La Juventus prosegue nel percorso di inserimento di Jhon Lucumí. Nel progetto tattico di Luciano Spalletti, il difensore colombiano può diventare un riferimento della costruzione dal basso, utile a superare la prima pressione avversaria.
Cifre e profilo dell'operazione
La Juventus ha acquistato Lucumí dal Bologna il 17 agosto per 19,5 milioni di euro, ai quali si aggiungono 0,6 milioni di oneri accessori e fino a 2 milioni di bonus legati a obiettivi sportivi. Il contratto è valido fino al 30 giugno 2030. Il club bianconero non aggiunge soltanto un centrale alla rosa: il mancino del colombiano permette di partecipare alla prima fase del possesso, offrendo una soluzione diversa quando l'avversario alza il pressing.
Lucumí aveva già totalizzato 152 presenze con il Bologna nelle quattro stagioni precedenti, un'esperienza che ha permesso ai bianconeri di puntare su un giocatore già abituato al campionato italiano.
Il salto di qualità richiesto
Il passo successivo riguarda soprattutto la qualità della prima costruzione. Essere un riferimento aggiunto non significa trasformare Lucumí in un centrocampista, né chiedergli sistematicamente lanci lunghi. La differenza sta nella capacità di giocare in avanti.
Una verticalizzazione che supera la prima linea avversaria, oppure una conduzione palla al piede, può costringere il pressing a rompere le proprie distanze e aprire spazio ai compagni. In questo modo la Juventus evita che l'uscita dipenda sempre dal passaggio verso il centrocampo: Lucumí diventa un uomo in più nella prima fase della manovra, senza modificare il proprio ruolo di difensore centrale.
Quattro presenze e 300 minuti in Serie A
Spalletti aveva già promosso l'inserimento del colombiano a fine agosto. Prima della gara contro il Parma aveva dichiarato: «l'inserimento di Lucumí procede benissimo», lasciando aperta la possibilità di schierarlo dal primo minuto.
A fine settembre il difensore conta quattro presenze e 300 minuti in campionato. Il 20 settembre ha disputato l'intera partita vinta 2-0 contro l'Atalanta all'Allianz Stadium, con le reti di Conceição e Bremer.
Proprio dopo quella gara Spalletti ha indicato uno dei margini ancora aperti per la squadra: «Possiamo fare dei passi in avanti sulla costruzione». Non si tratta di una critica individuale a Lucumí, ma il tema riguarda direttamente una delle qualità per cui il colombiano è stato scelto.
La fase successiva del percorso
Dopo le prime settimane, il valore dell'investimento si può misurare anche lontano dalla propria area di rigore. Difendere resta il primo compito di Lucumí, ma il suo piede sinistro può aiutare la squadra a guadagnare campo senza affidarsi sempre a una costruzione più conservativa.
È questo il punto che rende il suo ruolo particolarmente interessante nel progetto di Spalletti: non soltanto mantenere il possesso, ma contribuire a far avanzare l'azione. Per un difensore costato 19,5 milioni più bonus, la differenza può stare proprio qui. Lucumí non deve cambiare ruolo: deve aggiungere alla difesa quella prima regia che può rendere la Juventus meno prevedibile in fase di costruzione.






