La Sampdoria è di nuovo in crisi. La sconfitta per 2-0 sul campo del Mantova certifica un momento estremamente complicato per la formazione blucerchiata, ultima in classifica con un solo punto insieme alla Carrarese. Tre ko consecutivi in campionato, quattro nelle ultime cinque gare ufficiali considerando anche la Coppa Italia: numeri che fotografano una partenza ben al di sotto delle aspettative.
Il problema non è soltanto rappresentato dai risultati. A Mantova la squadra di Bernardo Corradi ha mostrato ancora una volta limiti evidenti nella costruzione del gioco, nella capacità di rendersi pericolosa e soprattutto nella gestione delle situazioni difensive. Tre gol segnati e otto subiti nelle prime giornate di campionato raccontano una Sampdoria fragile, incapace di trovare continuità e di trasformare le proprie occasioni.
Una partita difficile da decifrare
Il primo tempo è stato caratterizzato da ritmi bassi e pochissime occasioni. Le due squadre hanno chiuso la prima frazione senza conclusioni nello specchio, ma il Mantova ha dato la sensazione di poter essere più pericoloso quando riusciva ad attaccare gli spazi.
La Sampdoria ha faticato a rompere la linea avversaria e a costruire una manovra efficace. Corradi ha provato a intervenire già durante la gara, modificando l'assetto e cercando maggiore solidità in mezzo al campo. L'ingresso di Abildgaard ha garantito maggiore presenza fisica, ma non è bastato a cambiare l'inerzia della partita.
La svolta è arrivata nella ripresa, quando Ruocco ha approfittato di una grave disattenzione della retroguardia blucerchiata. Il lancio di Castellini era leggibile, ma la difesa della Sampdoria non è riuscita a intervenire. Gartenmann non ha contenuto l'attaccante e Vindahl è apparso incerto nell'intervento, permettendo al Mantova di portarsi avanti.
Il rigore fallito da Lauritsen
La Sampdoria ha avuto immediatamente la possibilità di rimettere in equilibrio la partita. Di Pardo si è procurato una punizione da posizione interessante, poi Abildgaard è stato bravo ad anticipare Kouda in area, conquistando il calcio di rigore.
Dal dischetto si è presentato Tobias Lauritsen, rientrato dopo 27 giorni lontano dalle gare ufficiali. Una scelta che ha fatto discutere, considerando la delicatezza del momento e la presenza in campo di giocatori come Insigne, Verschaeren e Henderson.
L'esecuzione del norvegese è stata però completamente sbagliata. Il pallone è terminato fuori, con Bardi praticamente mai costretto a intervenire. Un'occasione enorme per la Sampdoria, che avrebbe potuto riportare la partita in equilibrio, trasformata invece in un ulteriore elemento di frustrazione.
Dopo il rigore fallito la squadra non ha trovato la forza per reagire. Il secondo gol di Longonda ha ulteriormente evidenziato le difficoltà della retroguardia, lasciata ancora una volta troppo libera di fronte all'area. Soltanto alcuni interventi importanti hanno evitato che il passivo diventasse ancora più pesante.
Numeri e fragilità preoccupanti
Il dato più significativo riguarda probabilmente gli otto gol incassati in campionato, diventati dieci considerando anche la Coppa Italia. La Sampdoria continua a concedere troppo e soprattutto a pagare a caro prezzo errori individuali che si ripetono partita dopo partita.
A questo si aggiunge una produzione offensiva insufficiente. Tre reti in campionato sono un bottino troppo esiguo per una squadra chiamata a risalire la classifica. A Mantova è mancata soprattutto la capacità di costruire occasioni con continuità, affidandosi spesso alle iniziative individuali di Insigne e Verschaeren.
La situazione mette inevitabilmente Corradi sotto pressione. Il tecnico non può più contare soltanto sulle prestazioni positive intraviste in alcune fasi delle gare precedenti. La classifica obbliga la Sampdoria a reagire immediatamente e la prossima partita al Ferraris contro il Catanzaro assume un peso enorme.
