con undici squadre europee qualificate e gli azzurrini nel gruppo E. La FIGC di Giovanni Malagò, in carica dal 1° luglio, non ha lasciato margini di ambiguità: «Noi siamo l'Italia e l'Italia è legata in modo indissolubile con l'Uefa». Gabriele Gravina, che ha mantenuto la vicepresidenza Uefa dopo l'addio alla federazione, era stato tra i primi ad attaccare: «Il calcio non è di Infantino».
Una revisione senza arbitro
La FIFA ha promesso una propria revisione, con esiti da presentare al Consiglio nella prossima riunione. È esattamente il punto che le confederazioni respingono: chi ha condotto l'operazione non può giudicarla. Sul fronte elettorale, Ceferin, Patrice Motsepe e Nasser Al-Khelaifi hanno già escluso una propria candidatura, mentre Montagliani si prepara ad annunciarla.
Per i tifosi europei la conta si misura intanto sul calendario. Tra Łódź e il Qatar passano tre mesi e mezzo, il tempo necessario per sapere se le nazionali del continente scenderanno davvero in campo.






