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Milan, 73 milioni per Ramos e 3 per Diawara: investimenti a confronto

DiStefano Bagliani·Pubblicato

Da una parte un investimento da oltre 73 milioni che fatica a produrre gol, dall'altra un acquisto da appena 3 milioni che ha conquistato San Siro. Gonçalo Ramos e Sankhoun Diawara: due facce del Milan di Ruben Amorim.

Milan, 73 milioni per Ramos e 3 per Diawara: investimenti a confronto
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Il derby ha lasciato in eredità al Milan una vittoria importante, ma anche indicazioni molto diverse sul rendimento dei singoli. Se da una parte Ruben Amorim può sorridere per la crescita e la personalità mostrate da Sankhoun Diawara, dall'altra non può ignorare le difficoltà di Gonçalo Ramos. Il centravanti portoghese continua a faticare sotto porta, mentre il giovane difensore si è guadagnato applausi e considerazione proprio nella partita più attesa.

Sono due percorsi che meritano di essere messi a confronto. Ramos era arrivato con aspettative elevatissime, accompagnato da un investimento economico da circa 73,1 milioni di euro e dalla responsabilità di rappresentare un riferimento offensivo. Diawara, invece, era sbarcato a Milanello quasi da oggetto misterioso, con un costo di circa tre milioni e senza particolari pressioni. Oggi le rispettive situazioni sembrano essersi capovolte: il primo deve ritrovare se stesso, il secondo ha conquistato una preziosa occasione.

Gonçalo Ramos, 73 milioni e pochi gol: il Milan aspetta il suo numero nove

Il problema di Gonçalo Ramos non riguarda soltanto il numero delle reti realizzate, ma soprattutto il modo in cui riesce a interpretare il ruolo di centravanti. Il portoghese corre, si sacrifica, partecipa alla manovra e cerca continuamente di rendersi utile, ma troppo spesso finisce lontano dalla zona nella quale dovrebbe fare la differenza: l'area di rigore.

I numeri raccontano una situazione che comincia a diventare preoccupante. In Serie A ha realizzato soltanto due gol, uno su azione contro il Venezia alla seconda giornata, il 28 agosto, e uno su rigore contro l'Atalanta il 18 ottobre. Un bottino troppo modesto per un attaccante sul quale il Milan ha investito una cifra così importante prelevandolo dal Paris Saint-Germain.

Anche il derby non ha offerto segnali di inversione di tendenza. Nella vittoria contro i rivali cittadini, Ramos è apparso spesso isolato e poco presente negli ultimi sedici metri. Mentre altri compagni riuscivano a trovare la porta e a lasciare il segno, il centravanti portoghese non è riuscito a trasformare il proprio lavoro in un contributo concreto alla fase realizzativa.

Amorim deve cambiare qualcosa per rilanciare Ramos

Non si può parlare soltanto di sfortuna. È vero che contro l'Udinese si è trovato davanti una grande parata di Okoye su una conclusione di sinistro che sembrava destinata in rete, ma il problema è più ampio. L'attaccante deve imparare a occupare meglio gli spazi, a farsi trovare nel posto giusto e a vivere maggiormente dentro l'area avversaria.

Il tecnico portoghese ha un problema da risolvere. Francesco Camarda, almeno per il momento, non rappresenta ancora un vero concorrente per una maglia da titolare, ma questo non può trasformarsi in una garanzia per Ramos. Il posto da centravanti deve essere meritato attraverso prestazioni e gol, soprattutto in una squadra che ha bisogno di concretezza per restare agganciata al gruppo di testa.

Amorim dovrà probabilmente intervenire anche sull'organizzazione offensiva, cercando di mettere il proprio numero nove nelle condizioni migliori per concludere. Non basta chiedergli di correre, pressare e partecipare alla costruzione: un attaccante pagato oltre 70 milioni deve soprattutto segnare. Il Milan ha bisogno di un riferimento capace di trasformare il lavoro della squadra in reti pesanti.

Sankhoun Diawara, da oggetto misterioso a sorpresa del derby

La storia di Sankhoun Diawara è praticamente opposta. Quando il Milan lo ha acquistato dal Troyes per circa tre milioni di euro, in pochi conoscevano il suo nome. Il suo curriculum parlava di appena quattordici presenze in Ligue 1 nella stagione precedente e l'operazione sembrava destinata soprattutto a completare numericamente il reparto difensivo.

