Con l'addio di Piero Ausilio dopo 28 anni, l'Inter cercherebbe il nuovo responsabile dell'area sportiva a un piano di distanza. La soluzione interna porterebbe il nome di Dario Baccin, vice direttore sportivo dal 1° luglio 2017, tutt'altro che un profilo di ripiego: da nove anni segue i giovani in prestito, la Primavera e il lavoro di mercato accanto al ds. Un apprendistato lungo, condotto lontano dai microfoni, che ora lo porrebbe davanti alla scrivania più esposta di Viale della Liberazione.
Il dirigente che nessuno vede in conferenza
Chi lavora in nerazzurro lo descrive come il braccio destro operativo di Ausilio: segue i ragazzi mandati a farsi le ossa, tiene i rapporti con le società di Serie B e Serie C, presidia la rete di osservatori all'estero. Baccin non parla quasi mai in pubblico e non firma dichiarazioni sulle trattative. È una scelta di ruolo dichiarata, non timidezza. Il modello dell'area sportiva prevede una sola voce ufficiale, e in nove anni quella voce non è stata la sua.
Da Coverciano a Palermo, una carriera costruita sui vivai
Nato a Novara il 27 agosto 1976, difensore cresciuto nella Juventus senza mai esordire in prima squadra, ha chiuso la carriera nel 2010 dopo Ternana, Napoli, Rimini e Treviso. Nel dicembre dello stesso anno si è diplomato direttore sportivo a Coverciano. Da febbraio 2011 è osservatore del Siena, dove lo chiama Giorgio Perinetti, che nel giugno 2012 lo porta con sé al Palermo come responsabile dell'area tecnica e del settore giovanile: cinque anni in Sicilia a riorganizzare l'academy, con un principio ripetuto sempre, cioè che il vivaio deve consegnare alla prima squadra il maggior numero possibile di giocatori. Nel 2017 la scelta ricade sui nerazzurri, davanti alla Juventus, che lo cercava.
L'Inter U23, la sua creatura
È la parte del progetto che porta più chiaramente la sua firma. Baccin è responsabile della seconda squadra, nata nel 2025-2026: esordio in Serie C nel girone A, dodicesimo posto con 48 punti, casa allo Stadio Brianteo di Monza, quarta squadra B del calcio italiano dopo Juventus Next Gen, Atalanta U23 e Milan Futuro. È stato lui a scegliere Stefano Vecchi in panchina, per il suo passato in Primavera, e Gianluca Andrissi come direttore sportivo. Nel novembre 2025 aveva spiegato che «l'U23 ha cambiato il modo di pensare all'interno della società», indicando l'obiettivo di portare ogni anno un giocatore in prima squadra.
Cosa cambierebbe in Viale della Liberazione
Promuoverlo significherebbe confermare una linea, non aprirne una nuova: valorizzazione interna e scouting al posto della spesa aggressiva, esattamente il perimetro chiesto dalla proprietà Oaktree. Nell'estate 2025 Baccin disse no all'Al-Hilal per restare a Milano. Resta un dettaglio da sistemare: il suo contratto, rinnovato nel maggio 2024, scade a giugno 2027 come quello di Giuseppe Marotta. Il dopo Ausilio, oggi, ha un nome ma non ancora una firma.






