La Juventus allarga il progetto di riorganizzazione dello scouting. Il lavoro non riguarderebbe più soltanto l'inserimento di un nuovo specialista: il club starebbe valutando più figure operative per il settore giovanile, con una rete capillare in Italia e all'estero e un'attenzione che arriva già alle categorie U15 e U16.
È qui che cambia la prospettiva. Individuare un giocatore prima della sua esplosione consente di inserirlo nel percorso di crescita interno e costruirne il valore, evitando in alcuni casi di entrare anni dopo in un mercato molto più costoso e competitivo.
Da un nuovo scout a una rete più ampia
A fine agosto il rafforzamento dell'area ruotava soprattutto attorno all'inserimento di un profilo. Tra i nomi valutati sono emersi Davide Cangini, Enrico Paresce e Michele Fratini.
Ora il progetto si estenderebbe al settore giovanile, con più figure operative incaricate di osservare il territorio e rafforzare la ricerca dei prospetti in Italia e all'estero. Il principio è anticipare la concorrenza: individuare i giocatori nei diversi ruoli quando sono ancora nelle prime fasi del percorso e accompagnare i migliori verso le categorie superiori.
Più spazio competitivo per U15 e U16
La nuova esigenza coincide con una stagione particolare per il vivaio. Nel 2026/27 le squadre Under 15 e Under 16 partecipano sia al Campionato Nazionale Serie A sia al Campionato Nazionale Serie C, scelta che aumenta le occasioni di gioco e permette di distribuire più minuti tra i ragazzi delle due rose.
Non è solo una questione di calendario: più partite significano più contesti competitivi in cui valutare i giovani, ma richiedono anche continuità nel lavoro di selezione e sviluppo. Il rafforzamento dello scouting si inserisce proprio in questo quadro.
Il mercato comincia prima
La conseguenza più significativa riguarda il mercato. Un talento che arriva a 20 o 21 anni dopo essersi già imposto nel calcio professionistico ha normalmente una valutazione e una concorrenza superiori rispetto a quando era ancora nel settore giovanile.
Lo scouting precoce permette di anticipare quel momento, individuando il giocatore, inserendolo nella struttura e sviluppandone il valore all'interno del club. Accanto agli acquisti di calciatori già pronti, la Juventus potrebbe così aumentare il numero di profili formati internamente, con un vantaggio sportivo ed economico insieme.
Una rete territoriale già esistente
Il club dispone già di una base sulla quale sviluppare questo modello. Nella stagione 2026/27 la rete delle Juventus Academy conta 20 società: 14 tra Piemonte e Valle d'Aosta e altre 6 nel resto d'Italia.
L'Area Scouting fa parte del sistema che collega la società alle realtà territoriali dell'Academy, quindi la struttura diffusa attraverso cui osservazione, formazione e sviluppo dialogano è già presente. L'inserimento di ulteriori figure operative rafforzerebbe quella capillarità.
Da Scaglia a Chiellini, la filiera è definita
Anche l'organizzazione del settore giovanile segue una struttura precisa. Massimiliano Scaglia è Head of Academy e guida l'area dall'Under 17 all'Under 7, mentre Claudio Chiellini, Head of Next Gen Area con accordo fino al 2028, ha responsabilità anche sulle squadre Under 20 e Under 18.
La filiera bianconera è quindi riconoscibile: scouting, Academy, U15 e U16, poi U17, U18 e U20, quindi Next Gen e prima squadra. La Next Gen rappresenta il passaggio verso il professionismo, mentre le categorie precedenti servono a individuare, selezionare e preparare i giocatori prima di quel salto.
Una ricerca già estesa oltre i confini
La dimensione internazionale fa parte del metodo. Chiellini ha spiegato nei mesi scorsi che la struttura scouting lavora sia in Italia sia all'estero, con osservatori impegnati settimanalmente nel monitoraggio dei giocatori.
La valutazione non riguarda esclusivamente le qualità tecniche. Il club approfondisce anche gli aspetti personali e caratteriali dei ragazzi, dalla mentalità alla volontà di migliorarsi, prima di portarli nella propria struttura.
Il vantaggio si sposta sulla scoperta
La trasformazione non riguarda soltanto il numero degli scout, ma il momento in cui la Juventus vuole intercettare il talento. Portare la ricerca fino alle fasce U15 e U16 significa osservare un giocatore prima dell'esplosione, accompagnarlo attraverso Academy e categorie nazionali e offrirgli poi il passaggio della Next Gen.
È qui che il nuovo modello può incidere anche sulla costruzione futura della prima squadra. Più talenti entrano presto nella filiera, maggiori sono le possibilità di produrre internamente giocatori pronti o asset di valore, spostando una parte della competizione dal momento dell'acquisto a quello della scoperta.






