Il Milan continua a cambiare sulla trequarti e Ruben Amorim non ha ancora trovato una soluzione definitiva. In cinque partite sono stati utilizzati sei giocatori e sperimentate cinque coppie diverse, senza che nessuna abbia finora convinto pienamente.
La squadra rossonera ha iniziato la stagione il 22 agosto contro il Torino e, secondo l’analisi proposta, invece di crescere sotto il profilo del gioco e dell’identità ha mostrato ancora diverse incertezze. I risultati non sono l’unico parametro: a preoccupare è soprattutto la ricerca di una fisionomia precisa.
Amorim cerca ancora la formula giusta
L’allenatore portoghese ha spiegato in più occasioni di voler provare tutti gli uomini a disposizione. La trequarti, però, rappresenta la zona più delicata, perché è da lì che deve arrivare la fantasia necessaria per creare occasioni negli ultimi sedici metri.
Il sistema prevede due giocatori alle spalle di Ramos, possibilmente a piede invertito. Una soluzione che dovrebbe favorire la capacità di saltare l’uomo e creare superiorità, ma che finora non ha prodotto automatismi convincenti.
Il primo punto fermo sembra destinato a essere Christian Pulisic. Una volta smaltiti definitivamente i postumi dell’infortunio, l’americano dovrebbe tornare stabilmente nell’undici titolare, con la possibilità di svariare su tutto il fronte offensivo.
Pulisic è la prima certezza
Contro la Lazio, a Roma, proprio da un suo movimento sulla destra è nato l’assist per Moreira. Un episodio che conferma una delle caratteristiche che Amorim cerca nei suoi trequartisti: la capacità di muoversi nello spazio e non limitarsi a ricevere il pallone sui piedi.
Il dubbio riguarda invece il giocatore che dovrà affiancarlo. Tra i mancini utilizzabili in quella posizione ci sono Rabiot e Hutchinson. Quest’ultimo, per il momento, non ha convinto pienamente, mentre Rabiot sembra trovarsi meglio qualche metro più indietro.
Il francese, in mezzo al traffico della trequarti, ha mostrato maggiori difficoltà rispetto alle situazioni nelle quali può partire da una posizione più arretrata. Amorim dovrà quindi valutare anche altre possibilità, compreso l’utilizzo di Moreira.
Loftus-Cheek e Cisse, la coppia più utilizzata
Nelle prime cinque partite sono state provate cinque coppie diverse. La più utilizzata è stata quella formata da Loftus-Cheek e dal giovane Cisse, schierati titolari tre volte contro Torino, Venezia e Lazio.
Il rendimento della coppia non è stato negativo, ma nemmeno sufficiente per trasformarla in una certezza. Loftus-Cheek appare ancora lontano dal rendimento mostrato ai tempi di Pioli, mentre Cisse rappresenta una delle sorprese di questo primo periodo, con due gol già realizzati.
Proprio per il giovane trequartista sarà importante evitare di caricare troppo presto il giocatore di responsabilità. Le qualità ci sono, ma il Milan ha bisogno di costruire intorno a lui un sistema che gli permetta di crescere senza affidargli tutto il peso della fase offensiva.
Le altre coppie non hanno convinto
Contro la Juventus è toccato a Rabiot e Saelemaekers. La soluzione non ha funzionato, soprattutto per quanto riguarda il belga. Saelemaekers, però, ha avuto un impatto diverso entrando dalla panchina contro il Venezia, quando ha fornito l’assist per il vantaggio di Ramos.
Contro il Benfica, invece, Amorim ha scelto dall’inizio Cisse e Hutchinson. Una coppia composta da un destro e un mancino, con caratteristiche per certi versi simili: entrambi amano ricevere palla, puntare l’uomo e venire incontro, più che attaccare la profondità.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che rendono Pulisic particolarmente importante. L’americano garantisce movimenti senza palla e attacchi dello spazio che possono modificare il modo in cui il Milan sviluppa l’azione offensiva.
Amorim cambia anche durante le partite
Il tecnico portoghese non ha mai terminato una partita con la stessa coppia di trequartisti iniziale. A gara in corso sono state provate anche le soluzioni Hutchinson-Pulisic e Pulisic-Saelemaekers.
La prima è stata utilizzata negli ultimi dieci minuti della sfida contro la Lazio, quando il Milan aveva già completato la rimonta dopo essere stato sotto di due gol. I due hanno però giocato troppo lontani, anche per le difficoltà di adattamento di Hutchinson al calcio italiano.
Contro il Benfica, invece, nell'ultima mezz'ora è stata sperimentata la coppia Pulisic-Saelemaekers. Due giocatori destri che, soprattutto quando tendevano ad allargarsi verso sinistra, finivano per occupare zone molto simili del campo.
Il problema degli automatismi
C’è poi un altro dato significativo: in nessuna delle cinque partite il Milan ha concluso la gara con i due trequartisti titolari dall’inizio. In media Amorim li ha sostituiti intorno al 59’, cercando energie fresche nella zona più vicina alla porta.
Una scelta comprensibile nella gestione della partita, ma che rende più complicato costruire automatismi. Se gli interpreti cambiano continuamente, diventa più difficile sviluppare quei meccanismi di movimento e di posizione che possono dare maggiore fluidità alla manovra.
Il tema non riguarda quindi soltanto la scelta dei singoli. È anche una questione di continuità, perché una squadra che cambia spesso interpreti nella stessa zona deve necessariamente concedere tempo alla costruzione delle proprie certezze.
Moreira e Jashari tra i prossimi esperimenti
Il quadro resta dunque aperto. Moreira potrebbe essere il prossimo giocatore chiamato a occupare uno dei due posti alle spalle di Ramos, mentre non è escluso che anche Jashari possa essere coinvolto negli esperimenti di Amorim.
La sensazione è che il tecnico debba ancora sciogliere soprattutto il dubbio relativo al trequartista di destra. La preferenza sembra essere per un mancino e Hutchinson, sulla carta, è arrivato anche per ricoprire proprio quella posizione.
Per il momento, però, tutto resta da verificare. Il calciomercato ha consegnato ad Amorim diverse alternative, ma le ultimissime indicazioni dal campo raccontano ancora di una ricerca in corso. Le trattative live appartengono ormai al passato: adesso la risposta dovrà arrivare dal lavoro quotidiano e dalle scelte dell’allenatore.
La certezza, almeno per il momento, sembra essere una sola: Pulisic. Per l’altro posto sulla trequarti le candidature restano aperte e Amorim dovrà trovare rapidamente la combinazione capace di dare al Milan maggiore continuità, qualità e identità.







