Giorgi Kvernadze non è arrivato in Italia soltanto perché lo aveva consigliato Khvicha Kvaratskhelia. Il talento georgiano del Frosinone sta dimostrando sul campo di avere qualità proprie, diventando una delle sorprese più interessanti del campionato. Dribbling, accelerazioni e capacità di saltare l'uomo sono ormai il suo marchio di fabbrica.
Un legame nato in Georgia
Il rapporto con Kvara, però, resta un elemento centrale della sua storia. I due sono cresciuti insieme nella Dinamo Batumi e hanno mantenuto un'amicizia molto forte anche dopo aver intrapreso strade diverse. Kvaratskhelia, due anni più grande, aveva consigliato all'amico di provare l'esperienza italiana.
La traiettoria dei due talenti presenta diverse similitudini. Entrambi hanno lasciato la Georgia per approdare in Serie A dopo essere passati dalla Dinamo Batumi, affrontando inizialmente un calcio completamente diverso. Kvara arrivò nel 2022 per diventare il riferimento offensivo del Napoli dopo l'addio di Insigne.
Kvernadze ha seguito quella stessa rotta un anno più tardi. Il Frosinone, appena promosso in Serie A, decise di puntare su di lui attraverso un prestito con diritto di riscatto fissato a 900 mila euro. La prima stagione italiana non fu semplice, con poco spazio a disposizione, ma i lampi del suo talento convinsero comunque la società a investire sul giocatore.
Il Frosinone ci ha visto lungo
Nel giugno 2024 il club gialloazzurro completò infatti l'acquisto a titolo definitivo, riuscendo a ottenere anche un'importante riduzione della cifra inizialmente prevista. Appena 300 mila euro per assicurarsi l'esterno georgiano. Un'operazione che oggi assume un valore completamente diverso alla luce della crescita del numero 17.
Kvernadze ha infatti cambiato passo. Nelle ultime quattro giornate ha realizzato tre gol e fornito un assist, contribuendo in maniera determinante ai dieci punti conquistati dal Frosinone. A questi numeri vanno aggiunti i due gol e il passaggio vincente messi a referto in Coppa Italia.
Una continuità che ha trasformato rapidamente il georgiano in uno dei giocatori più apprezzati anche dai fantallenatori. Il suo rendimento offensivo, unito alla capacità di creare superiorità numerica, lo ha reso una presenza costante nelle attenzioni del pubblico e dei social.
La svolta firmata Max Alvini
Dietro l'esplosione di Kvernadze c'è anche il lavoro di Max Alvini. Con l'arrivo del tecnico toscano sulla panchina del Frosinone, il georgiano ha trovato maggiore continuità e soprattutto la fiducia necessaria per esprimere con regolarità le proprie qualità.
I numeri della passata stagione avevano già lasciato intravedere il potenziale: cinque reti e altrettanti assist nella cavalcata che ha riportato il Frosinone in Serie A. Il rendimento attuale lascia pensare che quei numeri possano essere superati rapidamente.
L'obiettivo dichiarato dal rendimento, più che dalle parole, è ormai la doppia cifra. Se dovesse raggiungerla, il valore del giocatore crescerebbe ulteriormente e con esso anche l'interesse dei club pronti a inserirsi nelle prossime trattative live.
Premier League e Napoli osservano
Il nome di Kvernadze ha già iniziato a circolare oltre i confini italiani. Dalla Premier League sono arrivati i primi interessamenti, con l'Hull City indicato tra le società che potrebbero valutare un affondo già a gennaio.
Anche il Napoli ha mandato segnali di attenzione. Durante Frosinone-Como, infatti, era presente allo Stirpe uno scout azzurro. Un dettaglio che alimenta inevitabilmente il collegamento con la storia di Kvaratskhelia, anche considerando che l'agente di Kvernadze è Mamuka Jugeli, lo stesso procuratore di Kvara.
Il calciomercato potrebbe dunque riportare il georgiano sotto i riflettori dei grandi club, ma il Frosinone difficilmente vorrà privarsi a stagione in corso di uno dei suoi uomini più importanti. Prima di pensare al futuro, Kvernadze ha un obiettivo preciso: continuare a trascinare la squadra.
Da “mini-Kvara” a protagonista
All'inizio della sua esperienza italiana veniva definito “mini-Kvara”, quasi inevitabilmente accostato all'amico e connazionale più famoso. Oggi il percorso sembra però prendere una direzione diversa: Kvernadze sta costruendo una propria identità, fatta di numeri, prestazioni e responsabilità.
La crescita è stata rapida e potrebbe non essere ancora arrivata al punto massimo. Prima viene il Frosinone, poi eventualmente arriveranno le grandi opportunità. Sarà l'agente Jugeli a gestire il prossimo passo, mentre Giorgi dovrà continuare a fare ciò che gli riesce meglio: saltare l'uomo, creare occasioni e incidere sulle partite.
La sfida con Kvaratskhelia, magari un giorno anche sul palcoscenico della Champions League, resta per ora un'ipotesi affascinante. Il presente racconta però già qualcosa di molto concreto: il “mini-Kvara” non è più soltanto una promessa georgiana. È diventato un talento capace di camminare con le proprie gambe.







