Otto gol subiti in cinque giornate di campionato: è questo il dato che accende il primo campanello d'allarme nella stagione dell'Inter. La squadra di Chivu ha sempre trovato la forza di recuperare gli svantaggi, ma concede troppo e il rendimento della retroguardia è già lontano dagli standard dell'anno scorso.
Otto gol in cinque partite: il dato preoccupa
Due reti contro la Roma, tre contro l'Udinese, altre due contro il Napoli e una al debutto contro il Monza. L'unico clean-sheet è arrivato nella trasferta di Cagliari, per un bilancio complessivo di otto gol incassati nelle prime cinque partite.
La media è di 1,6 reti concesse a gara, un dato difficilmente compatibile con una squadra che punta a competere per tutti gli obiettivi. Il calcio di Chivu parte da una filosofia precisa: provare a segnare un gol in più dell'avversario piuttosto che costruire una squadra esclusivamente orientata a concedere il meno possibile.
La direzione presa dalla Serie A è sempre più europea e anche l'Inter sembra voler interpretare il gioco attraverso maggiore aggressività e presenza nella metà campo avversaria. Il problema è che, almeno in questo avvio, qualcosa nella fase difensiva non sta funzionando come dovrebbe.
Anche in Champions League il conto sale
Se si allarga il bilancio alla Champions League, il dato diventa ancora più significativo. Le reti incassate sono infatti già dieci in sei partite, con una media superiore a 1,6 gol per incontro. Nel conto entra anche la sfida del Bernabeu contro il Real Madrid.
Subire due gol contro una squadra di stelle come quella guidata da Mourinho può rientrare nella normalità di una sfida di altissimo livello. Sono invece altre le reti concesse in campionato a far scattare qualche riflessione in più, soprattutto per la frequenza con cui l'Inter è costretta a rincorrere.
Il confronto con il recente passato rende il quadro ancora più evidente. Per trovare un bilancio altrettanto negativo bisogna tornare alla stagione 2022-23, quando l'Inter di Inzaghi aveva incassato esattamente otto reti nelle prime cinque giornate.
Cosa non sta funzionando nella retroguardia
Il dato più significativo riguarda anche la continuità del problema. L'Inter non subiva almeno due gol per tre partite consecutive di campionato dall'ottobre del 2024. Una situazione che suggerisce come non si tratti soltanto di un episodio isolato o di una singola partita interpretata male.
Eppure gli elementi strutturali non sono cambiati in maniera radicale. I principali interpreti della difesa sono sostanzialmente gli stessi della scorsa stagione, con variazioni marginali, mentre il modulo è rimasto il consolidato 3-5-2.
Per questo motivo una delle possibili spiegazioni porta alla condizione atletica. La squadra potrebbe non aver ancora raggiunto il livello migliore e, in una struttura che richiede grande intensità e sincronismi precisi, anche un piccolo ritardo fisico può avere conseguenze importanti.
Da Akanji a Bastoni: i singoli sotto osservazione
Akanji deve ancora smaltire le scorie di un Mondiale vissuto da protagonista, mentre Bastoni è apparso lontano dalla sua versione migliore. Sono due situazioni che possono incidere sul rendimento generale di un reparto chiamato a sostenere una squadra molto aggressiva.
Anche Bisseck rappresenta un caso particolare. Le sue continue proiezioni offensive consentono all'Inter di creare superiorità numerica nella metà campo avversaria, ma allo stesso tempo possono lasciare la squadra con un uomo in meno quando l'azione si ribalta.
Nel reparto ci sono poi Stones, fermatosi per infortunio alla prima da titolare, e Pavard, fin qui utilizzato meno. Carlos Augusto rappresenta invece l'unica vera certezza individuata nel materiale di partenza all'interno di una retroguardia che deve ritrovare equilibrio.
Il bilancio dell'Inter resta comunque positivo
L'allarme difensivo non deve però cancellare il resto del quadro. Dopo cinque giornate, l'Inter ha raccolto 13 punti grazie a quattro vittorie e un solo pareggio, arrivato proprio alla quinta giornata. Un rendimento complessivo che resta positivo e persino migliore rispetto a quello della passata stagione allo stesso punto.
È questo il paradosso della squadra di Chivu: segna, rimonta, conquista punti e continua a mostrare una precisa identità offensiva, ma contemporaneamente concede troppo. La retroguardia rappresenta quindi il principale margine di miglioramento di un gruppo che ha già dimostrato di possedere risorse importanti.
La svolta passerà dalla capacità di Chivu di riportare la difesa sui livelli del passato. Se il tecnico riuscirà a ritrovare compattezza, attenzione e condizione atletica, l'Inter potrà affrontare il prosieguo della stagione con una base ancora più solida. Perché i risultati, nonostante tutto, sono già dalla sua parte.







