Due partite ufficiali, due gol e un assist. Adin Licina non avrebbe potuto presentarsi meglio alla Cremonese. Il talento classe 2007, di proprietà della Juventus, ha lasciato subito il segno e sta confermando lontano da Torino le qualità che avevano convinto il club bianconero a investire su di lui.
Arrivato in prestito secco per misurarsi con la Serie B, Licina ha avuto un impatto immediato. Prima il gol in Coppa Italia contro il Parma, poi un'altra prestazione da protagonista all'esordio in campionato contro il Padova.
La Juventus, naturalmente, osserva con grande interesse.
Il debutto contro il Parma è da applausi
Licina è arrivato alla Cremonese pochi giorni prima della sfida di Coppa Italia contro il Parma, ma Fabio Pecchia non ha avuto esitazioni nel lanciarlo subito titolare.
La risposta del giovane talento è stata quella che ogni allenatore vorrebbe ricevere da un nuovo acquisto.
Triangolazione rapida con Berti e poi un delizioso pallonetto mancino sul portiere in uscita. Una giocata di qualità, personalità e tecnica che ha immediatamente acceso i riflettori sul classe 2007.
Poteva essere semplicemente un ottimo debutto. Invece Licina ha deciso di concedere il bis.
Contro il Padova arriva anche l'assist
All'esordio in Serie B contro il Padova, infatti, il giovane bianconero ha confermato quanto mostrato pochi giorni prima.
Prima l'assist per Bonazzoli, poi il gol personale. Anche in questo caso la rete racconta bene le caratteristiche del giocatore: Licina ha saltato il portiere con un elegante tocco di suola prima di depositare il pallone in porta.
Due gare ufficiali e tre partecipazioni dirette al gol.
Un biglietto da visita importante per un ragazzo appena entrato in un nuovo ambiente e chiamato a confrontarsi con il calcio professionistico a un livello superiore rispetto alla sua precedente esperienza.
Pecchia: «È un talento naturale»
Le prime prestazioni hanno inevitabilmente attirato anche le parole di Fabio Pecchia.
Il tecnico della Cremonese ha definito Licina un «talento naturale», sottolineando però contemporaneamente un aspetto fondamentale per la sua crescita: la necessità di giocare con continuità per scoprire fino in fondo i propri mezzi.
Ed è proprio questo il senso dell'operazione realizzata dalla Juventus.
Il club bianconero ha scelto di non cedere definitivamente il giocatore, ma di mandarlo in prestito secco per permettergli di giocare e confrontarsi con un calcio più competitivo.
La Juventus lo aveva già messo nel mirino
La storia di Licina parte dalla Germania. Nato da origini montenegrine, il classe 2007 è cresciuto nel settore giovanile del Bayern Monaco.
Le sue qualità avevano attirato già nella stagione precedente l'interesse di diversi club importanti: Ajax, Benfica, Milan, Borussia Dortmund e Juventus.
I bianconeri sono riusciti a portarlo a Torino a gennaio, aggregandolo rapidamente alla Next Gen con l'obiettivo di favorire il passaggio dal calcio giovanile a quello professionistico.
Un percorso evidentemente seguito con grande attenzione dalla società.
Un mancino che ama partire da destra
Licina ha caratteristiche tecniche particolarmente interessanti.
È un mancino che può partire dalla destra per poi accentrarsi, sfruttando la capacità di saltare l'uomo e creare superiorità numerica.
Sa muoversi tra le linee e possiede tecnica e inventiva per trovare la giocata nell'ultimo terzo di campo.
Le prime due partite alla Cremonese hanno mostrato proprio questa capacità di incidere negli ultimi metri, con tre azioni decisive tra gol e assist.
Spalletti lo aveva già promosso
Il talento di Licina non era rimasto inosservato nemmeno durante il precampionato con la prima squadra della Juventus.
Spalletti aveva espresso grande considerazione nei confronti del giovane, confermando come il club fosse consapevole delle sue potenzialità.
Poi è arrivato anche l'interesse del Napoli, che avrebbe voluto acquistare il giocatore a titolo definitivo.
La Juventus ha però scelto di respingere l'interesse e continuare a puntare sul classe 2007.
Contratto fino al 2029 e futuro tutto da scrivere
Il contratto fino al 2029 rappresenta un altro elemento importante della strategia bianconera.
Licina è stato mandato a giocare, ma senza perdere il controllo sul suo futuro. Una scelta coerente con l'obiettivo di far maturare il talento attraverso un'esperienza concreta nel calcio professionistico.
La Cremonese può quindi diventare una tappa fondamentale della sua crescita.
La Serie B gli permette di confrontarsi con un calcio più adulto, fisico e competitivo, mentre la Juventus può monitorarne da vicino l'evoluzione.
La Next Gen cerca un nuovo gioiello
Il progetto della seconda squadra bianconera ha già permesso a diversi giovani di avvicinarsi al calcio dei grandi.
Adesso la Juventus guarda a una nuova generazione di talenti e Licina rappresenta uno dei profili sui quali il club ha deciso di investire maggiormente.
È ancora presto per stabilire quale sarà il suo percorso definitivo, ma l'inizio a Cremona è stato semplicemente impossibile da ignorare.
Due gol e un assist nelle prime due gare ufficiali sono numeri che parlano da soli.
La Juventus osserva, la Cremonese se lo gode e Adin Licina continua a mandare segnali. Il prossimo gioiello bianconero potrebbe aver già cominciato a brillare.







