Tre gol in una sola notte, una vittoria pesante e una storia di mercato che torna improvvisamente d'attualità. Samuel Mbangula ha firmato una prestazione da copertina nel 4-2 con cui il Bologna ha espugnato San Siro, diventando l'uomo simbolo del successo rossoblù. Per il belga è una serata speciale, ma anche un messaggio a chi, poco più di un anno fa, aveva scelto di separarsi da lui.
Il suo nome non è nuovo al pubblico italiano. Cresciuto nel settore giovanile della Juventus e lanciato in prima squadra da Thiago Motta, Mbangula aveva già mostrato di poter incidere in Serie A. Poi la cessione al Werder Brema, una stagione in Bundesliga e il ritorno in Italia con il Bologna. Ora la tripletta contro il Milan rilancia una domanda inevitabile: la Juventus ha rinunciato troppo presto al suo talento?
Dalle giovanili bianconere all'esordio in Serie A
Nato a Bruxelles il 16 gennaio 2004, Mbangula ha mosso i primi passi nel calcio giovanile belga, passando dal Club Brugge all'Anderlecht prima di approdare alla Juventus nell'estate del 2020. In bianconero ha completato una parte importante della propria formazione, mettendosi in evidenza soprattutto con la Primavera: 57 presenze, 12 gol e cinque assist, oltre a sette partite disputate in Youth League.
Nella stagione 2023-2024 è arrivato il passaggio alla Juventus Next Gen, con 25 presenze nel calcio professionistico. Le sue prestazioni gli hanno aperto le porte della prima squadra e il 19 agosto 2024, contro il Como, è arrivato l'esordio in Serie A da titolare, impreziosito dal gol dopo appena 23 minuti. Un debutto che lo ha immediatamente portato all'attenzione dei tifosi.
La stagione alla Juventus e i motivi della cessione
Nel 2024-2025 Mbangula ha raccolto 32 presenze complessive con la prima squadra juventina, realizzando quattro reti e servendo cinque assist tra tutte le competizioni. Ha trovato spazio anche in Champions League, segnando contro il PSV Eindhoven. Non era, quindi, un giovane rimasto ai margini: aveva già dimostrato di poter contribuire al rendimento della squadra, pur dovendo ancora consolidare il proprio ruolo.
Perché allora la Juventus ha deciso di venderlo? Non esiste una sola spiegazione tecnica ufficiale, ma il contesto aiuta a leggere la scelta. La concorrenza nel reparto offensivo, la necessità di definire le gerarchie e la possibilità di realizzare una plusvalenza hanno avuto un peso nella valutazione complessiva. Il club bianconero ha incassato 10 milioni di euro, con bonus fino a due milioni, cedendo il giocatore a titolo definitivo al Werder Brema nell'estate 2025.
Werder Brema, un anno in Germania prima del ritorno
L'esperienza tedesca non è stata una stagione di consacrazione definitiva. Mbangula ha disputato il campionato con il Werder Brema, collezionando 26 presenze, tre gol e due assist secondo il bilancio riportato dal Bologna al momento del suo trasferimento. Un percorso che gli ha permesso di confrontarsi con un nuovo ambiente, ma senza trasformarsi in un punto fermo del progetto.
Nel settembre 2026 è arrivata la possibilità di tornare in Italia. Il Bologna lo ha individuato come rinforzo offensivo e come sostituto di Jonathan Rowe, passato all'Atalanta. Per Mbangula si è aperta così una nuova occasione in Serie A, in un contesto che gli consente di rimettersi in mostra davanti al pubblico che lo aveva conosciuto con la maglia bianconera.
Mbangula al Bologna: la formula del contratto e il riscatto
L'operazione è stata ufficializzata dal Bologna il 1° settembre 2026: Mbangula è arrivato dal Werder Brema in prestito fino al 30 giugno 2027, con opzione per l'acquisizione definitiva. Il trasferimento non è dunque ancora un acquisto definitivo da parte del club rossoblù: sarà la società emiliana a decidere se esercitare il diritto di riscatto al termine della stagione.
Secondo le cifre riportate dalla stampa sportiva, il prestito oneroso è costato circa due milioni di euro, mentre il riscatto è fissato intorno ai 12,5 milioni. L'investimento complessivo potrebbe quindi raggiungere circa 14,5 milioni. I club, nel comunicato ufficiale, hanno confermato la formula del prestito con opzione, senza rendere pubblici tutti i dettagli economici.
La Juventus ha sbagliato a lasciarlo partire?
La tripletta di San Siro alimenta inevitabilmente i rimpianti dei tifosi bianconeri, ma un singolo exploit non basta a stabilire se la cessione sia stata un errore. La Juventus ha scelto di monetizzare un giocatore giovane dopo una prima stagione promettente; il Werder Brema gli ha offerto una nuova esperienza e il Bologna ha deciso di scommettere nuovamente sulle sue qualità.
Adesso la partita più importante per Mbangula è quella della continuità. Il talento e la capacità di incidere negli ultimi metri sono emersi con forza contro il Milan, ma sarà il rendimento nel corso della stagione a determinare il suo futuro. Se saprà confermarsi, il Bologna potrà valutare il riscatto e trasformare l'intuizione estiva in un investimento a lungo termine.
La storia, per ora, consegna un protagonista inatteso e una domanda ancora aperta alla Continassa: la Juventus ha venduto al momento giusto oppure ha lasciato partire un giocatore destinato a esplodere? La risposta arriverà dal campo, ma dopo la notte di San Siro è inevitabile che il caso Mbangula faccia discutere.







