A Firenze il futuro ha un nome e un cognome, e soprattutto un fiuto per il gol che non conosce limiti d'età. Federico Croci, classe 2010, sta bruciando le tappe: sette reti nelle prime sette giornate di Primavera 1 e un esordio in prima squadra che gli ha consegnato un posto speciale nella storia della Fiorentina. Numeri e imprese che raccontano un talento fuori dal comune.
Non è soltanto la prolificità sotto porta a impressionare. Croci si è presentato in un campionato impegnativo come la Primavera 1 da sotto età, riuscendo immediatamente a misurarsi con avversari più grandi e strutturati. La tripletta rifilata al Milan è stata la fotografia più evidente del suo impatto, ma il percorso del giovane attaccante era già finito sotto i riflettori qualche mese prima.
Il debutto con la Fiorentina e il record al Franchi
La data da cerchiare è quella di metà agosto, quando la Fiorentina affronta il Benevento nei trentaduesimi di Coppa Italia. Poco dopo l'ora di gioco, Fabio Grosso decide di concedergli spazio, inserendolo al posto di Atta. Per Croci è un momento destinato a restare nella memoria: a 16 anni, 1 mese e 13 giorni diventa il più giovane debuttante nella storia della prima squadra viola.
Un primato importante, che certifica la fiducia riposta nelle sue qualità e rende ancora più interessante una crescita che procede a ritmi sorprendenti. Il ragazzo, cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Montevarchi prima di approdare alla Fiorentina, non si è accontentato della soddisfazione dell'esordio. Il campo ha continuato a essere il suo miglior biglietto da visita.
Dalla Viareggio Cup all'Europeo Under 17: un percorso vincente
La crescita di Croci aveva già prodotto risultati significativi nelle categorie giovanili. La stagione 2025/26 ha rappresentato un passaggio fondamentale: dopo le reti nel campionato Under 15, è arrivata la conquista della Viareggio Cup, impreziosita da una doppietta nella finale contro il Rijeka.
Poi è stato il momento della Nazionale. Il giovane viola ha conquistato da protagonista l'Europeo Under 17, trovando anche la via del gol nella semifinale contro la Spagna. Un'altra esperienza internazionale affrontata con personalità, che ha aggiunto un tassello importante al suo percorso e alimentato le aspettative intorno al suo nome.
Il modello è Neymar: tecnica, fantasia e pallone sempre tra i piedi
Quando si parla di ispirazioni, Croci guarda molto in alto. Il suo idolo è Neymar, riferimento per creatività, qualità tecnica, dribbling e capacità di inventare giocate imprevedibili. Un modello che racconta qualcosa anche del suo modo di interpretare il calcio, pur ricoprendo un ruolo differente rispetto al fuoriclasse brasiliano.
C'è una frase pronunciata dal talento viola ai canali della FIGC che sintetizza bene il suo rapporto con questo sport: «Sono cresciuto con il pallone tra i piedi». Una passione che accompagna un percorso nel quale il lavoro sul campo e la naturale predisposizione offensiva stanno permettendo al ragazzo di affrontare palcoscenici sempre più importanti.
Sette gol in Primavera 1 e una tripletta al Milan: Croci non si ferma
Il rendimento nel campionato Primavera 1 è il dato che più colpisce. Sotto la guida di Aurelio Andreazzoli, Croci ha trovato la rete contro Genoa, Lecce e Parma, prima di prendersi la scena con una tripletta contro il Milan. Sette centri in altrettante presenze: una partenza straordinaria per un calciatore che si confronta con avversari più grandi di lui.
Le soddisfazioni non sono finite con il campionato. È arrivata anche la prima rete con l'Italia Under 18, nella sfida contro l'Arabia Saudita, oltre al gol in Youth League nella gara d'andata del secondo turno contro il Septemvri Sofia. La Fiorentina, reduce dalla qualificazione al terzo turno della competizione europea giovanile, può così guardare con entusiasmo alla crescita di uno dei suoi prospetti più interessanti.
Il debutto in Coppa Italia, il primato di precocità, i successi con le Nazionali giovanili e una media realizzativa impressionante: il percorso di Federico Croci ha già collezionato tappe significative. A Firenze sanno di avere tra le mani un ragazzo di grande prospettiva, ma la strada è ancora lunga. Il prossimo obiettivo sarà continuare a crescere, senza farsi travolgere dalle aspettative. Perché il record è già suo, ma il sogno più grande deve ancora cominciare.







