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Mondiali 2026: Azzurri out, l'Italia c'è con Ancelotti, Montella e Cannavaro

DiStefano Bagliani·Pubblicato
Mondiali 2026: Azzurri out, l'Italia c'è con Ancelotti, Montella e Cannavaro
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I Mondiali 2026 vedranno l'assenza della nazionale italiana per la terza volta consecutiva, ma il tricolore sventolerà grazie a tre commissari tecnici d'eccezione: Carlo Ancelotti, Vincenzo Montella e Fabio Cannavaro, pronti a guidare le rispettive selezioni.

Il calcio italiano conferma la sua egemonia tattica portando tre filosofie diverse in Nord America. Come riportato da olympics.com, questa rappresentanza onora il World Football Coach Day, celebrando una scuola di allenatori che continua a dominare l'élite mondiale nonostante le difficoltà della nazionale.

Carlo Ancelotti: la missione d'oro con il Brasile

Carlo Ancelotti affronta la sfida più prestigiosa della sua leggendaria carriera: riportare il Brasile sul tetto del mondo. La Seleçao non vince la Coppa del Mondo da 24 anni, un digiuno che il tecnico emiliano è stato chiamato a interrompere con la sua esperienza senza eguali.

L'allenatore italiano più vincente di sempre vanta un palmarès incredibile con 31 trofei. Ancelotti è l'unico tecnico ad aver vinto il titolo nazionale in tutti i cinque principali campionati europei, un record che testimonia la sua capacità di adattamento a contesti calcistici differenti.

Il suo legame con il successo è intrinseco alle competizioni UEFA, dove detiene il primato di cinque Champions League vinte. Con tre trionfi al Real Madrid e due al Milan, Ancelotti è l'unico ad aver alzato il trofeo più volte con due club diversi, un biglietto da visita unico.

Il Brasile cerca in lui l'uomo della provvidenza per spezzare una striscia negativa che dura dal 2002. Solo tra il 1970 e il 1994 i verdeoro avevano vissuto un periodo simile senza trionfi, e in entrambi i casi l'Italia fu protagonista delle finali, nel bene e nel male.

Oltre ai successi europei, Ancelotti porta in dote tre titoli della Coppa del mondo per club FIFA. La sua gestione della nazionale brasiliana rappresenta l'unione tra la nazione più titolata e il tecnico più decorato, un binomio che punta dritto alla finale di New York.

Vincenzo Montella e il riscatto internazionale in Türkiye

Vincenzo Montella è riuscito a rigenerare la propria carriera lontano dai confini della Serie A, trovando in Türkiye il terreno fertile per le sue idee tattiche. L'ex "Aeroplanino" ha saputo trasformare lo scetticismo iniziale in un entusiasmo travolgente per l'intera nazione turca.

Dopo le esperienze altalenanti con Fiorentina, Milan e Siviglia, Montella si è rimesso in gioco con l'Adana Demirspor, portando il club a una storica qualificazione europea. Questo successo gli ha aperto le porte della nazionale della Türkiye, di cui è diventato il quarto c.t. italiano.

Il suo debutto internazionale agli Europei del 2024 è stato brillante, raggiungendo i quarti di finale e fermandosi solo davanti ai Paesi Bassi. Si è trattato del secondo miglior risultato della storia turca, superato solo dalla semifinale raggiunta nell'ormai lontano 2008.

Per i Mondiali 2026, Montella ha compiuto un'altra impresa eliminando il Kosovo ai play-off. Grazie a questo successo, la Türkiye torna alla fase finale di un Mondiale dopo 24 anni, rievocando i fasti del 2002 quando i turchi ottennero un clamoroso terzo posto.

Il tecnico campano rappresenta la nuova scuola degli allenatori italiani capaci di esportare competenza tattica e gestione delle risorse umane. La sua Türkiye si presenta al torneo nordamericano come una possibile mina vagante, pronta a sorprendere le grandi potenze.

Fabio Cannavaro: il ritorno al Mondiale con l'Uzbekistan

Fabio Cannavaro torna nell'atmosfera mondiale con una veste nuova ma lo stesso carisma che lo portò a sollevare la coppa a Berlino nel 2006. Il Pallone d'oro italiano ha scelto una strada non convenzionale per la sua crescita, accumulando esperienza soprattutto nel continente asiatico.

