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Mondiali 2026 - Allenatori più pagati: la graduatoria

DiStefano Bagliani·Pubblicato
Mondiali 2026 - Allenatori più pagati: la graduatoria
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La Coppa del Mondo in Nord America non rappresenta soltanto la massima vetrina per i calciatori, ma si configura anche come un palcoscenico d'élite per i direttori tecnici più pagati del pianeta. Le cifre investite dalle federazioni per assicurarsi le guide strategiche più prestigiose hanno raggiunto vette record in questa edizione.

Il torneo, che si concluderà il prossimo 13 luglio sul prato del MetLife Stadium di New York-New Jersey, vede la partecipazione senza precedenti di 48 Nazionali. Questo ampliamento del format ha portato a un inevitabile innalzamento del livello organizzativo e degli investimenti economici complessivi per i singoli staff.

Carlo Ancelotti guida la classifica dei guadagni

Al vertice assoluto della graduatoria economica si piazza il tecnico italiano Carlo Ancelotti, che siede sulla prestigiosa panchina del Brasile. L'allenatore di Reggiolo ha recentemente sottoscritto un rinnovo contrattuale storico con la Seleção, legandosi al club della federazione verdeoro per un ingaggio record di 10 milioni di euro netti a stagione.

L'obiettivo dei cinque volte campioni del mondo è chiaro: spezzare un digiuno di trionfi iridati che si protrae ormai da ben 24 anni. La pressione sul tecnico italiano è altissima, ma la federazione ha deciso di blindarlo con una cifra mai vista prima per un commissario tecnico.

Il podio economico e i manager più ricchi

In seconda posizione in questa speciale classifica finanziaria troviamo il tecnico tedesco Thomas Tuchel, attuale guida dell'Inghilterra. L'allenatore ha firmato un nuovo accordo con i Tre Leoni nei mesi scorsi, partendo da una base pre-rinnovo che si attestava già sui 5,8 milioni di euro annui.

Il gradino più basso del podio è occupato invece dal commissario tecnico della nazionale degli USA, l'argentino Mauricio Pochettino. L'ex allenatore del Paris Saint-Germain percepisce uno stipendio base garantito pari a 5 milioni di euro netti a stagione per guidare la selezione statunitense.

La top 10 dei commissari tecnici mondiali

Subito dietro ai primi tre si posiziona il commissario tecnico della Germania, Julian Nagelsmann, il cui stipendio attuale si attesta a quota 4,9 milioni di euro. A seguire troviamo l'allenatore del Portogallo, Roberto Martinez, che percepisce un ingaggio annuo di 4 milioni di euro tondi.

Secondo i dati ufficiali condivisi dalla redazione di Calcioefinanza.it, la top 10 prosegue poi con figure storiche del calcio internazionale. Didier Deschamps incassa 3,8 milioni di euro sulla panchina della Francia, seguito a ruota dall'argentino Marcelo Bielsa che ne percepisce 3,5 alla guida dell'Uruguay.

Le posizioni di rincalzo e le grandi escluse

L'olandese Ronald Koeman occupa la posizione successiva grazie a un accordo da 3 milioni di euro con la federazione dell'Olanda. Nelle retrovie della prima fascia si posiziona un terzetto composto da Jessie Marsch del Canada, Javier Aguirre del Messico e Gustavo Alfaro del Paraguay, tutti appaiati a quota 2,5 milioni di euro.

La graduatoria evidenzia alcune esclusioni eccellenti che fanno molto rumore tra gli appassionati. Grandi potenze calcistiche internazionali come la Spagna e l'Argentina campione in carica non figurano infatti nelle primissime posizioni di questa classifica di merito finanziaria.

Il confronto con i club e il peso della tradizione

L'analisi comparativa dei dati dimostra come gli stipendi medi dei commissari tecnici restino generalmente inferiori rispetto alle cifre astronomiche offerte dai grandi club europei. Soltanto i tre allenatori sul podio riescono a reggere il confronto con i contratti commerciali dei principali campionati mondiali.

La scuola italiana si conferma comunque un punto di riferimento assoluto a livello globale, pur non potendo contare sulla presenza della Nazionale maggiore. Oltre al capolista, l'Italia schiera Vincenzo Montella sulla panchina della Turchia e Fabio Cannavaro alla guida dell'Uzbekistan.

Considerazioni finali sul business della rassegna

L'espansione del torneo globale a 48 squadre ha generato un giro d'affari senza precedenti storici, giustificando contratti così onerosi per i CT. La gestione di un gruppo in una competizione così lunga e logorante richiede competenze manageriali che le federazioni sono disposte a pagare a peso d'oro.

Il responso finale passerà come sempre dal rettangolo verde di gioco, dove i milioni di ingaggio dovranno trasformarsi in prestazioni vincenti. Solo chi riuscirà a sollevare la coppa a New York potrà dire di aver giustificato pienamente l'enorme sforzo economico profuso dai propri dirigenti.

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Autore

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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