In casa Olbia la stagione di Serie D è segnata da una crisi profonda che va ben oltre il campo. I giocatori hanno proclamato uno sciopero per stipendi arretrati e incertezza societaria, rifiutando di partecipare agli allenamenti in cerca di risposte dalla proprietà. Il caso, attraversato da ultimissime difficili, mette in discussione anche la presenza della squadra nei prossimi impegni ufficiali.
Stipendi non pagati e quotidianità allo stremo
La protesta degli atleti racconta una situazione di difficoltà concreta: alcuni non percepiscono stipendi da mesi e vivono condizioni di lavoro giudicate inaccettabili, tra spogliatoi fatiscenti e carenza di manutenzione. La tensione interna cresce, con i giocatori che denunciano una totale assenza della dirigenza e la perdita di riferimenti chiari per la gestione quotidiana del club.
Società divisa e trattative live per il futuro
Intanto fuori dal campo proseguono trattative live e passaggi amministrativi delicati: la possibile cessione del club resta in sospeso e un’opzione alternativa sul tavolo non si è concretizzata, mentre le parti coinvolte pubblicano comunicati contrapposti sulla situazione patrimoniale e gestionale della società. Il contesto fa discutere tifosi e addetti.
A rischio la partecipazione al campionato
Se la crisi societaria non troverà presto sbocchi concreti, la squadra rischia addirittura di non scendere in campo nelle prossime giornate di Serie D. L’incertezza sulla governance, unita alla protesta dei giocatori e ai nodi economici irrisolti, potrebbe portare a conseguenze sportive pesanti, trasformando la crisi dell’Olbia in un caso simbolo della fragilità di molte società dilettantistiche italiane.






