La Roma torna su Jadon Sancho, ma stavolta cambia soprattutto il modo di impostare l'affare. L'inglese è ancora svincolato e arriva da una stagione in cui in Premier League ha raccolto 23 presenze, zero gol e due assist con l'Aston Villa.
Secondo le ultime informazioni di mercato, il direttore sportivo Tony D'Amico avrebbe riaperto i contatti per l'ex Manchester United, con i giallorossi al lavoro su un accordo legato alle partite effettivamente disputate. Non sono state indicate cifre per parte fissa, bonus e durata dell'intesa.
Le ragioni economiche della formula
Il punto centrale dell'operazione riguarda i costi. L'esterno può essere tesserato senza pagare il cartellino, ma arriva da una stagione molto meno produttiva rispetto agli anni migliori al Borussia Dortmund: nella Premier League 2025/26 ha totalizzato 23 presenze, nove da titolare, 875 minuti, zero gol e due assist.
Con il contratto a gettone il club potrebbe collegare il costo al reale utilizzo del giocatore e limitare la componente garantita dell'investimento. Il contrasto con il passato è netto: nel 2021 il Manchester United aveva investito 73 milioni di sterline per acquistarlo dal Dortmund, mentre oggi il classe 2000 è disponibile a parametro zero.
La strategia già annunciata da D'Amico
La pista si inserisce in un'impostazione che la Roma aveva anticipato dopo la chiusura del mercato. Il 2 settembre il direttore sportivo ha spiegato che la rosa è «leggermente corta» e che «un giocatore probabilmente manca», dopo una sessione estiva conclusa senza l'arrivo dell'esterno offensivo cercato.
Alla domanda sul mercato dei giocatori senza contratto il dirigente ha aggiunto: «Valutiamo quello che c'è tra gli svincolati, ma affronteremo il tutto un po' più avanti». Sancho rappresenta esattamente quel tipo di opportunità: un esterno ancora disponibile dopo la chiusura della sessione ordinaria e tesserabile senza trattare con un altro club.
Il tentativo dell'estate 2025
Quello attuale non è il primo approccio giallorosso. Nell'agosto 2025 la Roma aveva lavorato seriamente all'arrivo dell'inglese, raggiungendo un'intesa con il Manchester United sulla base di 19 milioni di euro più 5 di bonus.
A bloccare l'operazione era stato il mancato via libera del giocatore. La trattativa era così sfumata e Gian Piero Gasperini aveva commentato la vicenda con parole nette: «Non bisogna pregare mai nessuno». Dodici mesi dopo lo scenario è cambiato: non esiste più un cartellino da acquistare e le condizioni economiche possono essere negoziate direttamente con l'esterno.
Il limite legato alla Champions
La formula a gettone acquista ancora più senso considerando l'Europa. La List A della Champions League 2026/27 doveva essere consegnata entro le 23:59 del 2 settembre, quindi Sancho non può essere inserito adesso nell'elenco dei giocatori utilizzabili durante la league phase.
Un suo arrivo lo metterebbe immediatamente a disposizione per le competizioni nazionali, ma non per le otto partite della prima fase europea. La situazione potrà cambiare successivamente: prima della fase a eliminazione diretta i club possono registrare fino a tre nuovi giocatori entro il 4 febbraio 2027. Non è solo un dettaglio regolamentare: quel vincolo riduce le occasioni di impiego e rende leggibile una struttura contrattuale collegata alle presenze.
Un'aggiunta, non un intervento d'emergenza
Anche il momento della squadra cambia la prospettiva. La Roma ha iniziato il campionato con tre vittorie consecutive e ha battuto l'Atalanta 2-1 nell'ultimo turno, restando a punteggio pieno dopo tre giornate.
L'inglese servirebbe quindi a completare un reparto rimasto corto in una posizione specifica, non a correggere una crisi di risultati. Il contratto a gettone racconta proprio questa logica: prendere a parametro zero un giocatore che nel 2021 valeva 73 milioni di sterline, collegando però l'investimento al suo utilizzo dopo un'ultima Premier League chiusa con 23 presenze e zero gol.
Le prossime settimane diranno se i giallorossi decideranno di affondare sul mercato degli svincolati.






