1° giugno data cardine del calciomercato: è il termine per la presentazione dei conti per evitare il rischio di blocco del mercato. L’analisi di calcioefinanza.it mette in luce i paletti finanziari che i club dovranno rispettare.
La data canonica del 31 maggio è slittata di ventiquattro ore cadendo di domenica. Entro lunedì le società di Serie A dovranno consegnare la situazione patrimoniale intermedia al 31 marzo e il prospetto del Costo del Lavoro Allargato.
I controlli federali si baseranno sul severo rapporto tra il costo del personale e i ricavi societari. Questo indicatore matematico stabilirà i confini entro cui le squadre potranno muoversi nella sessione estiva dei trasferimenti.
Le scadenze amministrative della FIGC anticipano i movimenti sul campo, obbligando i direttori sportivi a fare i conti con la Covisoc prima di poter ufficializzare qualsiasi operazione in entrata.
Il funzionamento del Costo del Lavoro Allargato nei controlli FIGC
La grande rivoluzione dei controlli economico-finanziari è scattata ufficialmente a partire dal mese di gennaio 2026. Il piano strategico approvato dal Consiglio Federale ha mandato definitivamente in soffitta il vecchio e discusso indice di liquidità.
Al suo posto è subentrato l’adeguamento a un parametro di natura internazionale denominato Costo del Lavoro Allargato (CLA). Questo strumento valuta in modo scientifico e oggettivo la reale sostenibilità di ogni singolo club di Serie A.
La formula matematica mette direttamente a confronto l’esborso complessivo per il personale sportivo con i ricavi strutturali. Il coefficiente ottenuto non dovrà superare la soglia limite stabilita dagli organismi di vigilanza.
A partire dalla imminente sessione estiva delle trattative live, il valore massimo consentito scenderà rigidamente alla quota di 0,7. Un giro di vite notevole che costringerà molte società a tagliare i rami secchi dei propri organici.
Per salvaguardare gli investimenti nei settori giovanili, le norme prevedono un’importante eccezione per i talenti locali. Saranno infatti esclusi dal calcolo i costi e gli ammortamenti dei calciatori italiani Under 23 selezionabili per le Nazionali Azzurre.
Le voci del bilancio: cosa rientra tra costi e ricavi
La struttura dell’indicatore si articola su due macro-aree contabili ben definite dalle Norme Organizzative Interne Federali. Nel numeratore del rapporto confluiscono tutti i costi legati alla gestione sportiva del club professionistico.
Tra questi figurano i salari dei calciatori, gli stipendi degli allenatori della prima squadra e dei tecnici ancora sotto contratto. Vanno sommati anche gli ammortamenti dei cartellini, le svalutazioni e le commissioni spettanti agli agenti sportivi.
Il denominatore raccoglie invece la totalità dei flussi finanziari in entrata nelle casse della società. Parliamo dei proventi commerciali, dei contributi della Lega, dei ricavi da biglietteria, dei contratti di sponsorizzazione e dei diritti audiovisivi.
Trovano spazio anche i ricavi netti derivanti dai prestiti dei giocatori e le plusvalenze da calciomercato. Queste ultime, per evitare distorsioni legate a singole maxi-operazioni, vengono calcolate attraverso una media ponderata sugli ultimi 36 mesi di esercizio.
Il sistema cerca così di fotografare la reale salute del club, depurando il bilancio da fittizie manovre contabili dell’ultimo minuto e offrendo un quadro fedele della capacità di spesa reale.
Le pesanti sanzioni federali e il blocco dei trasferimenti
Il mancato rispetto dei parametri economico-finanziari entro le scadenze prestabilite fa scattare un meccanismo sanzionatorio automatico. I club che sforano il tetto dello 0,7 subiranno il blocco totale del mercato in entrata.
In questa situazione di emergenza, le società non potranno tesserare nuovi elementi, a meno che non dimostrino un saldo attivo. Sarà necessario generare risorse fresche attraverso le cessioni, la risoluzione di contratti o il risparmio sul monte ingaggi.
Si potrà operare esclusivamente secondo il principio del saldo zero, senza alcuna possibilità di aumentare gli emolumenti complessivi. Le restrizioni si applicheranno sia per gli acquisti definitivi sia per i contratti di prestito oneroso.