Corradi: “Quanti errori dobbiamo fare in una gara?”
Al termine della partita, l'allenatore blucerchiato ha analizzato con evidente amarezza una sconfitta maturata ancora una volta attraverso errori evitabili.
“C'è grande arrabbiatura - attacca Corradi - perché il primo tempo è stata una partita di Serie B, una partita sporca nella quale noi secondo me ci siamo in alcune situazioni abbastanza troppo. Credo alla fine dalla panchina era abbastanza evidente, quindi già dalla fine del primo tempo con gli interpreti in campo ho cercato di cambiare modulo e ci siamo messi a tre per dare più solidità al centro campo”.
Il tecnico ha poi sottolineato l'impatto di Abildgaard nella ripresa: “Poi nel secondo tempo è entrato Oliver che ha fatto una buonissima gara, ha messo centimetri, ha messo chili, ha messo presenza e secondo me nel secondo tempo onestamente avevamo la partita in pugno”.
Una lettura che però non cancella le difficoltà mostrate dalla squadra. Corradi ha individuato soprattutto nelle disattenzioni il problema principale: “Abbiamo preso gol sull'ennesimo errore che paghiamo a caro prezzo, su una cosa peraltro preparata e che sapevamo, sulla quale avevamo lavorato. Prendi gol, nonostante tutto hai la forza di rimetterla in piedi, hai un rigore, altro errore. Quanti errori dobbiamo fare in una gara?”.
“Bisogna cambiare il tipo di atteggiamento”
Corradi ha riconosciuto anche un problema di atteggiamento, soprattutto nella prima parte della partita. Una presa di posizione significativa, arrivata dopo una prestazione nella quale la Sampdoria ha faticato a imporre il proprio gioco.
“Bisogna cambiare il tipo di atteggiamento perché nel primo tempo non mi è piaciuto, non mi è piaciuta la timidezza con la quale non siamo riusciti a rompere la linea. È una cosa che avevamo provato e che non siamo stati in grado di fare”.
Il tecnico ha poi analizzato anche le caratteristiche del Mantova, attualmente in testa alla classifica insieme al Palermo: “È una buona squadra, molto, conosce la Serie B, i suoi giocatori conoscono la Serie B, è una squadra che non mi sembra abbia costruito da dietro e ci abbia 'messo a giro', come si dice in gergo. Nella minima difficoltà sparava la palla lunga e andava sulle seconde palle, questa è la Serie B”.
Catanzaro, una partita che può cambiare tutto
La prossima sfida contro il Catanzaro diventa quindi uno spartiacque per la Sampdoria e per lo stesso Corradi. La gara di Marassi arriva in un momento nel quale la classifica impone una risposta immediata e il margine di errore si è ridotto sensibilmente.
Lo stesso allenatore ne è consapevole: “È una partita fondamentale perché ti permetterebbe di andare alla sosta e lavorare un po' più di tranquillità. Mi metto nei panni delle persone che hanno preso la macchina e sono venute qua e che per l'ennesima volta hanno visto la loro squadra perdere. Io so benissimo che non è semplice”.
Corradi conta però sul sostegno del pubblico: “Sono sicuro che sabato a Marassi il supporto non mancherà assolutamente. Poi dopo cercheremo di giocarci la partita come se veramente fosse, non dico una finale, ma una partita decisiva”.
Parole che fotografano bene il momento della Sampdoria. La crisi non è più soltanto una sensazione legata ai risultati, ma una situazione certificata dalla classifica e dalle difficoltà evidenziate sul campo. A Mantova sono emersi ancora gli stessi problemi: disattenzioni difensive, poca incisività offensiva, errori individuali e una squadra incapace di reagire dopo aver subito il colpo. Ora il Catanzaro rappresenta la prima occasione concreta per interrompere la caduta.







