Il Torino continua a cercare un difensore mancino e Ricardo Rodríguez rappresenterebbe una delle soluzioni più immediate. Il 34enne svizzero è svincolato dopo l'esperienza al Betis e conosce già ambiente granata, Serie A e ruolo di braccetto sinistro.
La necessità è stata indicata direttamente dal direttore sportivo Gianluca Petrachi, che dopo la chiusura del mercato ha confermato la volontà di cercare un centrale mancino tra i giocatori senza contratto. Lo svizzero è uno dei profili valutati insieme a Diogo Leite.
La casella rimasta vuota in difesa
Il club non è riuscito a completare il reparto entro la chiusura della sessione estiva. Petrachi ha spiegato che alcuni obiettivi non sono stati raggiunti anche per questioni burocratiche e che la società continuerà quindi a lavorare sul mercato degli svincolati. La richiesta tecnica è precisa: un difensore mancino.
Ignazio Abate ha impostato la squadra anche con una linea a tre. Nell'ultima gara di Coppa Italia contro il Monza sono partiti Coco, Ismajli e Comuzzo davanti a Perri. Rodríguez potrebbe inserirsi sul centrosinistra, ruolo già interpretato durante la precedente esperienza in granata, mentre la sua duttilità consentirebbe di utilizzarlo anche come terzino sinistro o in una difesa più larga.
Quattro stagioni già vissute a Torino
È questo l'aspetto che rende il suo profilo diverso da quello di molti altri svincolati. Rodríguez arrivò dal Milan nell'agosto 2020 e rimase fino alla scadenza del contratto nel giugno 2024, raccogliendo in quattro stagioni 119 presenze complessive e diventando anche capitano della squadra.
Il suo ultimo campionato con i granata si concluse con 35 presenze in Serie A. Il 18 maggio 2024 segnò inoltre nel 3-1 contro il Milan allo Stadio Olimpico Grande Torino, una delle ultime partite prima della separazione. Successivamente passò al Real Betis, firmando un contratto biennale: ora, terminata l'esperienza in Spagna, è nuovamente disponibile a parametro zero.
Le ragioni che ridurrebbero i rischi
L'età cambia inevitabilmente il tipo di operazione. Il difensore ha compiuto 34 anni il 25 agosto e non rappresenterebbe un investimento di prospettiva. Il suo valore sarebbe soprattutto immediato.
Non è solo questione di curriculum: conosce la Serie A, ha già giocato in una difesa a tre, è mancino naturale e può interpretare più posizioni. In un reparto che Petrachi considera ancora incompleto, sono caratteristiche che permetterebbero ad Abate di aggiungere una soluzione specifica senza attendere lunghi tempi di inserimento.
Il contesto di un avvio complicato
La ricerca del centrale arriva in un momento delicato. Il Torino ha iniziato la Serie A con due sconfitte nelle prime due giornate, contro Milan e Sassuolo, restando ancora senza punti. Il 2 settembre è arrivata anche l'eliminazione dalla Coppa Italia dopo lo 0-1 contro il Monza, deciso dal gol di Mota nel recupero del primo tempo.
Abate resta alla guida della squadra e ha un contratto fino al 30 giugno 2028, ma l'avvio rende più urgente completare l'organico. Petrachi lo ha riconosciuto apertamente: la partenza non è stata quella attesa e il calcio concede poco tempo, anche se il nuovo progetto necessita di un percorso.
Rodríguez o Diogo Leite: la scelta resta aperta
Il nome dello svizzero non è l'unico sul tavolo. Tra gli svincolati viene valutato anche Diogo Leite, centrale portoghese classe 1999 reduce dall'esperienza con l'Union Berlino.
I due profili rappresentano soluzioni differenti: il portoghese offrirebbe età e prospettiva, l'ex capitano soprattutto esperienza immediata e conoscenza dell'ambiente. Il punto fermo resta la necessità individuata dal club, cioè un centrale mancino dopo la chiusura del mercato.
Proprio le quattro stagioni già trascorse in granata rendono quella di Rodríguez la strada con meno incognite sul piano dell'adattamento. Le prossime settimane diranno quale dei due nomi il Torino sceglierà per completare la difesa di Abate.






