Il Como guarda al mercato internazionale per costruire una prima squadra competitiva, ma il futuro del club potrebbe avere un'identità decisamente diversa. Dietro i campioni e i protagonisti stranieri della formazione di Cesc Fàbregas c'è infatti una Primavera ricca di ragazzi italiani, molti dei quali stanno già attirando l'attenzione per qualità e rendimento. La clamorosa vittoria per 9-1 contro il Lens in Champions League ha acceso i riflettori proprio su questo patrimonio: Matteo Papaccioli ha trovato il primo gol con i grandi, mentre Federico Grilli e Lorenzo Ginelli sono stati aggregati alla prima squadra.
Un segnale importante per un progetto che non vuole limitarsi ad acquistare talenti, ma punta anche a formarli e prepararli per il salto nel calcio professionistico. Le prime nove giornate del campionato Primavera, guidato da Gianluca Falsini, offrono già indicazioni interessanti sui ragazzi da seguire.
Bonsignori, De Paoli e Grilli: l'ossatura italiana della Primavera
Il primo nome è quello di Lorenzo Bonsignori, centrocampista arrivato dall'Atalanta e attualmente miglior marcatore della formazione biancoblù. Quattro gol in nove partite, otto presenze da titolare e 655 minuti giocati: un rendimento che conferma le aspettative riposte in lui dal Como, che lo aveva individuato come uno dei giovani italiani più promettenti.
Bonsignori aveva già lasciato il segno nella precedente stagione, realizzando due reti in UEFA Youth League. Adesso sta dimostrando di poter essere un protagonista anche nel campionato Primavera, grazie a una capacità realizzativa importante per un centrocampista.
Alle sue spalle si distingue Cristiano De Paoli. Il difensore ha disputato tutte le nove partite dal primo minuto, accumulando 810 minuti e mettendo a segno due reti. Una presenza costante, che testimonia il peso conquistato all'interno della squadra di Falsini.
C'è poi Federico Grilli, cresciuto nell'Academy del Como. Nove presenze complessive, otto da titolare e un gol: anche per lui i numeri sono significativi. Nella scorsa stagione aveva ricevuto apprezzamenti da Osian Roberts per la continuità dimostrata e la convocazione contro il Lens rappresenta un ulteriore riconoscimento del suo percorso.
Papaccioli, il ragazzo che ha conquistato anche Fàbregas
La storia più emozionante è quella di Matteo Papaccioli (nella foto). Centrocampista classe 2008, arrivato a Como nel 2022, ha dovuto affrontare un grave infortunio al crociato prima di riuscire a ritagliarsi nuovamente uno spazio importante. Una volta recuperato, ha ripreso il proprio percorso di crescita, attirando progressivamente l'attenzione dello staff della prima squadra.
In questa stagione ha già realizzato un gol in tre presenze con la Primavera, ma il momento della svolta è arrivato con le aggregazioni alla formazione maggiore. Poi la convocazione in Champions League e il debutto contro il Lens, impreziosito dalla rete del definitivo 9-1.
Un gol che ha avuto anche un significato statistico: Papaccioli è diventato il secondo italiano più giovane a segnare nella competizione, superando il compagno Mattia Liberali nella speciale graduatoria. Nelle precedenti categorie aveva già collezionato sette reti e sei assist in 25 partite con l'Under 16. Un talento che, dopo aver superato un ostacolo importante, si sta prendendo la scena.
Ginelli e Fustini, il futuro è già in prima squadra
Tra i profili più interessanti c'è Lorenzo Ginelli, portiere classe 2009, che ha già raggiunto la quarta convocazione in Champions League con la prima squadra. Un'esperienza significativa per un ragazzo così giovane, che testimonia la considerazione del club nei suoi confronti e la volontà di farlo crescere a contatto con i calciatori più esperti.
Attenzione anche a Kevin Fustini, attaccante classe 2009 arrivato dal Bologna. Il giovane centravanti ha già trovato la via del gol in Primavera, dopo aver realizzato otto reti in Under 17 nella stagione precedente. Al momento del trasferimento, Osian Roberts ne aveva evidenziato velocità, tecnica e fisicità, caratteristiche che lo rendono un prospetto particolarmente interessante per il reparto offensivo.
Sono ragazzi con percorsi differenti, ma accomunati dalla stessa possibilità: crescere in un ambiente che sta cercando di costruire un collegamento sempre più diretto tra il settore giovanile e la squadra di Fàbregas.
Il Como punta sugli stranieri, ma Falsini valorizza gli italiani
Il contrasto è interessante. La prima squadra del Como ha una dimensione sempre più internazionale, con giocatori provenienti da diversi Paesi e una strategia che guarda al talento senza confini. Alle sue spalle, però, c'è un gruppo Under 20 nel quale la componente italiana è largamente maggioritaria: secondo quanto spiegato dallo stesso Falsini, gli stranieri sono soltanto quattro.
L'allenatore della Primavera ha illustrato la filosofia del club durante un intervento a Sky Calcio Unplugged, sottolineando l'importanza di individuare ragazzi compatibili con l'identità di gioco e pronti per affrontare un percorso di crescita.
Primavera tutta italiana, solo quattro gli stranieri
«Abbiamo tanti italiani e solo quattro stranieri nella rosa Under 20. Vogliamo giocatori adatti alla nostra filosofia, guardiamo se un ragazzo è pronto per poterlo sviluppare e darlo a Cesc», ha spiegato Falsini.
È proprio questo il punto centrale del progetto: la prima squadra può pescare sul mercato internazionale, ma il vivaio deve essere in grado di produrre risorse interne, possibilmente italiane, da accompagnare gradualmente verso il calcio dei grandi.
Bonsignori, De Paoli, Grilli, Papaccioli, Ginelli e Fustini sono alcuni dei nomi da tenere d'occhio. La goleada contro il Lens ha dato loro una vetrina prestigiosa, ma la vera sfida comincia adesso: trasformare il talento mostrato in Primavera in opportunità concrete con la prima squadra. Il Como di domani potrebbe avere un volto molto più italiano di quello che oggi si vede in campo.







