Ruben Amorim sembra essere un allenatore diverso rispetto a quello visto al Manchester United. L'esperienza inglese, conclusa tra tensioni e una rottura netta con l'ambiente, gli ha lasciato una lezione precisa: restare fedeli alle proprie idee, ma concedersi qualche possibilità in più di adattamento.
Amorim e la lezione del Manchester United
Il calcio può cambiare rapidamente prospettive e percezioni. A Manchester, oggi, una parte dei tifosi dello United sembra persino rimpiangere Amorim, mentre la squadra attraversa un momento complicato. Il successo per 3-0 del Milan contro il Lecce ha alimentato questa sensazione, così come aveva fatto il precedente 4-2 ottenuto da Amorim contro Carrick nell'amichevole di Ferragosto.
Il Manchester United torna quindi spesso nei ragionamenti legati al tecnico portoghese. Un'esperienza difficile, ma che può aver prodotto anche una conseguenza importante sul piano professionale. Lo stesso Amorim, dopo la partita contro il Lecce, ha spiegato apertamente di non voler ripetere a Milano alcuni errori commessi nella precedente esperienza.
" Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po' più di libertà e, con un po' più di libertà, giocano meglio".
La rigidità tattica che Amorim vuole evitare
Il passaggio più significativo delle parole dell'allenatore riguarda proprio la capacità di adattarsi. Amorim ha riconosciuto di aver già sperimentato al Manchester United una situazione simile a quella vissuta nelle partite precedenti con il Milan, arrivando alla conclusione che non sempre i giocatori a disposizione possano avere le caratteristiche ideali per interpretare un determinato sistema.
"Quello che ho percepito nelle ultime partite, e che avevo già provato allo stesso modo al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore, è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo".
Per Amorim non si tratta di una semplice dichiarazione di buon senso. La frase assume un peso particolare considerando la reputazione costruita dal tecnico portoghese, abituato a difendere con grande convinzione le proprie idee tattiche.
Dal dogma alla ricerca di maggiore libertà
Un anno fa, dopo una sconfitta per 0-3 contro il City, Amorim aveva risposto in maniera categorica a una domanda sulla possibilità di cambiare sistema di gioco: "Nessuno mi farà cambiare idea. Neppure il Papa. Questa è la mia responsabilità quindi non cambierò nulla tatticamente".
Il confronto con le dichiarazioni pronunciate dopo Milan-Lecce è evidente. Il tecnico non rinnega il proprio credo, ma sembra disposto a concedere qualcosa in più alle caratteristiche della rosa. È una modifica dell'approccio che può diventare particolarmente importante nel percorso milanista.
Il Milan più libero visto contro il Lecce
Amorim era arrivato a Milanello preceduto dalla fama di allenatore integralista, uno di quelli che chiedono ai giocatori di adattarsi al proprio sistema piuttosto che modificare il sistema in funzione delle caratteristiche della rosa. A Manchester questa impostazione aveva portato a una conclusione negativa.
A Milano, prima della gara contro il Lecce, le cose non stavano andando nella direzione sperata. Il successo contro i salentini ha però mostrato un Milan differente, più libero e meno vincolato alle posizioni. Una trasformazione che lo stesso Amorim ha collegato alle modifiche apportate durante la partita.
"Abbiamo iniziato a quattro per rendere Chukwueze un po' più offensivo", ha spiegato il tecnico nel dopogara, confermando anche la presenza di tracce evidenti di difesa a quattro.
Fedeltà alle idee, ma con qualche deroga
Il concetto centrale emerso dopo la partita è quindi quello della maggiore libertà concessa ai giocatori. Una struttura meno rigida ha permesso al Milan di apparire più pericoloso e imprevedibile, secondo la lettura proposta da Gazzetta.it, fonte dell'analisi.
Amorim aveva già sottolineato nei giorni precedenti come la rosa non fosse completamente adatta al suo modo di giocare, salvo poi precisare che quando si arriva in un nuovo club è impossibile avere tutte le caratteristiche giuste in ogni aspetto. Anche questo passaggio si lega alla nuova riflessione tattica.
Il tecnico portoghese sembra dunque aver compreso che la fedeltà alle proprie idee non deve necessariamente tradursi in rigidità assoluta. L'esperienza di Manchester può avergli mostrato i limiti di un approccio troppo inflessibile, mentre la partita contro il Lecce ha rappresentato una prima dimostrazione concreta di una maggiore elasticità.
In fondo, il punto non è abbandonare il proprio credo, ma trovare il modo di applicarlo lasciando ai giocatori qualche libertà in più. È questa la novità più interessante del nuovo Amorim: lo stesso allenatore integralista, ma con la consapevolezza che, per non rivivere un'altra Manchester, a volte bisogna anche sapersi adattare.







