Rodrigo Mora arriva alla pausa con due vantaggi nella corsa a una maglia da titolare contro il Como. Il primo è tecnico: il portoghese registra l'80% di dribbling riusciti. Il secondo riguarda la Nazionale, perché resterà in Europa con il Portogallo U21 e avrà un rientro più semplice rispetto a Matías Soulé, impegnato con l'Argentina.
Sono due elementi che rafforzano la sua posizione nelle prossime scelte di Gian Piero Gasperini. C'è però un dato che fotografa la gerarchia recente: il classe 2007 ha iniziato dalla panchina le ultime tre partite della Roma.
L'efficienza nell'uno contro uno
Il primo argomento riguarda il dribbling. Mora registra l'80% di tentativi riusciti, dato che valorizza una delle sue qualità principali: ricevere, puntare direttamente il difensore e superare la prima pressione attraverso una giocata individuale.
È una caratteristica inserita nell'evoluzione offensiva della squadra. Dopo cinque giornate i giallorossi erano arrivati al 61,73% di dribbling riusciti, contro il 39,2% della stagione precedente, salto che li aveva portati al primo posto in Serie A per percentuale di riuscita.
Anche i numeri individuali aiutano a inquadrare il portoghese. Donyell Malen e Soulé completano 2,6 dribbling di media a partita, mentre il classe 2007 segue a quota 2,1. Non è solo questione di volume: il suo punto di forza è sfruttare con precisione le occasioni in cui decide di affrontare l'avversario.
Due soluzioni diverse per Gasperini
Il confronto con Soulé mette il tecnico davanti a profili differenti. L'argentino completa 2,6 dribbling a partita con il 61,5% di riuscita e ha trovato maggiore continuità nelle scelte iniziali, mentre Mora si ferma a 2,1 ma porta la propria percentuale all'80%.
Sono caratteristiche diverse all'interno dello stesso principio offensivo. Il portoghese offre una soluzione particolarmente efficace quando serve creare superiorità nell'uno contro uno, l'argentino conserva un volume maggiore di iniziative individuali.
Il vantaggio che arriva dal calendario
Il secondo elemento riguarda la finestra internazionale. Mora è impegnato con il Portogallo U21 nelle qualificazioni europee: dopo la sfida contro la Bulgaria del 25 settembre, il programma prevede Gibilterra il 30 settembre e Repubblica Ceca il 6 ottobre.
Soulé è invece con l'Argentina, che affronta Bolivia il 30 settembre, Burkina Faso il 3 ottobre e Benin il 6. I due chiuderanno quindi gli impegni nello stesso giorno, ma la differenza sta nella logistica: il portoghese resterà in Europa per tutta la sosta, mentre l'argentino dovrà rientrare da un raduno molto più lontano.
Non si tratta di avere più giorni a disposizione, bensì di un percorso più breve verso Trigoria prima della trasferta di Como.
Cosa dicono le ultime tre panchine
C'è però un altro dato che pesa nella corsa. Mora arriva alla sosta dopo tre partite consecutive iniziate fuori dall'undici: contro il Fenerbahçe è entrato per 16 minuti, contro il Torino ne ha disputati 33 e con l'Inter è rimasto in panchina.
La precedente presenza dal primo minuto risale alla gara contro l'Atalanta, nella quale aveva giocato 54 minuti. La sequenza chiarisce il punto di partenza: il portoghese non deve difendere un posto, deve riconquistarlo.
La verifica dell'11 ottobre
La Roma tornerà in Serie A l'11 ottobre alle 12:30 sul campo del Como. Il classe 2007 arriverà all'appuntamento con un dato tecnico molto forte nell'uno contro uno e con un vantaggio logistico rispetto al concorrente, ma anche con tre gare consecutive iniziate dalla panchina alle spalle.
È questo l'equilibrio che Gasperini dovrà gestire. La trasferta lariana dirà quanto peseranno davvero i due elementi a favore di Mora nelle nuove gerarchie offensive.






