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Juventus – La Gazzetta boccia il calciomercato bianconero: il dettaglio

DiStefano Bagliani·Pubblicato
Juventus – La Gazzetta boccia il calciomercato bianconero: il dettaglio
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La Gazzetta dello Sport boccia senza appello il mercato della Juventus e la gestione di Comolli: sei nuovi arrivi, zero certezze e un bilancio tecnico che oggi lascia più dubbi che soluzioni. I numeri e le scelte raccontano una campagna estiva e invernale piena di storture.

Uno dei sei volti nuovi ha già lasciato Torino dopo appena sei mesi: Joao Mario, impiegato pochissimo, ha salutato per trasferirsi al Bologna in uno scambio che ha portato Holm in bianconero. Un’operazione che, almeno per ora, non ha prodotto benefici concreti.

Il caso Joao Mario e le tensioni interne

La partenza anticipata di Joao Mario riapre anche il fronte delle divergenze interne. Il tecnico Tudor non avrebbe voluto cedere Alberto Costa dopo il buon Mondiale per Club disputato dal portoghese, ma Comolli ha comunque dato seguito allo scambio con il Porto.

Una scelta maturata pochi giorni dopo il confronto con l’allenatore e legata, secondo le ricostruzioni, alla necessità di sbloccare l’operazione Conceiçao. Il risultato è stato un ulteriore elemento di frizione in un rapporto già complicato.

Nel frattempo Holm si è fermato per un infortunio non grave ma sufficiente a lasciarlo fuori per qualche tempo. Kalulu, di fatto, resta senza un vero vice, aggravando una situazione difensiva che non offre garanzie di profondità.

L’attacco, tra occasioni perse e scelte discutibili

È però in attacco che la Juventus ha concentrato gli errori più evidenti. Comolli ha finalizzato l’arrivo di David, operazione avviata in precedenza da Giuntoli, ma non è riuscito né a vendere Vlahovic né a riportare Kolo Muani sotto la Mole.

Con il Psg i dialoghi sono proseguiti fino agli ultimi giorni di mercato, poi la scelta è ricaduta su Openda: operazione da 44 milioni complessivi e ingaggio dimezzato rispetto agli 8 milioni richiesti dal francese. Una soluzione economicamente sostenibile, ma che sul campo non ha convinto né Tudor né Spalletti, che lo hanno utilizzato come semplice alternativa.

Vlahovic, rimasto a Torino all’ultimo anno di contratto, si è fermato dopo qualche segnale positivo. Il suo rientro è previsto a marzo, ma il rischio è che sia tardi se la squadra dovesse fallire l’accesso alla Champions dopo gli spareggi, come già accaduto in Coppa Italia.

Gennaio senza risposte e investimenti in bilico

Nel mercato invernale Spalletti ha atteso fino all’ultimo un numero 9, ma Ottolini – nominato direttore sportivo a fine dicembre – non è riuscito a chiudere alcuna operazione. Alla fine Comolli ha virato su Boga, garantendo almeno un vice Yildiz.

Anche gli altri acquisti non hanno inciso. Zhegrova ha seguito un programma personalizzato nei primi mesi, ma si è fermato proprio quando doveva alzare il livello. Nico Gonzalez è ancora lontano dalle condizioni per l’obbligo di riscatto dell’Atletico Madrid, mentre Douglas Luiz è rientrato dal prestito al Nottingham Forest per tornare all’Aston Villa, con il futuro ancora incerto.

Kelly cresce ma resta discontinuo, Koop è riapparso solo di recente con maggiore continuità tra i titolari e Di Gregorio è finito nel mirino delle critiche per gli errori delle ultime gare.

Il quadro complessivo racconta di investimenti importanti senza ritorni proporzionati. La Juventus si ritrova così con una rosa poco valorizzata, tensioni interne e molte operazioni da rivalutare a fine stagione.

La sensazione è che le scelte di mercato, più che rafforzare l’organico, abbiano aperto nuovi interrogativi. E ora, con obiettivi ancora in bilico, il tempo per rimediare agli errori si fa sempre più stretto.

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Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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