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Buonfiglio e l'out out a Malagò: la vicenda si scalda. Commissariamento?

DiStefano Bagliani·Pubblicato

Il caso del mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza della Figc entra in una fase decisiva. La Giunta Coni dovrà valutare le conclusioni del procuratore generale dello Sport Ugo Taucer e stabilire se ci siano state violazioni tali da giustificare ulteriori provvedimenti.

Buonfiglio e l'out out a Malagò: la vicenda si scalda. Commissariamento?
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La vicenda del mancato tesseramento di Giovanni Malagò prima della candidatura alla presidenza della Figc è arrivata sul tavolo della Giunta del Coni. Il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer ritiene che il tesseramento fosse un requisito necessario per la candidabilità, mentre la Procura federale e la Figc hanno sostenuto una diversa interpretazione della normativa.

Il documento di Buonfiglio e la posizione di Taucer

Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha presentato alla Giunta una relazione ricostruendo le tappe della vicenda, dall’ammissione della candidatura di Malagò fino alle conclusioni trasmesse da Taucer. Secondo il procuratore generale dello Sport, il possesso di un tesseramento valido deve rappresentare uno dei requisiti di candidabilità o eleggibilità per gli organi federali.

Nella sua valutazione, Taucer ha sostenuto che la Figc, pur avendo recepito formalmente i Principi fondamentali del Coni, non li avrebbe applicati concretamente nel caso specifico. Da qui il possibile profilo di violazione dell’ordinamento sportivo che ora deve essere esaminato dagli organi del Comitato olimpico.

La questione, però, non presenta una lettura univoca. La Procura federale guidata da Giuseppe Chinè aveva seguito una linea differente, arrivando a chiedere l’archiviazione del procedimento. Taucer aveva contestato quella impostazione e successivamente aveva assunto direttamente il fascicolo, archiviando la posizione personale di Malagò ma trasmettendo gli atti al Coni per gli eventuali profili riguardanti l'operato della Federazione.

Malagò interviene in Giunta

Alla riunione della Giunta era presente anche Malagò, in quanto membro del Cio. Dopo la relazione di Buonfiglio, il presidente della Figc ha avuto la possibilità di esporre la propria posizione e di integrare quanto contenuto nel documento presentato alla Giunta.

All’uscita dal Coni, Malagò ha mantenuto toni distesi: «Buonfiglio ha letto due pagine oggettive in Giunta che ho molto apprezzato, io ho solo integrato con delle mie considerazioni, non perché ci fossero cose non vere, ma ho aggiunto delle cose che magari mancavano».

Il punto sollevato da Malagò riguarda soprattutto la particolarità delle regole della Federcalcio. Nel materiale discusso in Giunta, secondo quanto riferito, non erano state approfondite in maniera completa le motivazioni della Procura federale e della Figc sulla necessità del tesseramento, mentre era stata evidenziata soprattutto la posizione espressa da Taucer.

La questione ruota anche intorno all'interpretazione dell'articolo 29, comma 1, che richiede di essere «in regola con il tesseramento». È proprio sull'interpretazione di questa disposizione e sul rapporto con gli altri requisiti previsti per la candidatura che si concentra una parte importante del confronto.

Buonfiglio: «Perseguiamo la certezza del diritto»

Il presidente del Coni ha escluso la possibilità di una decisione affrettata. Buonfiglio ha spiegato che saranno coinvolti giuristi esperti per valutare la questione sotto il profilo dell'ordinamento sportivo.

«Non abbiamo fretta, perseguiamo la certezza del diritto», ha dichiarato il numero uno del Coni, aggiungendo: «Sicuramente non sarò io a fare gli accertamenti, ci affideremo a giuristi di chiara fama».

Il passaggio è particolarmente importante perché la Giunta non è chiamata semplicemente a stabilire se Malagò fosse o meno tesserato. Il tema successivo riguarda infatti l'eventuale gravità della violazione e le conseguenze che, secondo le norme dell'ordinamento sportivo, potrebbero derivarne per la Federazione.

Buonfiglio ha parlato anche di una possibile «evidenziazione del malfunzionamento», spiegando la necessità di verificare il rispetto delle regole. «In un mondo in cui si sta un po’ allentando il rispetto per le regole, lo sport sta tenendo ancora duro. E quando parliamo degli esempi ai nostri giovani poi dobbiamo essere coerenti», ha detto il presidente del Coni.

Sul tavolo anche il commissariamento della Figc

Il punto più delicato riguarda adesso il possibile commissariamento della Figc. La normativa consente un intervento del Coni in presenza di gravi violazioni dell'ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi. Saranno quindi gli approfondimenti giuridici a dover chiarire se la vicenda rientri effettivamente in questo ambito.

Non si tratta dunque, al momento, di un commissariamento già deciso. La Giunta dovrà prima acquisire gli elementi necessari per valutare la natura e l'entità dell'eventuale violazione. Solo successivamente potrà essere presa in considerazione una proposta da sottoporre al Consiglio Nazionale del Coni.

Il presidente del Coni ha lasciato intendere che la questione viene considerata rilevante anche per il funzionamento della Federazione. «Quanto è dannoso tutto questo per la Figc? È un’altra goccia che si aggiunge a qualche altra goccia», ha affermato Buonfiglio.

La partita istituzionale, quindi, è ancora aperta. Da una parte c'è la posizione di Taucer, secondo cui il tesseramento rappresentava un requisito per la candidatura; dall'altra quella della Figc e della Procura federale, che hanno seguito una diversa interpretazione della disciplina. Il compito del Coni sarà ora quello di verificare quale lettura sia compatibile con l'ordinamento sportivo.

Una decisione ancora da costruire

Il caso Malagò entra così nella sua fase più delicata. La Giunta dovrà affidarsi agli approfondimenti di esperti di diritto sportivo prima di stabilire se esistano gli estremi per un intervento sulla Federcalcio.

Buonfiglio ha ribadito di voler mantenere separati i rapporti personali dalla valutazione istituzionale. Malagò, dal canto suo, ha difeso la posizione della Figc attraverso le osservazioni presentate durante la riunione, senza alzare i toni dello scontro.

Resta il fatto che il mancato tesseramento al momento della candidatura è diventato un caso istituzionale che coinvolge Coni, Figc e rispettive procure. La prossima fase sarà quindi soprattutto giuridica: dagli approfondimenti affidati agli esperti dipenderà la valutazione della presunta violazione e, successivamente, l'eventuale passaggio al Consiglio Nazionale del Coni per le decisioni di competenza.

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Autore

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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