Il Bologna di Stefano Morrone attraversa le prime sei giornate di Primavera 1 con un saldo che racconta due squadre diverse: sedici gol segnati e tredici subiti. Quello rossoblù è il secondo attacco del campionato, una sola rete in meno dell'Inter capolista, eppure non è ancora arrivata una partita chiusa con la porta inviolata. In classifica la squadra è a quota 12, due punti sotto i nerazzurri e appaiata a Roma, Empoli e Parma.
Il percorso, però, non è lo stesso. Quattro vittorie e due sconfitte per il Bologna, mentre le altre tre non hanno ancora perso. Venerdì 16 ottobre alle 15 si gioca proprio Parma-Bologna, e il tema della vigilia è definito: trasformare la produzione offensiva in controllo della partita.
Lo Monaco e un attacco sempre a segno
Il cammino si è aperto con il 4-2 all'Atalanta a Crespellano e con il 3-1 ad Assemini sul Cagliari. Sono seguiti due stop consecutivi, lo 0-3 in casa con l'Inter e il 5-3 a Sassuolo, prima della ripartenza firmata dal 2-1 a Como e dal 4-1 alla Lazio dopo la sosta. Gli otto marcatori diversi sono più che una statistica: misurano una manovra capace di portare al tiro molti uomini, con Badori e Toroc saliti a quota tre grazie alla doppietta di entrambi contro i biancocelesti.
Il riferimento offensivo resta Luca Lo Monaco, classe 2008, mancino nato in Sicilia e cresciuto tra Trapani, Perugia, Frosinone, Lazio ed Empoli prima dell'approdo a Bologna. Il bilancio personale è già di cinque reti, compresa la doppietta decisiva a Como. Nella scorsa stagione era stato l'uomo dei finali: ad aprile sette dei suoi otto gol in Primavera erano arrivati dopo l'80', e al 90' aveva firmato il 2-1 sul campo della Roma che aveva aperto ai felsinei la semifinale playoff.
Vantaggi non gestiti
Il rovescio della medaglia sta nelle 13 reti incassate. Otto sono arrivate in due sole partite, ma anche nelle quattro vittorie la squadra ha sempre concesso almeno un gol. Il dato più eloquente riguarda la gestione del risultato: delle cinque gare in cui il Bologna è passato in vantaggio, in tre si è fatto raggiungere.
Ad Assemini il gol di Negri al 22' è durato sette minuti, fino al pari di Sugamele. A Como l'1-0 di Lo Monaco al 27' è stato cancellato da Bonsignori al 51', in avvio di ripresa. Sono episodi diversi, accomunati dalla stessa difficoltà nel consolidare un vantaggio appena costruito.
Il caso più evidente resta quello del 12 settembre a Sassuolo. Avanti al 13' con Lo Monaco, i rossoblù hanno subito quattro reti in diciassette minuti, tra il 26' e il 43', hanno riaperto la gara nel recupero del primo tempo con Trifelli e Piro e si sono arresi al gol di Liberali al 62'. Contro l'Inter la dinamica è stata un'altra: molta produzione nel primo tempo, con Krasniqi fermato a tu per tu dal portiere e un palo esterno di Negri, poi l'intervallo da sotto e il raddoppio di Carrara al 47', appena rientrati dagli spogliatoi.
La lezione della semifinale
Il nodo non è nuovo. Nella passata stagione il Bologna aveva chiuso la regular season al quinto posto, aveva eliminato la Roma al Tre Fontane e si era fermato in semifinale, battuto 2-0 dalla Fiorentina al Viola Park. Dopo quella gara Morrone lo aveva sintetizzato così: «Peccato aver preso gol nei momenti topici, potevamo fare meglio in quegli istanti».
Per un settore giovanile il gol rappresenta solo una parte del percorso. Restare dentro la partita dopo un vantaggio, leggere i momenti di sofferenza e non concedere episodi sono abilità che pesano nel passaggio al calcio dei grandi.
Parma, esame di maturità
Il Parma è l'avversario adatto per misurare questi progressi. I crociati, secondi nella scorsa regular season e poi battuti 2-1 dalla Fiorentina nella finale scudetto, sono ancora imbattuti: dopo quattro giornate guidavano la classifica insieme all'Inter, prima dei pareggi con Cagliari e viola. I precedenti della scorsa stagione dicono 1-3 per il Parma a Crespellano e 0-4 per i rossoblù a Noceto.
Subito dopo, sabato 24 ottobre, il Bologna ospiterà l'Empoli. Due scontri diretti con squadre a quota 12 attendono una Primavera che punta a tornare ai playoff, e che in questi novanta minuti sarà chiamata a dimostrare anche solidità.






