L'Atalanta di Maurizio Sarri apre il campionato con due partite, due vittorie e sei punti. Il tecnico, però, continua a descrivere una squadra ancora distante dal livello che vuole raggiungere: pressing discontinuo, fase difensiva da correggere e condizione fisica non ottimale.
Il contrasto è evidente. I nerazzurri hanno battuto 2-1 il Sassuolo e 1-0 il Bologna, con Lazar Samardžić decisivo al 96', ma dopo entrambe le gare l'allenatore ha concentrato l'attenzione soprattutto sugli aspetti da migliorare.
Sei punti arrivati in due modi diversi
Contro il Sassuolo la squadra aveva mostrato subito uno dei principi richiesti dal nuovo allenatore. Dopo appena 6 minuti, Gaetano ha recuperato palla nella trequarti avversaria e servito Giacomo Raspadori per l'1-0: l'aggressione alta aveva funzionato e Sarri aveva apprezzato soprattutto i primi 25-30 minuti.
Poi la squadra si era progressivamente abbassata. Il tecnico aveva sottolineato proprio questo aspetto: i bergamaschi troppo passivi quando costretti vicino alla propria area e in difficoltà nel rialzare il baricentro una volta persa l'aggressività iniziale.
Contro il Bologna il copione è stato diverso. Gli emiliani hanno avuto le occasioni più pericolose, Cambiaghi ha colpito un palo e Marco Carnesecchi è intervenuto più volte prima del gol decisivo al 96'. La classifica ha premiato ancora l'Atalanta, mentre la prestazione ha confermato i margini di crescita già indicati.
La seconda pressione come nodo principale
Dopo la vittoria sul Bologna Sarri è entrato nel dettaglio. La maggiore preoccupazione riguarda la fase difensiva e soprattutto quello che succede quando la prima pressione viene superata.
Il tecnico ha spiegato che la seconda pressione non funziona ancora con continuità, perché le distanze tra i reparti diventano eccessive. Se il primo tentativo di recuperare il pallone non riesce, la squadra rimane troppo spesso a metà strada invece di ricompattarsi.
Non è solo questione di aggressività: pressare alto richiede anche di sapere come reagire quando l'avversario supera la prima linea. È su questo aspetto che le prime due giornate hanno mostrato il margine maggiore.
Quattro partite in undici giorni
L'allenatore ha indicato anche una spiegazione precisa per le difficoltà. La squadra ha già disputato quattro partite ufficiali in undici giorni: oltre alle due gare di Serie A, ha affrontato il doppio playoff di Conference League contro l'Hapoel Tel Aviv, chiuso con uno 0-0 all'andata e una vittoria per 1-0 al ritorno.
Alla vigilia della Roma, Sarri ha ammesso che «non siamo in grandissime condizioni fisiche», citando anche infortuni, giocatori rientrati tardi dopo il Mondiale e nuovi acquisti arrivati negli ultimi giorni del mercato. Il calendario ha quindi ridotto il tempo disponibile per allenare in modo continuativo un gruppo che sta ancora assimilando principi nuovi.
Le risorse che stanno decidendo le partite
Il dato positivo è che, pur essendo ancora in costruzione, la squadra sta trovando comunque il modo di ottenere risultati. Contro il Sassuolo sono stati decisivi Raspadori e Nikola Krstović; contro il Bologna la partita è stata risolta dalla panchina, con Samardžić entrato nella ripresa e autore del gol vittoria.
Sarri ha sottolineato anche il peso di Carnesecchi e dei cambi, osservando quanto le cinque sostituzioni possano incidere sulle partite. I meccanismi devono ancora crescere, ma le risorse individuali stanno già bastando per vincere gare complicate.
Il test dell'Olimpico
Il prossimo passaggio arriva subito. Il 5 settembre l'Atalanta affronta all'Olimpico la Roma di Gian Piero Gasperini.
Il tecnico ha sintetizzato la differenza tra i due progetti con un dato chiaro: i giallorossi hanno alle spalle 13-14 mesi di lavoro, i nerazzurri circa 45 giorni. La sfida misurerà quindi quanto il nuovo corso sia già riuscito a crescere nei punti su cui Sarri insiste di più, tra pressing, compattezza, gestione delle distanze e tenuta fisica.
Per ora il quadro resta favorevole: sei punti su sei raccontano una squadra già capace di vincere, mentre le parole del tecnico misurano la distanza che resta prima di arrivare all'Atalanta che ha in mente.






