Gerry Cardinale ha seguito direttamente le prime settimane del nuovo corso, promuovendo risorse già presenti nel club dopo la profonda riorganizzazione seguita alla mancata qualificazione alla Champions League. Ma la proprietà sa che serve un dirigente con competenze specifiche per supervisionare l'area sportiva e fare da collegamento con l'allenatore.
Amorim ha già mostrato capacità di adattamento
La gara contro il Lecce ha rappresentato un passaggio interessante nella gestione di Amorim. Il tecnico ha modificato l'assetto durante la partita, passando a un 4-2-3-1 che nella fase difensiva si trasformava in un 4-4-2.
Una scelta che evidenzia la disponibilità del portoghese ad adattare le proprie idee alle caratteristiche della rosa. Lo stesso allenatore ha riconosciuto che l'organico non risponde ancora completamente alle sue necessità, lasciando così aperta la prospettiva di nuovi interventi quando tornerà il calciomercato.
Un dirigente per affiancare il tecnico
La figura ricercata dal Milan non dovrebbe limitarsi alle operazioni di mercato. L'obiettivo è individuare un dirigente in grado di osservare il lavoro quotidiano sul campo, confrontarsi con Amorim sulle scelte e contribuire alla gestione dello spogliatoio.
Cardinale può garantire presenza e attenzione alle dinamiche societarie, ma non può svolgere il lavoro di un dirigente con una specifica esperienza tecnica. Da qui nasce l'esigenza di completare l'organigramma con un profilo che conosca in profondità il calcio giocato.
Il caso Modric fa riflettere
La gestione di Luka Modric viene indicata come uno degli episodi che hanno evidenziato la necessità di una figura intermedia tra allenatore e squadra. Il croato è stato sostituito all'intervallo nella sfida contro la Lazio e poi è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti contro il Benfica.
Modric possiede esperienza e personalità sufficienti per affrontare situazioni di questo tipo, ma non tutti i componenti di una rosa hanno le stesse caratteristiche. Per questo il Milan valuta l'inserimento di un dirigente che possa contribuire anche alla gestione delle dinamiche interne al gruppo.
Krösche resta il nome più accreditato
Nonostante le smentite arrivate da Casa Milan, Markus Krösche continua a essere indicato come il candidato più accreditato per la posizione. Il dirigente è attualmente legato all'Eintracht Francoforte con un contratto fino al 2028, ma in Germania sono convinti che il suo ciclo possa essere vicino alla conclusione.
Nel suo percorso professionale figurano la semifinale di Champions League raggiunta con il Lipsia e la vittoria dell'Europa League con l'Eintracht. Un curriculum accompagnato da numerose operazioni di mercato che hanno contribuito alla sua reputazione nel panorama europeo.
Boto e Özek completano la lista
Tra gli altri profili valutati c'è José Boto, portoghese alla guida dell'area tecnica del Flamengo. La sua candidatura presenta anche un elemento di conoscenza diretta di Amorim, che Boto ha avuto modo di conoscere ai tempi del Benfica.
Nella lista viene indicato anche Devin Özek, rimasto libero dopo la conclusione dell'esperienza al Fenerbahçe. Il suo nome è legato al lavoro svolto nel Bayer Leverkusen capace di conquistare Bundesliga e Coppa di Germania.
Ausilio, un'ipotesi difficile
Il casting comprende infine Piero Ausilio. Per esperienza e conoscenza del calcio italiano sarebbe un profilo di grande interesse, ma i 28 anni trascorsi all'Inter rendono particolarmente complessa se non impossibile questa eventualità.
Il Milan continua quindi a muoversi senza ufficializzare la scelta. Krösche resta in pole, ma non è l'unico nome sul tavolo: Boto, Özek e Ausilio rappresentano altre possibilità mentre la società lavora per definire il nuovo assetto dell'area tecnica.







