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Calciomercato Napoli – Ultimissime su Atta: quanto costa l’erede di Anguissa

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani
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Caporedattore di Settecalcio.it
Calciomercato Napoli – Ultimissime su Atta: quanto costa l’erede di Anguissa

Il Napoli ha messo nel mirino Arthur Atta dell’Udinese come obiettivo prioritario per rinforzare il centrocampo nella prossima stagione. Il club azzurro vede nel giovane talento francese l’erede naturale di Anguissa, pianificando un investimento da circa 20 milioni di euro per battere la concorrenza.

L’operazione si inserisce in una strategia di rinnovamento mirato: per finanziare i riscatti obbligatori di Hojlund, Lucca e Alisson Santos, che costeranno complessivamente circa 90 milioni di euro, il club dovrà operare alcune cessioni eccellenti, tra cui quella probabile di Elmas.

L’asse Napoli-Udine e la missione segreta per Atta

La storica sinergia tra Aurelio De Laurentiis e Giampaolo Pozzo è pronta a scrivere un nuovo capitolo nel prossimo Calciomercato. Gli osservatori del Napoli, secondo quanto trapelato, seguono Arthur Atta ormai da mesi, presenziando a ogni sua apparizione, sia in casa che in trasferta, per raccogliere dati certi sulla sua crescita atletica.

Le relazioni presenti nel database di Castel Volturno sono tutte evidenziate in azzurro, segno che il profilo del ventitreenne è considerato perfetto per il progetto tecnico futuro. Nonostante una fisicità meno imponente rispetto a quella di Frank Anguissa, Atta garantisce una corsa e una “gamba” che hanno stregato l’area scouting partenopea.

La bottega dell’Udinese, si sa, è assai cara e la valutazione di 20 milioni di euro non spaventa ma impone riflessioni sulla pazienza necessaria per chiudere l’affare. La storia insegna che tra queste due società i tempi possono essere lunghi, come accadde per il passaggio di Inler, ma la stima reciproca tra le proprietà facilita spesso le trattative live più complesse.

Il profilo tecnico e le statistiche di un futuro leader

Arthur Atta non è solo una promessa, ma una realtà consolidata della nostra Serie A, capace di incidere pesantemente nei match di cartello. In questa stagione ha collezionato 28 presenze, condizionate solo da un problema al bicipite femorale che lo ha tenuto ai box per circa sei partite ufficiali.

Il bottino è di quelli che nobilitano un centrocampista moderno: cinque gol e un assist, con picchi di rendimento assoluto come la doppietta rifilata alla Lazio o le reti segnate contro Inter e Milan. Questi numeri dimostrano una spiccata personalità e la tendenza a non avvertire la pressione delle grandi sfide, dettaglio che il Napoli considera fondamentale.

Il ragazzo possiede quella “spudorata” esuberanza che serve in una piazza esigente come quella napoletana, unita a margini di miglioramento ancora ampi data la giovane età. Le ultimissime relazioni degli scout sottolineano come il calciatore sia ormai pronto per il salto di qualità definitivo in una squadra che lotta per il vertice.

Le alternative internazionali: Joao Gomes e Richard Rios

Se Atta occupa attualmente la pole position, il Napoli non smette di monitorare profili internazionali di grande carisma e sostanza tattica. Il dossier centrocampisti, curato dal direttore sportivo Manna, contiene infatti nomi eccellenti che potrebbero tornare d’attualità qualora l’asse con l’Udinese dovesse complicarsi improvvisamente.

Il primo nome della lista alternativa è quello di Joao Gomes del Wolverhampton, brasiliano classe 2001 che ha già assaporato il calcio internazionale e il giro della Nazionale verdeoro. Gomes possiede quel fascino seducente tipico dei talenti sudamericani, unito a una solidità d’oltremanica che lo rende un profilo di sicuro affidamento.

Insieme a lui, il club azzurro radiografa Richard Rios, ventiseienne colombiano in forza al Benfica. Rios è considerato un uomo di “lotta e di governo”, ideale per dare equilibrio a un reparto che potrebbe perdere pezzi pregiati per ragioni anagrafiche o di bilancio, garantendo esperienza europea maturata in Portogallo.

Cosa significa per il Napoli: ritoccare senza stravolgere

Il Napoli attuale è una squadra considerata “fatta e finita”, che non necessita di rivoluzioni ma di innesti chirurgici per mantenere alto il livello di competitività. L’inserimento di un giocatore come Atta permetterebbe di dare continuità al modulo tattico, offrendo al centrocampo quella freschezza atletica necessaria per le rotazioni stagionali.

La necessità di riscattare Hojlund per 45 milioni, Lucca per 26 e Alisson Santos per 16,5 milioni impone però una gestione oculata delle risorse in entrata e in uscita. La cessione di Elmas e le riflessioni su Anguissa servono proprio a creare lo spazio salariale e tecnico per il nuovo corso guidato dal talento dell’Udinese.

Pazienza e visione sono le parole d’ordine a Castel Volturno, dove si lavora sotto traccia per anticipare la concorrenza internazionale. Come riportato da fonti specializzate nel settore trasferimenti, il Napoli vuole chiudere i propri obiettivi primari prima dell’apertura ufficiale della sessione estiva per evitare aste al rialzo.

Conclusioni: Atta è la scelta spirituale del nuovo corso

In incamminarsi ancora sulla tratta Napoli-Udine è un esercizio quasi spirituale per una società che in ventidue anni di era De Laurentiis ha costruito gran parte dei suoi successi grazie a questi incroci. Il “profumo di rinnovamento” si avverte nitidamente e Arthur Atta sembra essere l’ingrediente principale della nuova ricetta azzurra.

Il giovane francese rappresenta l’investimento ideale: giovane, già ambientato nel calcio italiano e con statistiche realizzative superiori alla media dei suoi pari ruolo. La sua capacità di graffiare contro le grandi squadre lo ha reso il preferito, superando nelle gerarchie anche profili suggestivi come Joao Gomes e Richard Rios.

La decisione sembra ormai presa, e sebbene servirà il tempo necessario per calare definitivamente la maschera, la direzione è tracciata. Il Napoli del futuro passa dai piedi e dai polmoni di Atta, l’uomo scelto per raccogliere l’eredità di Anguissa e alimentare le ambizioni di un popolo che sogna di tornare a festeggiare grandi traguardi.