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Bologna, qualità, velocità e difesa a tre: così riparte Palladino

DiStefano Bagliani·Pubblicato

È iniziata la nuova avventura di Raffaele Palladino sulla panchina del Bologna. Il tecnico, che ha firmato fino al 2029, ha subito indicato alcune direttrici precise: rapidità, qualità e ricerca di una fase offensiva veloce, con la possibile difesa a tre sullo sfondo.

Bologna, qualità, velocità e difesa a tre: così riparte Palladino
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Raffaele Palladino è entrato ieri mattina al Centro Tecnico intorno alle 11.30, rimanendo a Casteldebole fino a tarda sera. Una giornata dedicata alla conoscenza dell'ambiente, della squadra e dello staff, prima del primo allenamento fissato alle 16. Da lì sono emerse le prime indicazioni sul nuovo Bologna.

Palladino, subito rapidità e gioco offensivo

Il primo allenamento ha avuto come punti di riferimento rapidità, qualità e ricerca di una fase offensiva veloce. Indicazioni che sembrano segnare una discontinuità rispetto al Bologna di Domenico Tedesco, descritto come troppo compassato nella gestione delle situazioni offensive.

Tra i concetti emersi c'è quello dell'uomo su uomo, una parola-chiave che potrebbe tradursi nella ricerca dei duelli già dalla prossima partita. Il Bologna affronterà il Torino sabato prossimo alle ore 15 e Palladino avrà quindi pochissimo tempo per trasmettere le proprie idee.

Il drone e l'analisi del lavoro

Durante la giornata non è mancato il lavoro di analisi. Il drone ha seguito l'allenamento, fornendo materiale utile per rivedere impostazioni e situazioni da correggere in vista dell'esordio.

L'obiettivo è intervenire rapidamente sulle mancanze evidenziate nella prima parte della stagione. Palladino ha così iniziato a lavorare su concetti immediatamente trasferibili alla squadra, senza perdere tempo in vista del prossimo appuntamento di campionato.

Due tocchi e palla profonda

Uno dei temi principali è stato il gioco veloce, con la ricerca dei due tocchi. L'idea è quella di ridurre i passaggi intermedi e aumentare la velocità della manovra, arrivando più rapidamente nella zona offensiva.

Nel Bologna di Tedesco, secondo quanto emerso dall'analisi del lavoro precedente, gli attaccanti esterni erano sollecitati con minore frequenza rispetto a quanto accadeva con Vincenzo Italiano. Palladino sembra invece voler aumentare la profondità e cercare la porta con maggiore immediatezza.

La fase offensiva dovrà quindi assumere un approccio più aggressivo, attraverso palloni profondi e una circolazione meno elaborata. Il principio del "giocare semplice" potrebbe diventare una delle condotte prioritarie del nuovo Bologna.

Qualità per armare gli attaccanti

Un altro termine utilizzato durante il primo lavoro sarebbe stato "qualità". La squadra ha perso alcuni giocatori qualitativi, ma il tasso tecnico resta tutt'altro che modesto.

Palladino è arrivato a Bologna anche perché ha intravisto nella qualità tecnica della rosa una possibilità concreta di costruire qualcosa di positivo. Il compito sarà quindi quello di mettere i giocatori offensivi nelle condizioni migliori per esprimersi.

Il Bologna dispone di elementi capaci di vedere la porta e l'obiettivo sarà "armarli", cercando di sfruttarne le caratteristiche attraverso una manovra più rapida. Tra le indicazioni emerse c'è stato anche un complimento a Roberto Piccoli.

La possibile difesa a tre

La novità tattica più interessante potrebbe però arrivare dalla fase difensiva. Palladino potrebbe aver provato la linea a tre, considerando la presenza in rosa di cinque centrali: Vitik, Heggem, Helland, Theate e Casale.

L'ipotesi della difesa a tre viene indicata come una possibilità concreta per l'inizio della nuova avventura. Non è ancora chiaro se l'eventuale sistema possa essere un 3-4-3 oppure un 3-4-2-1, ma l'idea della linea a tre sembra stuzzicare il tecnico fin dalle prime ore di lavoro.

Palladino, del resto, avrebbe già visto il Bologna dal vivo in tre occasioni. La prima è stata contro la Lazio alla prima giornata. Conosce quindi i giocatori della rosa e può partire da una conoscenza già maturata prima del suo insediamento.

Il nuovo staff di Palladino

A Casteldebole si è visto anche Claudio Marchisio, in veste di agente. Intanto Palladino dovrà costruire la propria ripartenza in appena tre giorni prima della sfida con il Torino.

Al suo fianco ci sarà uno staff composto da collaboratori già fidati. Gli ex Atalanta Citterio sarà il vice, Peluso collaboratore, mentre Corabi e Riva saranno i preparatori. Ramponi e Casella avranno il compito di occuparsi della match analysis.

Nel gruppo di lavoro figurano anche Bianchi, Sentimenti, Prandelli, Granato, Lobascio, Aiello e Onnivello. Un gruppo numeroso chiamato ad accompagnare Palladino nella nuova esperienza sulla panchina del Bologna.

Bologna, il primo obiettivo è cambiare ritmo

Il primo giorno del nuovo corso ha dunque lasciato indicazioni precise: vocazione offensiva, rapidità, qualità, direttive semplici e ricerca dei duelli. La possibile difesa a tre rappresenta invece il principale elemento tattico ancora da verificare.

Il tempo a disposizione è pochissimo e l'esordio contro il Torino è già all'orizzonte. Palladino dovrà trasferire rapidamente alla squadra i propri concetti, partendo da una richiesta molto chiara: giocare più velocemente, cercare la profondità e mettere nelle condizioni migliori i giocatori offensivi.

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Autore

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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