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Notizie Serie D

Serie D – Under obbligatori fino al 2028: dubbi e critiche

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani
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Caporedattore di Settecalcio.it
Serie D – Under obbligatori fino al 2028: dubbi e critiche

La conferma dell’obbligo dei tre under in Serie D fino al 2028 viene presentata come una scelta di stabilità dalla LND, ma non mancano perplessità. Molti addetti ai lavori ritengono che la norma sia più una imposizione che una reale strategia di sviluppo, soprattutto perché manca un’analisi concreta dei risultati prodotti negli anni precedenti.

Obbligo senza prove concrete

Il punto più discusso riguarda l’assenza di statistiche reali che dimostrino come l’utilizzo forzato dei giovani porti a una crescita effettiva. Non esistono dati chiari su quanti under impiegati in Serie D abbiano poi compiuto un salto di qualità. Senza numeri, la regola rischia di basarsi più su convinzioni che su evidenze.

Giovani in campo, ma a che prezzo

Un altro aspetto critico è il rischio di vedere under schierati solo per rispettare il regolamento. In molti casi i giovani vengono tolti dopo pochi minuti o impiegati fuori ruolo, con benefici limitati per la loro formazione. Questo approccio solleva dubbi sul reale valore educativo e tecnico della norma imposta.

Difficoltà per i club

Per diverse società la gestione degli under rappresenta più un problema che un’opportunità. Trovare profili adeguati ogni stagione comporta costi, incertezza e una continua ristrutturazione delle rose. Invece di favorire la programmazione, l’obbligo può creare instabilità tecnica, soprattutto per i club con risorse limitate.

Serve una revisione del sistema

La crescita dei giovani non può dipendere solo da regole rigide. Senza investimenti strutturali, formazione degli allenatori e percorsi chiari, l’obbligo dei tre under rischia di restare una misura formale. Prima di estendere la norma fino al 2028, sarebbe stato utile valutare risultati concreti e aprire un confronto più critico.