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FIFA, Tashima sfida Infantino: il primo giapponese in corsa per la presidenza

DiRedazione Settecalcio·Pubblicato

La JFA lo sostiene all'unanimità, ma la confederazione asiatica sta con Infantino. Le firme vanno trovate entro il 18 novembre.

FIFA, Tashima sfida Infantino: il primo giapponese in corsa per la presidenza
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La corsa alla presidenza della FIFA ha uno sfidante. Kozo Tashima, presidente onorario della Japan Football Association, 68 anni e membro del Consiglio FIFA dal 2015, ha annunciato a Tokyo la propria candidatura contro Gianni Infantino, subito dopo che i 14 membri del consiglio direttivo della federazione giapponese hanno deciso all'unanimità di sostenerlo. È la prima volta nella storia che un giapponese corre per la guida del calcio mondiale.

La candidatura pesa anche per il contesto: Tashima è il primo sfidante di peso a mettersi di traverso a una rielezione che rischiava di arrivare senza una vera sfida. Ora la partita si sposta sul calendario. Le candidature si chiudono il 18 novembre.

Il nodo delle firme

L'annuncio da solo non basta. Per entrare ufficialmente in corsa, Tashima deve presentare il sostegno formale di cinque delle 211 federazioni affiliate alla FIFA, e ogni federazione può appoggiare un solo candidato. Quella giapponese è la prima: ne servono altre quattro, e al momento dell'annuncio non c'erano impegni già presi.

Superato questo passaggio, toccherà alla verifica di idoneità, affidata a una commissione di tre membri nominata dalla FIFA. Tra i requisiti controllati c'è un ruolo attivo nel calcio in almeno due degli ultimi cinque anni. Il voto si terrà il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco, durante il 77° Congresso FIFA.

Il caso Balogun e la governance

Tashima ha spiegato di aver preso la decisione la settimana scorsa, dopo essersi consultato con l'attuale presidente della JFA, Tsuneyasu Miyamoto: "Al momento non si vede nessuno in grado di opporsi a Infantino. In una situazione del genere, la cosa peggiore è che resti al suo posto senza un'elezione. Credo che sia in gioco la capacità della FIFA di correggersi da sola".

Tra i nodi sollevati c'è il caso di Folarin Balogun. Al Mondiale di quest'estate la commissione disciplinare della FIFA ha sospeso per un anno, con la condizionale, la squalifica automatica dell'attaccante statunitense dopo l'espulsione, permettendogli di giocare gli ottavi contro il Belgio. La decisione è arrivata dopo che Donald Trump aveva telefonato a Infantino chiedendo una revisione del provvedimento.

Per Tashima la questione non è solo disciplinare: è motivo di grande rammarico che "altre forze" abbiano influito su ciò che accade in campo, proprio nello sport, che deve difendere la propria integrità. Nel mirino c'è anche il metodo di costruzione del consenso: "Dire 'ricevono 25 milioni di dollari a testa e sono contenti, quindi votano Infantino' è sbagliato dal punto di vista della governance".

Gli equilibri continentali

Il nodo politico è tutto asiatico. Il 23 ottobre, proprio a Tokyo, il congresso straordinario della Asian Football Confederation ha garantito pieno sostegno a Infantino per un nuovo mandato. La svolta porta la firma del presidente dell'AFC, lo sceicco Salman bin Ibrahim Al Khalifa: ad agosto la confederazione asiatica, insieme a UEFA e CONCACAF, aveva accusato Infantino di una "violazione fondamentale della fiducia".

Tashima ha raccontato di aver detto direttamente a Salman di non poter sostenere Infantino e conta sulle proprie relazioni nel continente: "In Asia ho molti conoscenti". Il passaggio misura bene la difficoltà della sua corsa, che parte senza l'appoggio della confederazione di casa.

Sul fronte opposto c'è la UEFA, che guida lo schieramento critico ma non ha ancora presentato un proprio candidato. Il 19 ottobre l'organismo europeo ha inviato alla FIFA una lettera su 42 temi legati alla presidenza Infantino, con risposta richiesta entro il 2 novembre. Il segretario generale Mattias Grafström ha poi invitato i membri del Consiglio a consultare a Zurigo i documenti sulla FIFA Forward Enterprise, la società valutata 20 miliardi di dollari che avrebbe aperto agli investitori privati il business dei Mondiali, progetto abbandonato in estate dopo la minaccia europea di boicottaggio.

Il quadro dei pretendenti non si esaurisce qui. Ha già annunciato la propria intenzione di correre anche l'ex difensore svizzero Ramon Vega, passato in carriera dal Tottenham.

Il precedente del 2016

Infantino guida la FIFA dal 2016, quando batté proprio Salman al secondo turno con 115 voti contro 88. Nel 2019 a Parigi e nel 2023 a Kigali è stato confermato per acclamazione, senza avversari.

Ora il presidente punta al quarto mandato. A metà ottobre si è scusato davanti al Consiglio per gli "errori" commessi, sostiene di avere dalla sua la stragrande maggioranza delle federazioni e ha annunciato che dal 1° gennaio 2027 ognuna riceverà 25 milioni di dollari, contro il milione ogni quattro anni di prima del suo arrivo.

Profilo e carriera

Nato a Kumamoto nel 1957, Tashima è arrivato in nazionale da studente dell'Università di Tsukuba, collezionando sette presenze e un gol, prima di vestire la maglia del Furukawa Electric. Ha studiato all'Università dello Sport di Colonia, in Germania, per diventare allenatore e ha guidato la nazionale Under 17 in un Mondiale di categoria.

In federazione è stato responsabile tecnico, segretario generale e vicepresidente, fino al 2016. Quell'anno ha vinto con 40 voti contro 34 la prima elezione contesa nella storia della JFA, restando presidente fino al 2024.

La candidatura arriva dopo un'altra scossa interna alla federazione giapponese. Il 24 ottobre Takeshi Okada, ex commissario tecnico del Giappone e vicepresidente federale dal 2016, si è dimesso parlando di "una grande distanza" tra la gestione del Mondiale di quest'estate e le proprie convinzioni.

Integrità e prossime tappe

Tashima ha impostato la corsa più sui valori che sui numeri: "Sono grato di poter fare questo annuncio con il pieno sostegno della Japan Football Association. Non è una questione di vincere o perdere, ma di comunicare chiaramente al mondo l'onestà, la solidità e l'integrità che il calcio giapponese ha costruito fino a oggi".

Il primo verdetto arriverà entro il 18 novembre, con la conta delle federazioni pronte a firmare per lui. Poi toccherà alla verifica di idoneità e, a marzo, al voto di Rabat.

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