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Champions League – Kvaratskhelia sempre più forte: numeri mostruosi

Caporedattore di Settecalcio.it
Pubblicato il
Champions League – Kvaratskhelia sempre più forte: numeri mostruosi

Il Paris Saint-Germain sale sul tetto d’Europa conquistando la Champions League, grazie alla straordinaria prestazione di Khvicha Kvaratskhelia, che si conferma protagonista assoluto superando l’Arsenal di Mikel Arteta nella finalissima.

I parigini bissano il successo continentale per la seconda stagione consecutiva, trascinati dalle giocate magistrali dell’esterno georgiano, eletto all’unanimità miglior giocatore della fase a eliminazione diretta della massima competizione europea.

Il talento di Tbilisi sta vivendo il momento di massimo splendore della sua carriera calcistica, mantenendo un livello di rendimento strabiliante che si protrae con impressionante continuità da ormai più di due anni consecutivi.

L’ala d’attacco ha dimostrato uno strapotere fisico e tecnico senza precedenti, mettendo la propria firma d’autore su tutte le sfide decisive del torneo e guidando i compagni nei momenti più delicati del cammino europeo.

Le perle europee e il cammino trionfale dei parigini

La straordinaria cavalcata europea del club transalpino è stata caratterizzata da reti di rara bellezza realizzate dal talento georgiano, a partire dalla sfida d’andata vinta per 2-0 contro il Liverpool al Parco dei Principi.

In quella occasione, l’esterno ha ricevuto un pallone lungolinea da João Neves, ha superato nel contrasto fisico Ryan Gravenberch e ha dribblato seccamente il portiere connazionale Giorgi Mamardashvili prima di depositare la sfera in rete.

Un’altra prodezza balistica è andata in scena il 17 settembre nel rotondo 4-0 rifilato all’Atalanta, quando Kvaratskhelia è partito insolitamente dalla fascia destra superando in velocità Berat Djimsiti e Marten De Roon.

Arrivato al limite dell’area, dopo aver saltato Isak Hien, ha scagliato un destro potente che ha trafitto l’estremo difensore Marco Carnesecchi, siglando un raddoppio d’autore rimasto impresso negli occhi dei tifosi.

Lo stesso micidiale movimento a rientrare è stato replicato nella sconfitta per 2-1 contro lo Sporting CP, dove ha saltato Geōrgios Vagiannidīs prima di battere Rui Silva con un preciso e imparabile tiro a giro.

La medesima sfortuna è toccata prima al Chelsea, con Malo Gusto saltato netto nel match finito 4-2, e successivamente al Bayern Monaco in semifinale, dove Josip Stanišić e Manuel Neuer sono capitati sotto i colpi del georgiano.

I numeri mostruosi e la definitiva maturazione tattica

I dati statistici della stagione 2025/26 certificano l’impatto devastante del venticinquenne nello scacchiere parigino, come confermano i 19 gol realizzati e i 10 assist serviti nelle 49 partite totali disputate con il club.

La sua avventura calcistica sotto la Torre Eiffel è cominciata appena 14 mesi fa, quando l’attaccante ha deciso di salutare l’Italia e l’esperienza a Napoli, piazza fondamentale dove era cresciuto molto come uomo e calciatore.

All’ombra del Vesuvio il georgiano aveva stupito tutti nella stagione dello scudetto con 14 reti e 17 assist, confermandosi l’anno successivo con 11 marcature prima di chiedere espressamente la cessione ad Antonio Conte.

Il trasferimento a Parigi è nato proprio dalla ferma volontà del ragazzo, che prima della sfida contro l’Hellas Verona ha manifestato al tecnico salentino il desiderio di confrontarsi con una nuova realtà internazionale.

La trasformazione tattica firmata da Luis Enrique

Il merito di questa definitiva metamorfosi calcistica va attribuito al lavoro svolto dal tecnico spagnolo Luis Enrique, capace di trasformare un’ala pura in un attaccante moderno, completo e tatticamente duttile.

A Napoli il georgiano aveva giocato ben 100 partite su 107 come ala sinistra, mentre a Parigi ha ricoperto più ruoli, giocando 54 volte a sinistra, 18 a destra, due da seconda punta e una da centravanti.

I numeri registrati sulla corsia di destra sono emblematici della sua completezza, avendo collezionato 6 gol e altrettanti assist partendo da una posizione di campo che inizialmente non sentiva assolutamente sua.

Il tecnico spagnolo ha saputo toccare le corde giuste, pretendendo dal calciatore un grande spirito di sacrificio in fase di ripiegamento difensivo, pena l’esclusione immediata dai titolari a vantaggio delle tantissime alternative presenti in rosa.

La straordinaria abbondanza nel reparto offensivo, che può contare su stelle del calibro di Ousmane Dembélé, Bradley Barcola, Gonçalo Ramos e Désiré Doué, ha stimolato il georgiano a dare sempre il massimo.

Le conclusioni sul dominio europeo del fuoriclasse

Il successo in finale rappresenta la consacrazione definitiva di un campione assoluto che ha saputo evolversi, accettando le critiche e mettendosi totalmente a disposizione delle esigenze tattiche della squadra.

I sacrifici richiesti dallo staff tecnico hanno dato i frutti sperati, permettendo al Paris Saint-Germain di mantenere la leadership in Europa e al calciatore di sollevare la sua seconda Champions League di fila.

Il futuro del calcio mondiale appartiene stabilmente a questo straordinario fuoriclasse, capace di spostare da solo gli equilibri dei match più importanti e di decidere le sorti delle finali più prestigiose del pianeta.