Il problema del Milan non riguarda soltanto lo 0-2 contro il Benfica. In cinque partite ufficiali la squadra di Ruben Amorim non ha ancora segnato una volta nel primo tempo, un dato che pesa sul nuovo progetto rossonero e che arriva inevitabilmente anche ai vertici del club guidato da Gerry Cardinale.
Quattro giornate di Serie A e l'esordio in Europa League hanno prodotto sempre lo stesso risultato parziale: zero reti nei primi 45 minuti. Finché la squadra riusciva a cambiare ritmo dopo l'intervallo il problema restava coperto dai risultati. Contro il Benfica, invece, la reazione non è bastata.
Cinque partite, cinque primi tempi senza gol
La serie è iniziata alla prima giornata contro il Torino. Lo 0-0 dell'intervallo è diventato 2-1 grazie alle reti di Alphadjo Cissè al 64' e Adrien Rabiot al 66'.
Contro il Venezia è successo ancora: 0-0 dopo 45 minuti, quindi Gonçalo Ramos al 69' e l'autorete di Halhal all'89' per il 2-0 finale. Neppure la trasferta contro la Juventus ha cambiato la tendenza, con il primo tempo senza reti e il gol di Cissè al 68' prima dell'1-1 di Gatti nel recupero.
Il dato è diventato più pesante contro la Lazio. I rossoneri sono andati negli spogliatoi sotto 2-0 dopo i gol di Cancellieri e Noslin; Amorim ha cambiato tre uomini all'intervallo e Diego Moreira, appena entrato, ha segnato due volte tra il 65' e il 67' riportando il risultato sul 2-2. Poi il Benfica: Lukébakio ha colpito al 16', Kaminski ha raddoppiato al 53' e stavolta il recupero non è arrivato.
Sette gol in campionato, tutti dopo il 45'
Il dato più netto arriva dalla Serie A. Il Milan ha segnato sette reti nelle prime quattro giornate e nessuna è arrivata prima dell'intervallo.
La differenza si vede anche nei risultati. Dopo 45 minuti i rossoneri avevano raccolto virtualmente tre pareggi contro Torino, Venezia e Juventus e una sconfitta con la Lazio; quelle stesse quattro partite hanno prodotto otto punti in classifica. La ripresa ha quindi aggiunto cinque punti al cammino della squadra.
Il peso delle correzioni dalla panchina
La tendenza non riguarda soltanto il momento dei gol. In più occasioni sono state proprio le mosse a partita in corso a cambiare le gare.
Contro il Torino Rabiot è entrato al 56' e ha segnato dieci minuti più tardi. Con il Venezia il vantaggio è arrivato dopo gli ingressi di Rabiot e Saelemaekers, mentre all'Allianz Stadium Cissè è entrato al 61' e ha segnato sette minuti dopo.
Il caso più evidente resta quello dell'Olimpico. Amorim ha inserito Musah, Pulisic e Moreira all'intervallo, trasformando una squadra dominata nei primi 45 minuti in quella capace di recuperare due gol. Contro il Benfica i cambi hanno nuovamente aumentato ritmo e pericolosità, senza però modificare il risultato.
L'ammissione del tecnico
Dopo lo 0-2 europeo l'allenatore non ha nascosto le difficoltà. «È la seconda di fila che nel primo tempo non siamo in partita», ha spiegato, riferendosi alle gare contro Lazio e Benfica.
Il tecnico ha indicato anche problemi più specifici: poche occasioni create, scarsa profondità e difficoltà nell'organizzazione quando viene perso il pallone. Contro il Benfica, in particolare, sono mancati gli attacchi alle spalle della difesa: senza movimenti in profondità, anche i giocatori tra le linee hanno trovato meno spazio.
Un dato che pesa anche sul progetto di Cardinale
Cinque partite non definiscono una stagione, ma la continuità del problema è ormai evidente. Il Milan costruito per tornare competitivo anche in Europa sta mostrando due versioni molto diverse della stessa squadra: una lenta e poco produttiva prima dell'intervallo, una più aggressiva dopo le correzioni.
Non è solo una curiosità statistica: il punto riguarda perché una rosa con tante soluzioni abbia bisogno così spesso di cambiare uomini o struttura prima di diventare pericolosa. Il Benfica ha tolto la rete di sicurezza che aveva protetto i rossoneri nelle prime giornate, e le prossime partite diranno quanto rapidamente Amorim riuscirà a correggere l'avvio delle gare.






