Il Napoli prosegue il lavoro su due fronti. Da una parte la dirigenza cerca il difensore centrale richiesto per completare l'organico, dall'altra Allegri ritrova nel ritiro di Castel di Sangro due uomini destinati a guidare la squadra come Scott McTominay e Kevin De Bruyne.
Manna lavora sulla difesa: Badiashile in pole
Le priorità del club sono ormai definite. Prima di tutto serve un nuovo centrale difensivo, operazione che Giovanni Manna aveva iniziato a preparare già nelle scorse settimane. Il nome che oggi raccoglie il maggiore gradimento è quello di Benoît Badiashile, difensore del Chelsea, con il quale i contatti sono già stati avviati.
L'ipotesi allo studio prevede un prestito da circa tre milioni di euro, un ingaggio vicino ai due milioni e mezzo e un successivo diritto o obbligo di riscatto attorno ai venti milioni. Se il Chelsea dovesse accettare le condizioni economiche fissate dal Napoli, il francese diventerebbe il principale candidato per completare il reparto arretrato.
Alle spalle di Badiashile restano comunque vive altre piste. Jean-Clair Todibo, inizialmente tra i nomi più seguiti, sarebbe scivolato leggermente indietro nelle preferenze della dirigenza, mentre prende quota anche il profilo di Oumar Solet dell'Udinese. Con il club friulano sono già stati avviati i primi dialoghi per valutare la fattibilità dell'operazione. Tra le ultimissime provenienti dal mercato azzurro, proprio la ricerca del centrale rappresenta il tema più caldo.
Le alternative: Solet e Todibo
Oumar Solet continua a essere uno dei profili monitorati dal Napoli. Il centrale dell'Udinese, ventiseienne, arriva da una stagione chiusa con 38 presenze e 3 reti. La società azzurra ha iniziato a confrontarsi con il club friulano per capire margini e condizioni di un'eventuale trattativa, tenendo aperta questa soluzione nel caso in cui l'affare Badiashile non dovesse concretizzarsi.
Tra i candidati, come detto, figura anche Jean-Clair Todibo. Il difensore francese, 26 anni, è attualmente legato al West Ham con un contratto in scadenza nel 2029. Pur restando nella lista degli obiettivi, il suo nome sarebbe oggi leggermente arretrato rispetto a quello di Badiashile e allo stesso Solet nelle valutazioni della dirigenza partenopea.
Chi è Benoît Badiashile
Benoît Badiashile è un difensore centrale francese di 25 anni, attualmente in forza al Chelsea, con un contratto valido fino al giugno 2030. Il suo profilo è quello che convince di più la dirigenza azzurra, che lo considera il rinforzo ideale per aumentare il livello qualitativo del reparto difensivo. Se le condizioni economiche dell'operazione verranno soddisfatte, il francese diventerà il prescelto per completare la retroguardia.
L'eventuale arrivo gli consentirebbe di inserirsi in un reparto che comprende Rrahmani, Rafa Marin, Marianucci, Buongiorno e Beukema. Alcune situazioni fisiche e le richieste di mercato che riguardano altri difensori rendono però necessario un ulteriore innesto, motivo per cui il Napoli continua a lavorare con decisione su questa operazione.
Non solo difesa: occhi anche sulle corsie e sulle uscite
L'attività della dirigenza non riguarda soltanto il centro della difesa. Manna segue infatti anche Favasuli del Catanzaro per rinforzare le corsie esterne, altro reparto che necessita di nuovi innesti in vista della stagione ormai alle porte.
Parallelamente prosegue il lavoro sulle cessioni. Jesper Lindstrom è sempre più vicino allo Schalke 04, con un'operazione impostata sulla base di un prestito oneroso. Le uscite rappresentano un passaggio fondamentale per alleggerire un organico ritenuto troppo numeroso e consentire nuovi movimenti in entrata. Il calciomercato del Napoli procede quindi seguendo una strategia precisa, tra equilibrio economico ed esigenze tecniche.
Allegri ritrova McTominay e De Bruyne
Nel frattempo il ritiro offre indicazioni importanti anche dal punto di vista tecnico. Scott McTominay è tornato prima a Castel Volturno e successivamente ha raggiunto Castel di Sangro, dove Massimiliano Allegri lo considera uno degli elementi imprescindibili della propria squadra.
Lo scozzese arriva dopo una stagione straordinaria, con il riconoscimento di miglior giocatore del campionato, anche se non è bastato al Napoli per vincere di nuovo lo scudetto. I numeri raccontano la crescita vissuta in azzurro: ventisette gol in ottanta partite, un rendimento che supera nettamente quello fatto registrare nelle precedenti esperienze al Manchester United, dove aveva realizzato ventinove reti in duecentocinquantacinque presenze.
De Bruyne, il simbolo del nuovo Napoli
Grande attesa anche per Kevin De Bruyne. Il fuoriclasse belga raggiungerà presto il gruppo, ma sarà già presente in Piazza del Plebiscito per le celebrazioni del centenario del Napoli. La sua presenza continua a rappresentare uno dei simboli della nuova era azzurra.
Giovanni Manna ha ribadito con fermezza la centralità del centrocampista nel progetto tecnico, ricordando come il contratto preveda anche un'opzione oltre il secondo anno. Le parole del dirigente hanno confermato la piena fiducia della società nei confronti del giocatore, allontanando qualsiasi dubbio sul suo futuro.
Nonostante i problemi fisici accusati negli ultimi mesi, il rendimento di De Bruyne resta di altissimo livello. Nei 1.360 minuti disputati ha collezionato cinque gol e quattro assist, numeri che testimoniano quanto possa incidere anche in una stagione complicata dal punto di vista atletico.
Il Napoli prende forma
Con il ritorno di Olivera, Lang, McTominay e De Bruyne, Allegri può finalmente lavorare con un gruppo sempre più vicino a quello definitivo. Restano ancora alcune risposte da ottenere durante il ritiro, soprattutto per quanto riguarda gli equilibri della rosa e gli ultimi innesti richiesti sul mercato.
La priorità resta il difensore centrale, ma la sensazione è che il Napoli stia costruendo ogni tassello seguendo una linea ben precisa. Mentre proseguono le trattative live con i club coinvolti nelle operazioni in entrata e in uscita, la squadra continua ad allenarsi con l'obiettivo di arrivare pronta all'inizio della nuova stagione, affidandosi al talento dei suoi campioni e alle scelte di Allegri e Manna.