Poi sono arrivate le difficoltà legate agli infortuni e alle prestazioni altalenanti di alcuni compagni. Una situazione che ha aperto una porta inattesa per il giovane difensore, permettendogli di giocarsi le proprie possibilità. Ruben Amorim lo aveva già provato contro l'Udinese, ricevendo indicazioni positive, e dopo la panchina contro il Bologna ha deciso di rilanciarlo proprio nel derby.

Una scelta coraggiosa, considerando l'importanza della partita e la presenza in panchina di alternative più esperte come Pervis Estupinan e Davide Bartesaghi. Diawara è stato schierato come terzino sinistro nella difesa a quattro e ha risposto con una prestazione caratterizzata soprattutto da applicazione, attenzione e semplicità.

Tre milioni spesi bene: Diawara conquista la fiducia di Amorim

Nessuna giocata forzata, nessuna ricerca esasperata della soluzione spettacolare. Il giovane difensore ha rispettato le consegne, occupato correttamente gli spazi e prestato grande attenzione alla fase difensiva. Un comportamento che ha convinto Amorim e gli ha permesso di raccogliere gli applausi di San Siro e dei tifosi sui social.

Il confronto con Ramos racconta anche una diversa gestione delle aspettative. Il portoghese è arrivato con il peso di un investimento enorme, chiamato a diventare immediatamente un protagonista dell'attacco rossonero. Diawara, invece, aveva tutto da dimostrare e nessuna pressione particolare sulle spalle.

Non significa che i rispettivi percorsi siano già definiti, ma il derby ha evidenziato una fotografia piuttosto chiara delle loro attuali condizioni: Ramos cerca ancora il modo di incidere, Diawara ha trovato una strada per rendersi utile. Il primo deve giustificare un investimento importante, il secondo sta dimostrando che anche un'operazione da pochi milioni può rivelarsi preziosa.

Milan, due situazioni diverse e una sola missione per Amorim

C'è una differenza sostanziale nel modo in cui Amorim può gestire le due situazioni. Per il centravanti serve un lavoro specifico, finalizzato a migliorare il posizionamento e la presenza in area. Per Diawara, invece, la priorità sarà accompagnarne la crescita, senza caricarlo di responsabilità eccessive e senza pretendere da lui prestazioni sempre dello stesso livello.

Il derby ha dato ragione a una delle convinzioni espresse più volte da Amorim: per superare i momenti difficili è necessario coinvolgere tutta la rosa. La possibilità di trovare risorse anche tra giocatori inizialmente considerati alternative può fare la differenza nel corso di una stagione lunga e impegnativa.

Diawara rappresenta un esempio concreto di questa filosofia. Il suo percorso dimostra che il lavoro quotidiano a Milanello, l'applicazione e la disponibilità a seguire le indicazioni dell'allenatore possono aprire opportunità importanti. Non è ancora un crack né un potenziale top player da consacrare, ma ha dimostrato di poter essere una risorsa affidabile.

Gerarchie ancora non definite

A sinistra, peraltro, le gerarchie non sono ancora definitive. Nelle prossime partite potrebbero ritrovare spazio Bartesaghi ed Estupinan, magari anche contemporaneamente, lasciando a Diawara la possibilità di rifiatare. Le scelte di mercato per gennaio, con l'attenzione rivolta soprattutto a un difensore centrale o a un laterale destro, confermano che il reparto è ancora sotto osservazione.

Il Milan si ritrova davanti a due situazioni differenti che richiedono interventi altrettanto diversi. Gonçalo Ramos deve ritrovare il gol e giustificare le aspettative legate al suo acquisto. Sankhoun Diawara deve invece continuare a crescere, sfruttando la fiducia conquistata senza bruciare le tappe.

Per Amorim la sfida sarà proprio questa: recuperare il proprio centravanti e, contemporaneamente, valorizzare una sorpresa che il derby ha contribuito a far conoscere al grande pubblico. Perché se il Milan vuole davvero competere ai massimi livelli, non può vivere soltanto delle intuizioni dei singoli: servono i gol di Ramos, ma anche risorse inaspettate come Diawara.

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Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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