Il monitoraggio della FIGC avviene due volte l’anno: la prima a fine maggio sui dati di marzo, la seconda a novembre sui dati di settembre. Se la situazione peggiora tra una verifica e l’altra, il blocco si estenderà alle finestre successive.
La sanzione scatta inesorabilmente anche nei confronti di quei club che omettono di inviare la documentazione richiesta. L’unica ancora di salvataggio è rappresentata da un intervento finanziario immediato da parte della proprietà.
Gli strumenti di ripianamento a disposizione dei soci
Per aggirare il blocco dei trasferimenti e iniettare liquidità, i soci hanno a disposizione diverse strade ufficiali. Gli interventi patrimoniali straordinari servono a dare respiro alle casse, pur non esentando il club dall’obbligo di ritrovare l’equilibrio gestionale.
La proprietà può procedere attraverso versamenti in conto futuro aumento di capitale o mediante aumenti di capitale già deliberati e versati. Sono validi anche i versamenti diretti in conto copertura perdite d’esercizio.
Un’altra via percorsa frequentemente è l’erogazione di finanziamenti postergati e infruttiferi da parte degli azionisti di riferimento. Si possono inoltre utilizzare le risorse derivanti dalle cessioni pro soluto dei crediti dei calciatori.
A queste si aggiungono le operazioni straordinarie di cessione pro soluto dei crediti legati ai diritti televisivi non ancora contabilizzati. La vera novità dell’estate 2026 è però costituita dalla possibilità di utilizzare le riserve di utili.
Questo strumento permette di attingere al patrimonio netto accumulato negli anni virtuosi, offrendo una preziosa scappatoia contabile a quelle società che si trovano momentaneamente in difetto rispetto all’indicatore del Costo del Lavoro Allargato.
La novità dell’estate 2026: le riserve di utili vincolate
L’introduzione delle riserve di utili come strumento di copertura rappresenta una svolta epocale nei regolamenti della FIGC. La norma consente di sanare le eccedenze di costo sfruttando la solidità del patrimonio netto societario.
L’applicazione di questa misura è subordinata al rispetto di quattro stringenti criteri previsti dalle NOIF. Le riserve devono essere legalmente distribuibili ai soci e regolarmente registrate nelle situazioni patrimoniali intermedie.
L’assemblea dei soci deve deliberare la quantificazione esatta della somma e disporre un vincolo di indisponibilità assoluta. Quelle somme rimarranno congelate fino a quando gli organismi federali non certificheranno il rientro nei parametri.
Il vincolo di indisponibilità sulle riserve potrà essere revocato solo al verificarsi di specifiche condizioni finanziarie. Ad esempio, quando il rapporto CLA/Ricavi scende sotto la soglia d’allarme o vengono immessi nuovi capitali dai soci.
La revoca arbitraria del vincolo, senza il preventivo benestare degli organi di controllo, costituisce un grave illecito disciplinare. In questo caso, il club rischierebbe pesanti sanzioni da scontare direttamente dinanzi alla giustizia sportiva.
Cosa significa questo scenario per il futuro della Serie A
I nuovi controlli federali impongono un cambio radicale di mentalità a tutti i presidenti della massima serie calcistica. Il tempo delle spese folli e dei bilanci costantemente in rosso è definitivamente tramontato sotto il peso delle nuove regole.
I direttori sportivi dovranno muoversi sul mercato con estrema cautela, bilanciando ogni acquisto con una cessione illustre. La caccia alle ultimissime occasioni low cost e ai parametri zero diventerà l’assoluta priorità per molti club italiani.
La valorizzazione dei giovani italiani Under 23 assumerà un valore strategico fondamentale non solo sul campo, ma soprattutto nei libri contabili. Scommettere sui talenti fatti in casa diventerà il modo più intelligente per alleggerire il Costo del Lavoro Allargato.
La data dell’1 giugno segna l’inizio di una nuova era per il calcio italiano, dove la sostenibilità economica non è più un consiglio, ma un obbligo di legge. Chi saprà gestire meglio i numeri vincerà la sfida più importante della stagione.
I tifosi dovranno abituarsi a sessioni di mercato più ragionate, dove il colpo a effetto sarà subordinato al via libera dei contabili. La Serie A si adegua all’Europa, cercando una stabilità duratura per evitare il collasso del sistema.









