La Serie A prepara un possibile ribaltone nella corsa alla presidenza della FIGC. Adriano Galliani è il nome che sta guadagnando spazio tra le società del massimo campionato, pronte a valutare una candidatura alternativa a quella di Giovanni Malagò. Il 4 novembre rappresenta la prima scadenza decisiva: entro quella data dovranno essere presentate le candidature e i club dovranno individuare una maggioranza a sostegno del proprio candidato.
FIGC, cresce il fronte che punta su Galliani
Il quadro è cambiato rispetto alla scorsa primavera, quando Malagò aveva raccolto un sostegno ampio per assumere la guida della Federazione. Con il passare dei mesi, tuttavia, una parte delle società ha manifestato insoddisfazione per il metodo seguito nelle decisioni, rivendicando un maggiore coinvolgimento dei club nelle scelte strategiche.
È proprio questo malcontento ad aver riaperto i giochi. Secondo quanto riportato dalla stampa sportiva, intorno a Galliani starebbe prendendo forma un fronte trasversale, con l'obiettivo di raccogliere consensi non soltanto in Serie A, ma anche tra le altre componenti del calcio italiano.
La partita, dunque, è tutt'altro che chiusa. Per trasformare l'ipotesi in una candidatura concreta serviranno una maggioranza definita, un programma condiviso e la disponibilità del diretto interessato a mettersi nuovamente in gioco ai vertici del calcio nazionale.
I contrasti con Malagò e le scelte contestate
Alla base del progressivo raffreddamento dei rapporti ci sarebbero alcune decisioni assunte senza una condivisione ritenuta sufficiente dalle società. Tra i temi che avrebbero alimentato le divergenze figura la scelta del commissario tecnico della Nazionale: una parte dei club avrebbe preferito Antonio Conte, mentre Malagò avrebbe optato per Roberto Mancini.
Le distanze avrebbero riguardato anche la nomina di Diana Bianchedi a capo delegazione della Nazionale, oltre ad altre questioni organizzative, comprese quelle relative alla struttura federale e alle selezioni giovanili.
Secondo questa ricostruzione, il problema non riguarderebbe soltanto i singoli provvedimenti, ma soprattutto il metodo decisionale. Le società che avevano sostenuto Malagò, insieme ad altre componenti come calciatori e allenatori, avrebbero auspicato un percorso caratterizzato da un confronto costante. La mancanza di un coinvolgimento adeguato avrebbe invece favorito un progressivo allontanamento.
Galliani, un curriculum di peso per la Federcalcio
Il profilo di Adriano Galliani rappresenta uno degli elementi centrali di questa possibile candidatura. Il dirigente ha legato gran parte della propria carriera ai successi del Milan, dove ha ricoperto per anni il ruolo di amministratore delegato, diventando una figura di riferimento del calcio italiano e internazionale.
Nel suo percorso figurano 29 trofei conquistati durante i 31 anni dell'era rossonera con Silvio Berlusconi. Un bilancio che testimonia la sua esperienza nella gestione societaria, nella costruzione delle squadre e nei rapporti istituzionali.
Un'altra tappa significativa è stata quella al Monza, accompagnato dalla Serie D fino alla storica promozione in Serie A in quattro anni. Galliani conosce anche direttamente il funzionamento delle istituzioni calcistiche: è stato presidente della Lega Serie A dal 2002 al 2006, vicepresidente dal 2013 al 2017 e ha ricoperto un ruolo analogo nella Lega Serie B tra il 2021 e il 2022.
Un bagaglio di esperienza che potrebbe rivelarsi prezioso nella ricerca di consensi tra le diverse componenti federali.
Elezioni FIGC del 14 dicembre: il 4 novembre data chiave
Il calendario impone tempi stretti. Il 4 novembre è il termine per la presentazione delle candidature, mentre il voto per la presidenza federale è fissato al 14 dicembre. Prima della scadenza, la Serie A dovrà quindi chiarire quale candidato sostenere e con quale livello di compattezza.
Malagò, dal canto suo, resta in corsa e può contare sul sostegno raccolto nella fase iniziale del percorso. La sua posizione, però, potrebbe risentire delle divisioni emerse nelle ultime settimane, soprattutto se il fronte favorevole a Galliani riuscisse ad allargarsi oltre il perimetro del massimo campionato.
La sfida è appena entrata nel vivo. Le prossime settimane saranno decisive per capire se Galliani accetterà di diventare il punto di riferimento di una nuova coalizione e se le società riusciranno a trasformare il malcontento in una candidatura condivisa. La corsa alla guida della FIGC si annuncia aperta, con equilibri ancora da definire e una scadenza ormai vicina.







