Le polemiche non fermano la FIFA che ha avviato una procedura per valutare i benefici e le conseguenze di un possibile passaggio della Coppa del Mondo al formato con 64 squadre. Secondo documenti consultati da Reuters, l'organismo mondiale ha aperto una gara rivolta a società di ricerca e consulenza con tempi molto ristretti per analizzare il nuovo scenario.
FIFA, il progetto del Mondiale a 64 squadre prende forma
Il piano di espansione della Coppa del Mondo torna quindi al centro del dibattito internazionale. La FIFA starebbe considerando concretamente la possibilità di superare il formato attuale e introdurre un torneo con 64 Nazionali già a partire dall'edizione del 2030.
Il documento denominato "research brief" spiega che la federazione sta valutando "le implicazioni strategiche di una possibile espansione della Coppa del Mondo FIFA oltre il formato attuale". L'obiettivo dello studio sarà quello di analizzare l'impatto economico e sportivo della modifica, osservando il cambiamento attraverso l'intero ecosistema calcistico.
Le tempistiche indicate dalla FIFA sono particolarmente rapide. Le società interessate dovranno presentare le proprie proposte entro il 7 agosto, mentre il soggetto incaricato dello studio sarà scelto il 14 agosto. La consegna dell'analisi finale è prevista entro l'11 settembre, meno di un mese dopo l'affidamento dell'incarico.
Una tabella di marcia così accelerata lascia pensare alla possibilità che una decisione definitiva possa essere presa già nel corso del 2026, alimentando ulteriormente il confronto all'interno del calcio mondiale.
Il progetto arriva in un momento di forte tensione internazionale
La discussione sul Mondiale a 64 squadre si inserisce in una fase particolarmente delicata per la governance della FIFA. Nei giorni scorsi, infatti, erano emersi i piani di Gianni Infantino per la creazione di un nuovo veicolo commerciale dedicato agli asset della federazione e aperto agli investitori privati.
Questa proposta ha provocato una dura reazione da parte della UEFA, con le federazioni europee che hanno manifestato la propria contrarietà e ipotizzato anche il boicottaggio delle competizioni internazionali nel caso in cui il progetto non venisse accantonato.
La scelta della FIFA di procedere parallelamente con lo studio sull'espansione del Mondiale rischia quindi di aumentare le tensioni con le confederazioni continentali. Uefa, Acf e Concacaf si sono già espresse contro un ulteriore ampliamento del torneo, mentre la Conmebol ha mostrato maggiore apertura verso questa possibilità.
Il presidente della Confederazione sudamericana Alejandro Domínguez aveva infatti rilanciato pubblicamente l'idea dopo il Mondiale del 2026, considerandola una soluzione per garantire maggiore spazio alle federazioni e valorizzare la dimensione globale della competizione.
Ricavi, diritti televisivi e calendario: cosa analizzerà lo studio
Lo studio commissionato dalla FIFA dovrà concentrarsi soprattutto sugli aspetti economici del possibile nuovo formato. Tra gli elementi da valutare ci saranno i ricavi derivanti dalla biglietteria, dalle sponsorizzazioni e dalla vendita dei diritti audiovisivi.
Nel documento viene richiesto di individuare "i ricavi stimati da biglietteria, sponsorizzazioni e diritti media che verrebbero generati complessivamente e specificamente dal formato a 64 squadre".
L'analisi dovrà però andare oltre il semplice aspetto finanziario. La società incaricata dovrà infatti valutare anche le conseguenze sul calendario internazionale, sul benessere dei calciatori, sulla qualità del prodotto e sulla reazione dei diversi protagonisti del sistema calcio.
Un Mondiale con un numero maggiore di partecipanti avrebbe inevitabili conseguenze organizzative. Il numero di partite aumenterebbe e diventerebbe più complesso per un singolo Paese ospitare autonomamente la manifestazione.
Per questo motivo potrebbe crescere il ricorso a candidature congiunte tra più nazioni, come già accaduto per l'edizione 2030, che coinvolgerà territori appartenenti a continenti diversi.
Il Mondiale 2030 tra Europa, Africa e Sudamerica
La Coppa del Mondo del 2030 rappresenta già un'edizione particolare nella storia della competizione. Il torneo sarà organizzato principalmente da Spagna, Portogallo e Marocco, ma comprenderà anche alcune gare inaugurali in Argentina, Paraguay e Uruguay per celebrare il centenario del primo Mondiale disputato nel 1930.
L'eventuale passaggio a 64 squadre renderebbe ancora più complessa la gestione dell'evento. I sei Paesi coinvolti potrebbero infatti ospitare almeno un intero girone, ampliando ulteriormente la dimensione geografica della manifestazione.
La FIFA punta da tempo ad aumentare la portata globale della Coppa del Mondo, ma una nuova espansione dopo quella che porterà il torneo a 48 partecipanti nel 2026 rappresenterebbe un cambiamento molto rapido.
Dal 1998 al 2022 il Mondiale era rimasto stabile con 32 Nazionali partecipanti. Il nuovo formato a 48 squadre, introdotto nel 2026, rischierebbe quindi di avere una durata molto breve se venisse approvata un'altra modifica già per il 2030.
Le critiche sulla governance e il futuro del calcio mondiale
Uno degli aspetti più discussi riguarda proprio il metodo scelto dalla FIFA per valutare una trasformazione così importante. La rapidità dello studio richiesto alle società di consulenza ha sollevato dubbi sulla possibilità di un confronto approfondito con tutti gli attori coinvolti.
Secondo quanto ricostruito, le federazioni affiliate non sarebbero state informate preventivamente dell'apertura della gara, nonostante una modifica del formato della Coppa del Mondo avrebbe conseguenze significative dal punto di vista sportivo, economico e organizzativo.
All'inizio di luglio Gianni Infantino aveva dichiarato che l'espansione sarebbe stata "una questione che verrà esaminata e discussa nelle commissioni competenti dopo questo Mondiale". Tuttavia, nei vertici del calcio internazionale era già maturata la convinzione che il presidente della FIFA fosse favorevole al progetto.
La possibilità di un Mondiale a 64 squadre apre quindi un nuovo fronte di discussione nel calcio mondiale. Da una parte ci sono le prospettive di maggiori ricavi e di una competizione ancora più globale, dall'altra le preoccupazioni legate al calendario, alla sostenibilità per i giocatori e alla gestione della governance.
Il confronto tra FIFA e confederazioni continentali appare destinato a proseguire nei prossimi mesi. La decisione finale potrebbe rappresentare un passaggio storico per il futuro della Coppa del Mondo e per gli equilibri del calcio internazionale.







