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Mondiale, Messi leggendario: ribalta l'Egitto e fa bye bye a Ronaldo

DiStefano Bagliani·Pubblicato
Mondiale, Messi leggendario: ribalta l'Egitto e fa bye bye a Ronaldo
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La leggenda eterna del calcio mondiale ha scritto l'ennesima pagina di pura onnipotenza sportiva in una notte che sembrava sancire la fine di un'era. Quando il destino appariva ormai segnato, il Re del calcio ha deciso di cambiare il corso della storia.

A undici minuti dal novantesimo l'Argentina si trovava sotto di due reti contro un Egitto faraonico e straripante. In quel preciso istante si è consumato il definitivo distacco tra il fuoriclasse di Rosario e il suo storico rivale portoghese.

Il miracolo in undici minuti e il congedo da Cristiano Ronaldo

Fino al minuto settantanove la prestazione del dieci era stata spettrale, condizionata dal quarto rigore fallito su otto calciati nella storia della competizione. L'eliminazione sembrava ormai certa, firmata dal gol dell'egiziano Zico, un nome sinistro per il popolo argentino.

Mentre Cristiano Ronaldo aveva salutato il torneo il lunedì precedente dopo la sconfitta contro la Spagna, l'argentino ha invece scelto di non arrendersi. Ha idealmente salutato il rivale, decidendo di prolungare la sua immensa favola sul palcoscenico più importante.

In appena undici minuti d'amore puro per il gioco, il capitano ha letteralmente miracolato i campioni del mondo in carica. Ha prima mandato in porta Romero per la rete della speranza, poi ha regalato un assist d'oro sprecato da Lautaro.

Il pareggio è arrivato grazie alla sua firma d'autore, che ha sancito il ventunesimo gol personale nella storia della rassegna iridata. Poco dopo, una sua nuova intuizione ha ispirato la decisiva rete del tre a due siglata da Enzo Fernandez.

Il significato del trionfo e il paragone letterario

La partita si è chiusa con il capitano in lacrime, ma a differenza del rivale di Lisbona, le sue erano lacrime di pura gioia. A trentanove anni compiuti, il fuoriclasse ha spremuto ancora una volta il proprio cuore per evitare un'uscita di scena dolorosa.

Il finale epico richiama alla mente le pagine del romanzo Undici minuti di Paulo, dove si descrive la durata temporale di un atto passionale. Il numero dieci ha fatto esattamente questo, travolgendo l'avversario con un impeto agonistico mai visto prima.

Molti critici lo vedevano già calcisticamente tumulato all'interno di una piramide egizia dopo l'inizio shock della partita. Questa reazione d'orgoglio dimostra invece una longevità sportiva che appartiene soltanto ai più grandi personaggi della storia dell'umanità.

L'Argentina prosegue così il suo cammino grazie alla forza del suo leader assoluto, capace di trascinare il gruppo oltre ogni limite. Il capitano è pronto a regnare ancora a lungo sul calcio internazionale, proprio come fece Ramses II detto il Grande.

Le prospettive per l'Argentina e l'eredità del dieci

La straordinaria rimonta contro gli egiziani regala nuova linfa vitale e una consapevolezza infinita a tutto l'ambiente dell'Albiceleste. La squadra ha compreso di poter contare su un faro calcistico in grado di risolvere le situazioni più intricate.

Il prossimo turno metterà nuovamente alla prova la tenuta fisica e mentale del gruppo guidato in campo dal suo uomo simbolo. Gli avversari dovranno fare i conti con un giocatore rigenerato e spinto dal desiderio di vincere ancora.

La leggenda del calcio non ha alcuna intenzione di abdicare e punta dritto verso il traguardo più glorioso. Il cammino del dieci continua, mentre il mondo intero si inchina davanti all'ennesima dimostrazione di classe e immortalità sportiva.

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Autore

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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