Nove anni. Solo nove anni. Tanto è bastato al Como per passare da una partita di Serie D contro il Varese al palcoscenico più prestigioso del calcio europeo. Dal gol di Molino nel derby vinto 1-0 alla vittoria al debutto in Champions League: una distanza che sembra infinita e che invece il club ha percorso in meno di un decennio.
Dal derby con il Varese alla Serie D
Esattamente nove anni fa il Como era in Serie D e festeggiava il derby contro il Varese per 1-0, grazie al gol di Molino. Era una realtà completamente diversa da quella che oggi conosciamo, ma proprio da lì è iniziata una progressione destinata a cambiare radicalmente la storia del club.
Otto anni fa arrivava la vittoria del campionato di Serie D. Un anno dopo il Como chiudeva al tredicesimo posto in Serie C, prima di conquistare, sei anni fa, la vittoria del campionato e il ritorno in Serie B.
La scalata continua fino alla Serie A
Cinque anni fa il Como terminava il campionato di Serie B al tredicesimo posto. Quattro anni fa ripeteva lo stesso piazzamento nella serie cadetta. Poi arrivava il salto decisivo: tre anni fa il secondo posto in Serie B e la storica promozione nella massima serie.
Ma la Serie A non sarebbe stata il punto d'arrivo. Anzi, sarebbe diventata un'altra tappa di una crescita sempre più sorprendente. Alla prima stagione nel massimo campionato, due anni fa, il Como chiudeva addirittura al decimo posto.
Un risultato già significativo, considerando il percorso compiuto fino a quel momento. Ma il meglio doveva ancora arrivare.
Quarto posto e qualificazione nell'Europa che conta
Un anno fa il Como chiudeva quarto in campionato, conquistando la qualificazione nell'Europa che conta. Un altro passaggio storico per una società che soltanto pochi anni prima giocava in Serie D.
E poi è arrivata la serata che probabilmente nessuno avrebbe osato immaginare quando il Como affrontava il Varese in quel derby di nove anni fa. Il debutto in Champions League. E non si è limitato a partecipare: ha vinto.
Dalla Serie D alla Champions League. In nove anni.
I soldi non bastano per spiegare questa storia
Dietro una trasformazione del genere ci sono tanti soldi spesi, certo. Ma i soldi, da soli, non bastano. Servono investimenti oculati. Serve programmazione. Servono idee. Serve competenza. Serve visione. Serve lungimiranza. E serve soprattutto saper spendere bene!
Ed è proprio qui che si trova il significato più profondo della scalata del Como. La crescita non può essere spiegata soltanto attraverso la disponibilità economica, ma attraverso un progetto nel quale tutte le componenti della società hanno guardato nella stessa direzione.
C'è la mano della proprietà. C'è quella della dirigenza. C'è il lavoro del settore tecnico. C'è una società nella quale tutti remano dalla stessa parte.
Nove anni che sembrano un'eternità
Ripercorrere questa storia significa quasi non credere alla successione degli eventi. Nove anni fa Serie D. Poi la vittoria del campionato, la Serie C, un'altra promozione, la Serie B, la promozione in Serie A, il decimo posto, il quarto posto e infine la Champions League.
Una scalata impressionante, costruita senza fermarsi davanti al raggiungimento di un nuovo traguardo. Ogni risultato è diventato il punto di partenza per quello successivo, fino ad arrivare alla serata più prestigiosa.
Dalla Serie D alla Champions League. In nove anni. Una storia straordinaria. E il prossimo passo? Lo scudetto!







