Il Sudtirol è una delle grandi sorprese di questo avvio di campionato. Dopo cinque giornate gli altoatesini hanno raccolto 11 punti, frutto di tre vittorie e due pareggi, senza mai perdere. Davanti c'è soltanto il Palermo, mentre alle spalle di questo percorso c'è una squadra profondamente rinnovata rispetto alla scorsa stagione.
Lovisa e una squadra quasi tutta nuova
La trasformazione parte dal mercato e dal lavoro di Matteo Lovisa, arrivato al Sudtirol con un contratto triennale dopo le esperienze maturate al Pordenone e alla Juve Stabia. Il direttore sportivo ha costruito una rosa nella quale soltanto sei giocatori sono stati confermati: i fratelli Davi, El Kaouakibi, Molina, Tronchin e il capitano Tait.
Tra i nuovi arrivi spiccano Vasco Lopes, capoverdiano con passaporto portoghese prelevato dal Radomiak Radom, e Kenny Mixtur, attaccante arrivato dal Villefranche-Beaujolais. Ad Arezzo, nella netta vittoria per 4-1, Lopes ha firmato un gol e un assist, confermando immediatamente le qualità sulle quali il Sudtirol ha deciso di puntare.
Tanti volti nuovi, ma subito identità
Il lavoro estivo ha portato a Bolzano anche Rispoli, Vasic, Anghelè, Bjarkason e Kevin Zeroli. Dalla Juve Stabia sono arrivati inoltre Giorgini, Varnier, Okoro e Burnete, mentre sul fronte delle partenze hanno fatto particolarmente rumore gli addii di Daniele Casiraghi, Adamonis, Merkaj e Odogwu.
Casiraghi ha lasciato il Sudtirol dopo sette stagioni, 256 presenze e 57 gol, diventando uno dei protagonisti più importanti della storia recente del club. Eppure il gruppo non ha risentito della rivoluzione. Già in Coppa Italia, contro il Catanzaro, erano emersi segnali incoraggianti con il passaggio del turno ai rigori.
I numeri raccontano una partenza speciale
Il dato più significativo riguarda l'equilibrio mostrato dalla squadra di Possanzini. Il Sudtirol ha segnato nove gol, terzo miglior attacco del campionato dietro Palermo e Mantova, entrambi a quota dieci. Ancora più impressionante è il rendimento difensivo: appena tre reti incassate, il miglior dato della Serie B dopo cinque giornate.
Il 4-1 di Arezzo ha rappresentato probabilmente la prestazione più completa, con solidità, velocità, imprevedibilità e concretezza. Numeri che autorizzano a guardare la classifica con entusiasmo, anche se è ancora troppo presto per trasformare questo avvio in una previsione sugli obiettivi finali.
Possanzini predica calma
L'allenatore del Sudtirol conosce bene i rischi legati a una partenza così positiva e invita a mantenere i piedi per terra. «Siamo una squadra giovane, nove giocatori su undici sono nuovi e questo mi inorgoglisce. Alleno ragazzi che hanno voglia di emergere, molti di loro hanno qualità per giocare in Serie A».
Possanzini, però, non vuole sentir parlare di voli pindarici: «Guai ad abbassare la guardia, non dobbiamo perdere di vista la realtà. Siamo una squadra praticamente nuova, la società ha scelto di cambiare impostazione e investire sui giovani. Il nostro obiettivo? Resta la salvezza».
La classifica racconta oggi un Sudtirol da vertice, ma a Bolzano preferiscono concentrarsi sul percorso. La rivoluzione estiva ha prodotto immediatamente risultati importanti e il gruppo sembra aver trovato rapidamente una propria identità. Il tempo dirà dove potrà arrivare questa nuova squadra.







