L'inchiesta che ha interessato il mondo arbitrale potrebbe avere conseguenze che vanno oltre gli aspetti giudiziari e di giustizia sportiva. Tra gli effetti che iniziano a emergere c'è anche il possibile ridimensionamento di Open VAR, il programma nato per mostrare al pubblico il funzionamento del sistema arbitrale attraverso immagini e dialoghi tra arbitri e sala VAR.
Secondo quanto riportato da calcioefinanza.it, all'interno dell'AIA starebbe prendendo corpo la volontà di modificare radicalmente il progetto oppure di interromperlo del tutto. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali a DAZN, ma il futuro della trasmissione appare meno solido rispetto alle scorse stagioni.
Un progetto nato per aumentare la trasparenza
Open VAR era stato presentato come uno strumento innovativo per avvicinare tifosi e addetti ai lavori alle decisioni arbitrali. Il format consentiva infatti di ascoltare gli audio tra arbitro e sala VAR, accompagnati dalle spiegazioni del designatore sui principali episodi della giornata di campionato.
Per la prima volta il pubblico aveva la possibilità di comprendere il percorso decisionale seguito durante le situazioni più controverse. Non mancavano nemmeno le ammissioni di errore, elemento che aveva contribuito a rendere il programma particolarmente seguito.
Nella passata stagione furono riconosciuti trenta errori arbitrali nelle prime trenta giornate, un dato che confermava la volontà di affrontare apertamente gli episodi più discussi.
Con il passare del tempo, però, la trasmissione ha iniziato a generare anche nuove polemiche, soprattutto quando alcune situazioni particolarmente dibattute non venivano inserite nella puntata settimanale.
Le polemiche e i dubbi dopo l'inchiesta
Uno degli aspetti maggiormente contestati riguardava proprio la selezione degli episodi analizzati. L'assenza di determinate azioni finiva spesso per alimentare interrogativi e sospetti tra tifosi e osservatori.
Tra i casi più discussi viene ricordato il rigore non assegnato all'Inter contro la Roma per il contatto tra Ndicka e Bisseck, episodio che sarebbe emerso anche nelle intercettazioni relative all'inchiesta.
Il clima creatosi attorno al sistema arbitrale avrebbe così contribuito a mettere in discussione l'utilità del format, nato con l'obiettivo di aumentare la trasparenza ma finito, secondo alcuni, per diventare ulteriore motivo di discussione.
Già nell'ultima stagione erano stati introdotti alcuni cambiamenti organizzativi. La trasmissione era stata infatti spostata al martedì, allontanandosi dall'analisi immediata del turno di campionato per offrire un approfondimento più ragionato.
Le possibili modifiche al format
Le riflessioni interne all'AIA potrebbero ora portare a un ulteriore ridimensionamento del progetto. Tra le ipotesi prese in considerazione ci sarebbe una sensibile riduzione degli episodi affrontati e degli audio resi pubblici.
Non viene esclusa neppure la possibilità di una cancellazione completa della trasmissione, scelta che rappresenterebbe una netta inversione di rotta rispetto alla politica di apertura adottata negli ultimi anni.
A incidere sulle valutazioni sarebbe anche il cambio al vertice della struttura tecnica arbitrale. Il nuovo designatore Daniele Orsato avrebbe infatti un approccio comunicativo differente rispetto al passato, orientato a una minore esposizione mediatica delle decisioni arbitrali.
La volontà sarebbe quella di riportare il focus principalmente sul lavoro interno dell'associazione, limitando le occasioni di confronto pubblico che inevitabilmente finiscono per alimentare nuove discussioni.
La decisione finale spetta alla FIGC
Nonostante le riflessioni dell'AIA, la scelta definitiva non dipenderà esclusivamente dall'associazione arbitrale. I contratti televisivi sono infatti stati sottoscritti dalla FIGC e qualsiasi modifica sostanziale del format dovrà essere condivisa con la Federazione.
Anche il presidente Giovanni Malagò sarà quindi chiamato a valutare l'evoluzione della situazione prima di un'eventuale decisione definitiva.
Nel frattempo DAZN starebbe già lavorando a possibili soluzioni alternative per mantenere uno spazio dedicato all'analisi arbitrale. L'obiettivo sarebbe quello di continuare a offrire approfondimenti sulle decisioni più discusse, pur con una formula differente rispetto a quella che ha caratterizzato Open VAR nelle ultime stagioni.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere quale direzione verrà intrapresa. L'impressione è che il progetto possa cambiare profondamente, ma la volontà di garantire ai tifosi uno spazio di analisi sulle decisioni arbitrali potrebbe comunque trovare nuove modalità di espressione.







