Il pesante scivolone interno contro la Fiorentina ha aperto una profonda crisi in casa Juventus, mettendo seriamente a rischio anche la posizione dell’AD Comolli e il suo intero progetto sportivo, con pesantissime ripercussioni sul fronte del calciomercato.
Il sesto posto attuale in classifica allontana quasi definitivamente i bianconeri dall’Europa che conta, rievocando gli spettri storici del biennio compreso tra il 2009 e il 2011, quando la squadra chiuse il campionato con due settimi posti consecutivi.
I numeri del fallimento e le valutazioni di John Elkann
La mancata qualificazione alla massima competizione continentale si tradurrà in un autentico bagno di sangue economico per le casse del club, quantificabile in almeno 70-80 milioni di euro di mancati introiti complessivi.
Secondo i dati analizzati dagli esperti di calcioefinanza.it, questa voragine finanziaria costringerà la proprietà a rivedere i piani industriali e le deleghe operative concesse la scorsa estate all’amministratore delegato francese ex Tolosa.
Il patron John Elkann traccerà il bilancio definitivo subito dopo il derby contro il Torino, tormentato dal dubbio se concedere una seconda chance all’amministratore o avviare un nuovo tsunami societario salvando il solo Giorgio Chiellini.
Le bocciature di mercato e il nodo dell’allenatore
Sul banco degli imputati sono finite le deludenti campagne acquisti estive, a partire dall’investimento da 44 milioni di euro per l’attaccante Openda, bocciato sul rettangolo verde prima da Igor Tudor e successivamente da Luciano Spalletti.
La stabilità aziendale della Continassa traballa vistosamente, soprattutto se si considera che solo dodici mesi fa la proprietà aveva rimosso Massimiliano Allegri per Thiago Motta, liquidando poi l’ex direttore tecnico Cristiano Giuntoli dopo la cessione di Huijsen.
La situazione attuale rischia di compromettere irreparabilmente l’appeal internazionale della formazione piemontese, riducendo drasticamente la potenza di fuoco da investire nella prossima sessione di trasferimenti e rendendo impossibile l’acquisto di veri top player.
Il vertice bloccato per Dusan Vlahovic e le sirene europee
L’effetto più immediato e dirompente di questa crisi coinvolgerà direttamente il centravanti Dusan Vlahovic, il cui contratto d’impiego scadrà formalmente alla fine del mese senza che sia stato trovato un accordo.
La trattativa per il rinnovo del serbo è in una fase di totale stallo, poiché l’amministratore delegato Comolli non intende spingersi oltre un’offerta da sei milioni di euro stagionali più bonus legati ai risultati.
Si tratta di cifre ritenute decisamente troppo basse dal calciatore e dal padre Milos, abituati a percepire ingaggi compresi tra i 7,5 e gli attuali 12 milioni di euro garantiti dal precedente accordo.
In settimana è previsto un vertice decisivo tra le parti, ma lo stop di quattro mesi per infortunio non ha scalfito il valore del bomber, autore di gol pesanti contro Verona e Lecce e ora corteggiato da Bayern, Barcellona e Milan a parametro zero.
Cosa significa il declassamento per Bernardo Silva e Alisson
L’esclusione dall’Europa che conta cancella definitivamente anche i sogni di mercato più ambiziosi della tifoseria, rendendo di fatto impossibile l’ingaggio del portoghese Bernardo Silva, stella svincolata in uscita dal Manchester City.
Il pupillo di Pep Guardiola, nonostante le telefonate personali ricevute da Luciano Spalletti, preferirà palcoscenici differenti e il Barcellona, non volendo guardare la Champions League dal divano a trentuno anni compiuti.
Discorso parzialmente diverso per l’estremo difensore brasiliano Alisson, individuato come l’obiettivo concreto per sostituire Di Gregorio. Il trentatreenne del Liverpool ha già un accordo di massima per un contratto triennale.
Il portiere sudamericano considera concluso il suo ciclo in Inghilterra ed è pronto ad accettare una stagione di transizione in Europa League, stimolato dall’idea di tentare l’assalto immediato allo scudetto.
Le cessioni dolorose per far quadrare i bilanci
Per formalizzare le nuove operazioni in entrata e far quadrare i conti, la Juventus sarà obbligata a sacrificare alcuni dei suoi pezzi più pregiati sul mercato, con Gleison Bremer indicato come indiziato principale a partire.
Il difensore centrale ventinovenne ha espresso pubblicamente la volontà di lottare per grandi traguardi, attirando le attenzioni delle big della Premier League inglese e garantendo una ricca plusvalenza.
Medesimo destino potrebbe toccare ai giovani prospetti Khephren Thuram e Francisco Conceicao, entrambi dotati di numerosi estimatori in terra britannica e utili per rimpinguare le casse societarie.
In conclusione, l’unico vero intoccabile nel reparto avanzato resta il numero dieci Kenan Yildiz, blindato da John Elkann dopo il rinnovo di febbraio nonostante il forte interesse manifestato dal Real Madrid.









