L'Inter accelera per Djed Spence. I nerazzurri hanno offerto 30 milioni di euro al Tottenham, che ne chiede 35 più bonus. I contatti tra i club proseguono e l'esterno inglese è il profilo scelto per ridisegnare la fascia dopo la partenza di Denzel Dumfries.
Spence, però, porta caratteristiche diverse rispetto all'olandese. Dumfries aveva trasformato la corsia destra in una fonte costante di gol e assist; il 26enne degli Spurs offre soprattutto velocità, progressione e la possibilità di essere utilizzato su entrambe le fasce.
Cinque milioni tra domanda e offerta
La trattativa è entrata nel vivo il 12 agosto. Inter e Tottenham hanno avuto nuovi contatti in mattinata per avvicinare le rispettive posizioni: 30 milioni l'offerta nerazzurra, 35 milioni più bonus la richiesta degli inglesi.
La distanza economica si è quindi ridotta rispetto alle prime fasi del mercato estivo. Già a luglio l'Inter aveva inserito Spence tra i candidati per la fascia, ma la valutazione del club londinese era superiore alla cifra che i nerazzurri intendevano investire.
Ora il dialogo è diventato concreto e le parti continuano a lavorare sull'intesa.
Trenta partite in Premier e il Mondiale
La crescita dell'inglese nell'ultima stagione aiuta a spiegare perché l'Inter abbia deciso di tornare con forza sul suo nome.
Nella Premier League 2025/26 Spence ha disputato 30 partite, 23 delle quali da titolare, mentre in Champions League ha aggiunto altre 10 presenze con il Tottenham.
Il suo percorso è proseguito al Mondiale 2026 con l'Inghilterra di Thomas Tuchel: l'esterno ha giocato tutte le otto partite della nazionale nel torneo, quattro dal primo minuto.
Numeri che raccontano un giocatore arrivato sul mercato dopo una stagione di continuità tra Premier League, Champions e nazionale.
Perché non è un altro Dumfries
Il confronto con Dumfries nasce dalla posizione lasciata libera, ma i due esterni interpretano la fascia in modo differente.
L'olandese ha chiuso la sua esperienza nerazzurra con 207 presenze, 27 gol e 28 assist. Il suo marchio era la capacità di attaccare l'area, inserirsi sul secondo palo e diventare una soluzione offensiva aggiuntiva.
Spence offre altro. Può giocare sia a destra sia a sinistra, sfrutta velocità e conduzione per avanzare sulla corsia e garantisce a Chivu una soluzione utilizzabile sui due lati.
L'Inter sta quindi lavorando su un esterno che non deve replicare il profilo di Dumfries, ma può dare alla squadra maggiore duttilità nella gestione delle fasce.

La Serie A la conosce già
Per Spence sarebbe un ritorno nel calcio italiano. Nel gennaio 2024 il Tottenham lo cedette in prestito al Genoa, nell'operazione che portò Radu Dragusin a Londra.
Con Alberto Gilardino in panchina, l'inglese disputò 16 partite in Serie A, otto da titolare. Al termine della stagione tornò in Premier e il suo spazio aumentò progressivamente.
Prima 25 presenze in campionato nel 2024/25, poi le 30 dell'ultima stagione e infine il Mondiale con l'Inghilterra: il giocatore che oggi tratta l'Inter arriva con uno status molto diverso rispetto a quello visto a Genova due anni fa.
Cosa cambia sulla corsia nerazzurra
È questo il punto centrale dell'operazione. Con Dumfries l'Inter ha perso un esterno capace di produrre direttamente gol e assist; con Spence punterebbe su velocità, capacità di giocare sui due lati ed esperienza maturata tra Premier League e nazionale inglese.
Sul tavolo restano i cinque milioni che separano l'offerta nerazzurra dalla richiesta del Tottenham, oltre ai bonus. I contatti del 12 agosto hanno però portato la trattativa nella fase decisiva.
Se l'operazione arriverà alla chiusura, l'Inter non avrà semplicemente sostituito Dumfries: resta da capire quanto quella scelta diversa peserà sulla nuova fascia di Chivu.






