L'Inter aveva riportato Aleksandar Stankovic a Milano anche per costruire una soluzione interna alle spalle di Hakan Calhanoglu. Dopo sei partite ufficiali, però, il classe 2005 ha raccolto appena 15 minuti, e il suo utilizzo nelle prossime settimane diventerà decisivo in vista di gennaio.
Parallelamente la dirigenza continua a lavorare sul futuro della regia. Tra i giovani osservati ci sarebbe Alessandro Romano del Cagliari, seguito dal vivo dagli scout nerazzurri: il serbo rappresenta la soluzione già presente in rosa, il sardo un profilo su cui il club starebbe raccogliendo informazioni, mentre il futuro del turco resta al centro della programmazione.
Ventitré milioni e quindici minuti
Il 5 giugno l'Inter ha esercitato il diritto di riacquisto di Stankovic dal Club Brugge. Il centrocampista è tornato a titolo definitivo per circa 23 milioni di euro e ha firmato fino al 30 giugno 2031.
Durante l'estate Cristian Chivu lo ha utilizzato anche davanti alla difesa, nella posizione occupata abitualmente da Calhanoglu. L'inizio della stagione gli ha però concesso pochissimo spazio: 15 minuti complessivi nelle prime sei gare, cinque di Serie A e una di Champions League, per una media di 2,5 minuti a partita.
Il serbo è rientrato a Milano dopo due stagioni lontano dall'Italia e sta completando l'inserimento nelle rotazioni. La concorrenza in mediana è alta, ma i prossimi impegni offriranno al tecnico più occasioni per distribuire i minuti.
Cosa può cambiare a gennaio
Stankovic aveva scelto di restare in nerazzurro durante l'estate per giocarsi le proprie possibilità. Il piano resta legato alla crescita del minutaggio nelle prossime settimane, con il primo vero punto della situazione atteso verso gennaio.
Se lo spazio dovesse restare limitato, il prestito diventerebbe una soluzione per garantirgli continuità nella seconda parte della stagione. Il club manterrebbe così il controllo di un giocatore sotto contratto fino al 2031, affidandogli allo stesso tempo i minuti necessari alla crescita. La situazione dipende quindi dalle scelte di Chivu: più spazio consoliderebbe il serbo come alternativa interna in regia, un impiego ancora ridotto aprirebbe alla soluzione temporanea.
Il rinnovo di Calhanoglu nell'agenda di Baccin
Al centro della programmazione resta il regista turco, il cui contratto scade nel giugno 2027. Il centrocampista continua a essere il riferimento davanti alla difesa, mentre la società ha iniziato a lavorare sul suo futuro contrattuale.
Il dossier rientrerebbe ora tra quelli seguiti da Dario Baccin, con i primi contatti avviati con l'entourage del giocatore. Il rinnovo diventa così uno dei passaggi che definiranno le future gerarchie della mediana.

Romano entra nei radar nerazzurri
Tra i profili osservati c'è Alessandro Romano, centrocampista classe 2006 del Cagliari. Un osservatore dell'Inter lo avrebbe seguito dal vivo durante la sfida contro l'Atalanta, insieme al giovane Paul Mendy.
Mancino, il ragazzo nasce come regista e può essere impiegato anche da mezzala. È arrivato in Sardegna dalla Roma in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni sportive. Nel settore giovanile giallorosso aveva raccolto 63 presenze, 11 gol e 5 assist tra Primavera 1 e Coppa Italia di categoria, mentre nella seconda parte della scorsa stagione ha disputato 19 partite con un assist allo Spezia in Serie B.
A Cagliari ha trovato subito spazio e continuità, con Fabio Pisacane che ne ha sottolineato pubblicamente il potenziale: «Ho un gioiello tra le mani e ho una grande responsabilità». Il dossier resta comunque nella fase di osservazione, senza offerte o trattative avanzate.
Tre dossier per la futura regia
Le situazioni dei tre centrocampisti raccontano livelli differenti della programmazione. Calhanoglu resta il titolare e il club lavora sul suo futuro contrattuale; Stankovic è già un patrimonio nerazzurro fino al 2031, ma deve trasformare i primi 15 minuti stagionali in uno spazio più consistente; Romano rappresenta un profilo esterno da studiare in prospettiva.
Gennaio sarà il primo passaggio importante soprattutto per il serbo, perché il suo minutaggio determinerà se proseguire il percorso a Milano o cercare continuità altrove. Nel frattempo Baccin può muoversi su tre fronti contemporaneamente, ed è da queste situazioni che comincia a prendere forma la strategia per il futuro della regia.






