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Si segna meno in serie A - Di Natale: "Si tira meno e si palleggia troppo..."

DiStefano Bagliani·Pubblicato
Si segna meno in serie A - Di Natale: "Si tira meno e si palleggia troppo..."
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In Serie A si segna sempre meno. Dopo 28 giornate il campionato registra 62 gol in meno rispetto alla scorsa stagione e addirittura 99 in meno rispetto allo stesso punto del 2016. Un dato che ha riacceso il dibattito sulla qualità offensiva del campionato italiano. Secondo Totò Di Natale, storico attaccante dell’Udinese, una delle cause principali è il minor numero di tiri verso la porta e il troppo palleggiare a centrocampo.

L’ex bomber, due volte capocannoniere nel 2009-10 e nel 2010-11, ha analizzato il fenomeno spiegando come il gioco sia cambiato negli ultimi anni. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, per Di Natale oggi il calcio italiano è più ragionato ma meno incisivo negli ultimi metri.

Meno bomber e meno conclusioni verso la porta

Una delle prime spiegazioni riguarda l’assenza di grandi goleador nel campionato. Negli ultimi anni la Serie A ha perso diversi attaccanti capaci di garantire numeri importanti stagione dopo stagione.

«Il nostro campionato non ha più i bomber degli anni d’oro, ma nemmeno quelli dell’ultimo decennio», ha spiegato Di Natale. «Penso a Higuain, Ibrahimovic, Icardi, Immobile, Osimhen… Tutti centravanti da 20 o 30 gol a stagione».

Secondo l’ex attaccante non si tratta soltanto di una questione legata alle punte. Anche il livello della rifinitura sembra essersi abbassato.

«C’è meno qualità negli ultimi metri e anche nei centrocampisti che devono rifinire l’azione», ha sottolineato. Un dettaglio che incide inevitabilmente sul numero complessivo delle occasioni create durante le partite.

Di Natale ha poi indicato un altro elemento che sta cambiando il calcio italiano: il modo di costruire il gioco.

«Molte squadre prediligono palleggiare molto e anche dal basso», ha spiegato. «Il risultato è che si vedono meno azioni dirette verso la porta e le difese hanno più tempo per leggere le situazioni».

Meno gol da fuori area e su punizione

Un altro aspetto riguarda la tipologia delle reti segnate. Secondo Di Natale oggi si vedono meno gol dalla distanza rispetto al passato.

«La percezione è che in Italia si segni meno con le conclusioni da fuori area», ha osservato l’ex attaccante. «In Premier League, ad esempio, vediamo tanti giocatori capaci di segnare con tiri potentissimi da lontano».

Anche i calci piazzati sembrano avere meno peso rispetto alle stagioni passate.

«Rispetto a una volta mancano anche un po’ di gol su punizione», ha aggiunto Di Natale. «Io, ad esempio, ne avrò realizzati una quindicina in carriera».

L’ex bomber, autore di 209 gol in Serie A tra Empoli e Udinese, ha sottolineato come il ritorno di grandi attaccanti potrebbe cambiare rapidamente i numeri del campionato.

«Se tornasse Osimhen i numeri migliorerebbero subito», ha spiegato. «E anche uno come Lewandowski, pure a 37 anni, potrebbe dare una mano al conteggio generale delle reti».

Infine Di Natale ha evidenziato quanto il lavoro degli allenatori possa influire sul rendimento degli attaccanti.

«Spalletti è un fenomeno», ha raccontato. «Il suo gioco agevola molto gli attaccanti: quando ero allenato da lui a Udine io, Iaquinta e Di Michele tiravamo in porta almeno quattro o cinque volte a partita».

Un dettaglio che riassume bene il problema: per tornare a segnare di più servono sia grandi attaccanti sia sistemi di gioco capaci di portarli spesso al tiro.

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Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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