Il Cittadella fa sul serio. La squadra veneta ha infilato sei vittorie consecutive in campionato e, dopo il pareggio tra Roma e Inter e la sconfitta del Sorrento contro il Bari, è rimasta l'unica formazione professionistica italiana capace di vincere tutte le partite disputate.
Sei su sei: il Cittadella non sbaglia un colpo
Pergolettese, Renate, Lumezzane, Carpi, Juventus Next Gen e Ospitaletto. Sei avversarie, sei vittorie. Non tutte sono arrivate allo stesso modo, ma il dato che conta è uno solo: 18 punti in classifica.
L'ultimo acuto è arrivato contro l'Ospitaletto. Un altro successo che ha permesso alla squadra di Roberto Musso di mantenere il passo perfetto e di trasformare una partenza importante in qualcosa di decisamente più particolare.
Perché mentre le big della Serie A hanno già lasciato punti per strada e il Sorrento ha interrotto la propria corsa, il Cittadella continua a vincere.
Musso: "Diciotto punti non sono un caso"
Roberto Musso non vuole sentir parlare di casualità. L'allenatore, promosso alla guida della prima squadra dopo l'esperienza di Manuel Iori, conosce bene l'ambiente e sa perfettamente che una striscia del genere va accompagnata con equilibrio.
"Sei vittorie consecutive? Fa piacere, siamo tutti contenti. Diciotto punti non sono un caso, ma sappiamo benissimo che non dobbiamo abbassare la guardia", ha spiegato Musso dopo il successo sull'Ospitaletto.
Un concetto ribadito subito dopo: "Da adesso ogni partita sarà un banco di prova importante. Non dobbiamo mollare di una virgola, anzi dobbiamo continuare a migliorare perché ci sono ancora tanti aspetti da sistemare".
Una squadra che trova sempre una soluzione
Il dato più interessante è forse proprio questo. Il Cittadella non sta vincendo affidandosi sempre allo stesso copione. La squadra ha saputo cambiare interpreti e soluzioni, mantenendo però un'identità precisa.
Zanellati, Martella, Ndrecka, Barberis e Falcinelli sono alcuni dei punti di riferimento di una formazione costruita per essere competitiva. Musso ha lavorato anche sulla duttilità dei suoi uomini, modificando ruoli e compiti senza perdere equilibrio.
Anastasia cambia ruolo, D'Alessio cresce
Un esempio è Anastasia, trasformato in un prezioso quinto di destra. Un altro è Francesco D'Alessio, che sta trovando una nuova dimensione da mezzala.
Il centrocampista aveva già debuttato con la Roma in Europa League, il 4 ottobre 2023 contro il Servette, sotto la guida di José Mourinho. A Cittadella, però, sta trovando spazio e continuità, diventando una delle pedine più interessanti della squadra.
Poi c'è Lorenzo Paolucci. Due gol finora e una presenza sempre più importante nel centrocampo veneto. Non è più soltanto il fratello di Andrea: le prestazioni stanno parlando per lui.
Otto marcatori diversi: anche questo spiega il primato
Un altro dato racconta bene la distribuzione delle responsabilità. Sono otto i giocatori del Cittadella già andati a segno in campionato.
Paolucci ha realizzato due reti, esattamente come il classe 2006 Eduard Ihnatov. Una profondità offensiva che permette a Musso di non dipendere da un solo uomo.
E anche il mercato ha contribuito a modificare gli equilibri. Simone Rabbi, autore di 14 gol nella scorsa stagione, è passato al Ravenna dieci giorni prima della chiusura delle trattative. Dal Mantova è arrivato Mensah, mentre Mirko Antonucci è tornato a Cittadella.
Antonucci decisivo, il mercato cambia volto alla squadra
Proprio Antonucci ha già lasciato il segno. Contro il Carpi ha firmato il gol del 2-1 con una splendida conclusione di destro all'incrocio dei pali, completando una rimonta che racconta un'altra caratteristica di questo Cittadella: non arrendersi quando la partita si mette male.
Nel calciomercato estivo, dunque, sono cambiate diverse pedine. Ma il rendimento della squadra non ne ha risentito. Anzi, Musso ha trovato risposte praticamente da tutto il gruppo.
Anche la Coppa Italia regala un'altra sfida
Il Cittadella non ha rallentato neppure in Coppa Italia, dove sono arrivate altre due vittorie. A fine ottobre arriverà l'ottavo di finale contro il Brescia, attualmente quattro punti più indietro in campionato.
Un appuntamento che aggiungerà un'altra partita pesante a un calendario già impegnativo. E proprio su questo Musso ha voluto mettere le mani avanti: "Vincere fa sempre bene e ti permette di lavorare con ancora più entusiasmo", ma ci sono ancora "tanti aspetti da sistemare".
Una storia che parte da lontano
Il Cittadella non è una meteora del calcio professionistico. La società veneta ha alle spalle 18 partecipazioni alla Serie B tra il 2000 e il 2025 e per due volte è arrivata a un passo dalla Serie A, nel 2019 contro il Verona e nel 2021 contro il Venezia.
Una realtà di circa 20 mila abitanti, incastonata tra Padova e Vicenza, che da anni riesce a competere a livelli importanti grazie alla continuità societaria e tecnica.
Musso, una vita dentro il Cittadella
E Roberto Musso è uno dei simboli di questa continuità. Da calciatore ha indossato la maglia del Cittadella dal 2000 al 2011, collezionando 249 presenze e quattro gol.
Dal 2015 è entrato nello staff tecnico, lavorando con Roberto Venturato e poi come collaboratore di Gorini, Dal Canto e Iori. Ora è arrivato il momento della prima squadra.
La promozione in panchina ha coinciso con una partenza che nessuno, probabilmente, avrebbe potuto immaginare così brillante.
Il miracolo Cittadella è già realtà
Sei partite, sei vittorie, 18 punti. Numeri semplici, ma pesantissimi. Il Cittadella è l'unica squadra professionistica italiana a punteggio pieno e si è preso la scena con una partenza che sta andando ben oltre le aspettative.
Adesso arriva la parte più difficile: confermarsi. Musso lo sa e continua a chiedere attenzione, lavoro e concentrazione. Ma intanto il Cittadella si gode il suo piccolo grande miracolo.







