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Caso FIGC, i contropareri per Malagò: domani decide il Coni

DiStefano Bagliani·Pubblicato

È arrivato il giorno della resa dei conti. Domani, martedì 6 ottobre, la Giunta del Coni sarà chiamata a pronunciarsi sul caso Malagò e sul possibile commissariamento della Figc, mentre i cinque contropareri richiesti dalla Federazione sostengono la validità dell’elezione.

Caso FIGC, i contropareri per Malagò: domani decide il Coni
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Il giorno più atteso nella delicata vicenda che riguarda la presidenza della Figc si avvicina sempre più. Domani, martedì 6 ottobre, la Giunta del Coni si riunirà per affrontare il caso legato a Giovanni Malagò e al possibile commissariamento della Federazione. Sul tavolo ci sono posizioni giuridiche profondamente differenti e una decisione destinata a incidere sul futuro della governance federale.

A complicare ulteriormente il quadro sono arrivati i contropareri commissionati dalla Federcalcio a cinque giuristi: Sabino Cassese, Bernardo Giorgio Mattarella, Antonio Nuzzo, Saverio Ruperto e Pietro Sirena. Le loro valutazioni, visionate dall’Ansa, sostengono una tesi opposta rispetto a quella contenuta nei pareri richiesti dal Coni.

I cinque giuristi interpellati dalla Figc

Il nodo principale della questione riguarda il tesseramento e il suo peso rispetto alla candidatura alla presidenza della Figc. Ai cinque giuristi sono stati sottoposti due quesiti precisi: se il tesseramento costituisca un requisito essenziale per la candidatura e se la sua eventuale mancanza possa configurare una grave violazione tale da giustificare il commissariamento.

Le risposte contenute nei contropareri sono negative su entrambi i punti. Secondo le valutazioni raccolte dalla Federazione, il tesseramento non avrebbe quindi quella natura essenziale che gli viene attribuita dai pareri commissionati dal Coni. La questione viene ricondotta piuttosto a un profilo burocratico, mentre maggiore rilevanza giuridica avrebbe l’accredito della componente interessata.

Anche sul possibile commissariamento la posizione espressa dai consulenti è netta. In particolare, nei pareri di Saverio Ruperto, Antonio Nuzzo e Bernardo Giorgio Mattarella viene escluso che il mancato tesseramento possa essere considerato una violazione sufficientemente grave da giustificare un intervento di questo tipo.

L’elezione di Malagò e il nodo dei termini

Uno degli elementi più delicati riguarda poi la possibilità di mettere in discussione l’elezione di Malagò. Ruperto sottolinea nei suoi rilievi che la nomina non potrebbe essere ribaltata anche alla luce dei termini previsti per impugnare una candidatura.

Il termine indicato è di sette giorni e, nel caso della candidatura di Malagò, l’opposizione sarebbe arrivata soltanto da Renato Miele. Il relativo ricorso, però, viene indicato come inammissibile. Non risultano quindi, secondo questa ricostruzione, altre contestazioni presentate da soggetti legittimati nei tempi previsti.

Da qui la conclusione contenuta nel parere: un'eventuale contestazione da parte del Coni potrebbe eventualmente produrre iniziative di altro tipo, ma non avrebbe effetto su una nomina considerata ormai inattaccabile. È uno dei passaggi destinati a pesare nel confronto istituzionale atteso per domani.

Le tesi opposte dei consulenti del Coni

Il quadro resta però tutt’altro che definito. I pareri commissionati dal Coni a Scoca, Medugno, Coccia e Angeletti avevano infatti fornito una lettura diametralmente opposta della questione.

Secondo quei pareri, il tesseramento rappresenterebbe un requisito essenziale per la candidatura alla presidenza della Figc. Da questa impostazione deriverebbe anche la conclusione secondo cui l’elezione di un candidato non tesserato sarebbe da considerare invalida.

È proprio il contrasto tra queste due interpretazioni giuridiche a rendere particolarmente delicata la riunione del Coni. Da una parte ci sono i consulenti della Figc, secondo i quali non esisterebbero i presupposti per mettere in discussione l’elezione o procedere al commissariamento; dall’altra la valutazione espressa dai giuristi interpellati dal Coni.

Domani la decisione sul caso FIGC

La Giunta del Coni sarà quindi chiamata a prendere posizione in un contesto caratterizzato da due letture giuridiche opposte. La decisione potrebbe arrivare direttamente dalla Giunta oppure, in seconda battuta, dal Consiglio Nazionale.

La partita istituzionale, però, potrebbe non chiudersi con il pronunciamento del Coni. Tra le possibilità indicate restano infatti eventuali ricorsi al Collegio di Garanzia del Coni, al Tar e successivamente al Consiglio di Stato. Il percorso potrebbe quindi proseguire anche dopo la decisione attesa per martedì.

Il destino di Malagò alla guida della Figc resta dunque sospeso. I contropareri della Federazione rafforzano la posizione del presidente e negano sia l'essenzialità del tesseramento sia i presupposti per un commissariamento. I pareri del Coni sostengono invece la tesi opposta. Domani arriverà un primo verdetto, ma la partita potrebbe essere ancora lunga.

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Autore

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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