La sua carriera da allenatore è iniziata come vice a Dubai, per poi consolidarsi nella Repubblica Popolare di Cina sotto l'egida di Marcello Lippi. Al Guangzhou Evergrande e al Tianjin Quanjian, Cannavaro ha dimostrato di saper vincere campionati e ottenere qualificazioni in Champions asiatica.

Dopo brevi parentesi in Italia con Benevento e Udinese, e un passaggio alla Dinamo Zagabria, Cannavaro ha accettato la sfida dell'Uzbekistan nell'ottobre 2025. La nazionale uzbeka era già qualificata per quello che sarà il suo primo storico Mondiale assoluto.

L'Uzbekistan vede in Cannavaro non solo un tecnico, ma un simbolo di vittoria. La sua esperienza sul campo come difensore iconico è una risorsa inestimabile per una squadra debuttante che deve affrontare la pressione del palcoscenico più importante del pianeta.

Il debutto mondiale dell'Uzbekistan coincide con quello di Cannavaro come commissario tecnico in questa competizione. Il suo obiettivo sarà trasmettere la mentalità vincente acquisita in Germania 2006 a un gruppo di giocatori pronti a scrivere la prima pagina della loro storia.

Cosa significa la presenza dei tecnici italiani nel 2026

La presenza di Ancelotti, Montella e Cannavaro ai Mondiali 2026 dimostra che la cultura calcistica italiana resta un punto di riferimento globale. Nonostante l'assenza degli Azzurri in campo, la scuola tecnica di Coverciano continua a produrre eccellenze richieste in tutto il mondo.

Tre profili diversi per tre percorsi unici: Ancelotti cerca la gloria eterna con il Brasile, Montella punta a consolidare la crescita della Türkiye e Cannavaro affronta la sfida del debutto con l'Uzbekistan. Ognuno di loro porta con sé un pezzo di storia del calcio italiano.

La giornata mondiale degli allenatori, dedicata a Sir Alex Ferguson, ha evidenziato come il ruolo del c.t. stia evolvendo. Gli italiani in panchina nel 2026 saranno ambasciatori di una tradizione che combina rigore tattico, gestione psicologica dei campioni e capacità di lettura delle partite.

Il fatto che il Brasile, la nazionale più iconica della storia, si sia affidata a un italiano segna un momento di rottura col passato. Allo stesso modo, vedere l'Uzbekistan debuttare con un campione del mondo in panchina eleva immediatamente il prestigio della selezione asiatica.

Questi tre protagonisti avranno il compito di rappresentare l'Italia in un torneo che ci vedrà ancora una volta spettatori come nazione, ma protagonisti come maestri di calcio. La loro sfida non è solo sportiva, ma è legata alla difesa di un prestigio tecnico che non conosce crisi.

Conclusioni: l'eredità italiana verso il Nord America

In conclusione, i Mondiali 2026 saranno una vetrina fondamentale per Ancelotti, Montella e Cannavaro. Sebbene il cuore dei tifosi italiani soffra per l'assenza della maglia azzurra, ci sarà modo di appassionarsi alle imprese di questi tre tecnici che hanno segnato epoche diverse.

Dal Brasile che vuole tornare sul trono dopo un quarto di secolo, alla Türkiye che cerca di emulare il miracolo del 2002, fino all'esordio assoluto dell'Uzbekistan, l'influenza italiana sarà ovunque. I tre c.t. avranno la responsabilità di guidare i loro sogni attraverso USA, Canada e Messico.

La Coppa del Mondo FIFA resta il trofeo più ambito e il fatto che tre italiani siano in lizza per vincerlo, o per onorarlo al meglio, è un segnale di vitalità per tutto il nostro movimento. La competizione sarà durissima, ma la scuola italiana ha già dimostrato di non aver paura di nessuno.

Resta da vedere chi tra loro riuscirà ad arrivare più lontano, ma una cosa è certa: la tattica, la passione e la competenza del calcio italiano saranno protagoniste assolute. Il fischio d'inizio si avvicina e l'Italia, in panchina, è già pronta a dare battaglia.

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Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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